L’ex premier davanti alla Commissione d’inchiesta rilancia sul caso delle forniture e attacca il governo. Meloni replica rivendicando il diritto degli italiani alla verità
Alta tensione politica durante l’audizione di Giuseppe Conte davanti alla Commissione Covid. L’ex presidente del Consiglio ha ripercorso le decisioni assunte dal suo governo durante gli anni più difficili della pandemia, respingendo le accuse della maggioranza e aprendo contemporaneamente un nuovo fronte sulla vicenda delle mascherine Jc Electronics.
Un confronto durato diverse ore che si è rapidamente trasformato in un nuovo terreno di scontro tra Conte e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al centro non soltanto la gestione dell’emergenza sanitaria tra il 2020 e il 2021, ma anche la fornitura di dispositivi di protezione e la successiva transazione economica che ha coinvolto Jc Electronics.
Conte porta un fascicolo alla Procura di Roma
Uno dei passaggi più rilevanti dell’audizione riguarda un fascicolo ricevuto in forma anonima che Conte ha annunciato di aver consegnato alla Procura di Roma.
Secondo quanto riferito dall’ex premier, la documentazione conterrebbe un verbale risalente al 2022 e alcuni elementi che, a suo giudizio, meriterebbero ulteriori approfondimenti sulla vicenda relativa alla fornitura di mascherine durante l’emergenza Covid.
Conte ha precisato di essersi rivolto alla magistratura per senso di responsabilità e ha utilizzato il condizionale nel descrivere il possibile contenuto e la portata della documentazione.
La vicenda si intreccia con la transazione attraverso la quale Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute hanno definito il contenzioso con Jc Electronics, con il riconoscimento di una somma nell'ordine dei 100 milioni di euro.
Proprio su questo punto l’ex presidente del Consiglio ha concentrato alcune delle critiche più dure, chiedendo chiarimenti sulle ragioni e sulle tempistiche dell'accordo.
La replica di Jc Electronics alle dichiarazioni di Conte
Alle parole dell’ex premier è seguita la posizione di Jc Electronics. La società ha sostenuto che il documento richiamato da Conte non rappresenterebbe un elemento nuovo e sarebbe già stato utilizzato dallo Stato nell'ambito del precedente contenzioso.
L’azienda ha inoltre ricordato gli esiti giudiziari favorevoli ottenuti e ha ribadito che la conformità delle mascherine sarebbe stata attestata anche dagli organismi competenti, richiamando in particolare Inail e Agenzia delle Dogane.
Si tratta quindi di una vicenda nella quale restano contrapposte le ricostruzioni delle parti e sulla quale Conte ha chiesto ulteriori verifiche dopo aver trasmesso la documentazione ricevuta alla magistratura.
Conte contro Meloni dopo l’audizione
Il confronto in Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid ha avuto inevitabilmente conseguenze anche sul piano politico.
Al termine dell’audizione Conte ha rivolto un attacco diretto a Giorgia Meloni, indicandola come la regista politica delle iniziative nei suoi confronti. L’ex premier ha invitato la presidente del Consiglio a confrontarsi direttamente sul terreno politico, senza ricorrere, secondo la sua ricostruzione, a strumenti indiretti.
La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere. La premier ha respinto l'idea che l'attività della Commissione possa essere interpretata come un procedimento contro una singola persona.
Secondo Meloni, fare chiarezza su quanto accaduto durante la pandemia rappresenta un dovere nei confronti di un Paese che ha sostenuto costi umani, sociali ed economici enormi. La ricerca della verità sulla gestione del Covid, nella posizione espressa dalla presidente del Consiglio, deve quindi essere considerata un diritto dei cittadini e non un attacco politico.
Conte difende le decisioni prese durante l’emergenza Covid
Una parte consistente dell’audizione è stata dedicata alla ricostruzione delle scelte adottate dal governo Conte durante la fase più critica della pandemia da Covid 19.
L’ex presidente del Consiglio ha rivendicato la correttezza del proprio operato, sostenendo di aver agito nel rispetto delle istituzioni e delle responsabilità legate alla guida del Paese in una situazione senza precedenti.
Conte ha invitato la Commissione ad approfondire ogni aspetto della sua gestione, dichiarandosi convinto che dalle verifiche non possano emergere comportamenti illeciti.
Ha inoltre ricordato il ruolo svolto da medici, infermieri, operatori sanitari e da quanti furono impegnati direttamente durante i mesi più difficili dell’emergenza.
Stato d’emergenza e Dpcm al centro dell’audizione
Tra i temi affrontati non poteva mancare lo stato d’emergenza Covid, una delle decisioni più discusse di quegli anni.
Conte ne ha difeso la necessità, respingendo la definizione di "dittatura sanitaria" utilizzata nel dibattito politico contro alcune delle misure adottate.
L’ex premier ha inoltre ricordato che lo stato d’emergenza fu successivamente prorogato anche durante il governo Draghi, sottolineando come in quella fase le contestazioni politiche fossero state differenti.
Analoga difesa è arrivata per i Dpcm utilizzati durante la pandemia. Secondo Conte, rappresentavano lo strumento più adeguato per intervenire rapidamente in una situazione epidemiologica che cambiava nel giro di pochi giorni. L’ex presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato che tali provvedimenti potevano essere impugnati davanti alla giustizia amministrativa.
Vaccini Covid, Conte distingue la sua gestione da quella di Draghi
Altro capitolo particolarmente delicato è quello della campagna vaccinale contro il Covid.
Conte ha ricordato che la vaccinazione iniziò durante il suo governo senza un obbligo generalizzato, rivendicando quella che ha definito una scelta basata inizialmente sulla libertà dei cittadini.
Ha quindi distinto le decisioni del suo esecutivo dalle misure successivamente adottate dal governo guidato da Mario Draghi, al quale ha attribuito l'introduzione degli obblighi vaccinali.
L'ex premier ha inoltre respinto con forza l'accusa di aver cercato consenso nell'area no vax, sostenendo di non aver mai incoraggiato posizioni contrarie alla scienza durante l'emergenza sanitaria.
Dal piano pandemico alle domande del centrodestra
Il confronto si è poi spostato sul piano pandemico italiano, sulle forniture sanitarie e sulle decisioni relative alla campagna vaccinale.
Diversi esponenti del centrodestra, tra cui rappresentanti di Fratelli d’Italia, hanno incalzato Conte sulle responsabilità politiche e amministrative legate alla preparazione del Paese prima dell'arrivo del coronavirus.
L'ex premier ha ricordato, però, che il problema dell'aggiornamento del piano pandemico attraversava un arco temporale molto più ampio rispetto alla sola esperienza del suo governo, sottolineando che dal 2006 si erano succeduti numerosi esecutivi.
Durante l'audizione Conte ha ricevuto anche la vicinanza politica dell'ex ministro della Salute Roberto Speranza e di esponenti del Partito Democratico.
Dalla pandemia al Recovery Fund e al Patto di stabilità
Nel corso della lunga ricostruzione Conte ha allargato il discorso anche alle conseguenze economiche della pandemia e alle trattative condotte in sede europea.
L'ex premier ha rivendicato il ruolo svolto dall'Italia nel confronto con i Paesi del Nord Europa, ricordando la sospensione del Patto di stabilità e soprattutto il percorso che portò alla nascita del Recovery Fund, strumento dal quale sarebbe successivamente derivato il PNRR italiano.
Conte ha utilizzato questo passaggio anche per criticare alcune delle attuali scelte europee del governo Meloni, dalla riforma delle regole di bilancio fino alle politiche relative alla difesa e al riarmo europeo.
Commissione Covid, il confronto politico è destinato a proseguire
L'audizione di Giuseppe Conte rappresenta soltanto una tappa del lavoro della Commissione Covid, chiamata ad approfondire le decisioni politiche, amministrative e sanitarie adottate durante una delle emergenze più gravi della storia recente italiana.
Il confronto ha mostrato ancora una volta quanto la gestione della pandemia continui a rappresentare un tema fortemente divisivo. Da una parte Conte rivendica le decisioni assunte in un contesto eccezionale e denuncia una battaglia politica nei suoi confronti; dall'altra la maggioranza sostiene la necessità di ricostruire responsabilità, procedure e scelte compiute durante l'emergenza.
A rendere ancora più acceso il quadro c'è ora il caso delle mascherine Jc Electronics, con la documentazione consegnata da Conte alla Procura e la netta replica della società.
Il confronto tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni sulla Commissione Covid appare quindi tutt'altro che concluso. La nuova audizione prevista per lunedì 14 settembre offrirà un ulteriore capitolo di un'indagine parlamentare che continua ad avere forti ripercussioni sul dibattito politico nazionale.
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