Brexit: Londra scenario nero del divorzio senza accordo con l'Europa

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LONDRA, 24 AGOSTO - Finanza, agricoltura, diritto del lavoro, il governo britannico ha dettagliato i...

LONDRA, 24 AGOSTO - Finanza, agricoltura, diritto del lavoro, il governo britannico ha dettagliato i problemi concreti che potrebbero sorgere dall'assenza di un accordo di divorzio con l'Unione europea.

Il governo britannico ha pubblicato ieri giovedì 23 agosto una vertiginosa lista di problemi che potrebbero collocare una Brexit senza un’intesa.
Finanze, supervisione commerciale, riconoscimento degli alimenti biologici, sussidi per l’agricoltura, trasporto di organi umani, diritti dei lavoratori, test sulla qualità dei medicinali, trasporto di prodotti radioattivi civili, pagamenti dell'IVA, classificazione delle merci esportate, supervisione degli aiuti di Stato, vendita di alimenti OGM, libera circolazione, ecc.

Così tanti settori importanti, al momento regolamentati da disposizioni europee, dovranno improvvisamente essere regolamentate in modo diverso a partire dal marzo 2019 se gli attuali negoziati tra Londra e Bruxelles non raggiungeranno un compromesso.

Le conseguenze nel caso di un "no deal" sono dettagliate in venticinque settori e sottosettori, elencate in note esplicative riporttate in ‘fascicoli’ che vanno dalle tre alle undici pagine.

Ognuno di questi ‘dossiers’, individualmente, non presenta necessariamente situazioni complicate da risolvere. Ma la loro quantità rende il rischio di un vero caos del post-Brexit. Tanto più che la loro risoluzione richiede spesso la cooperazione di Bruxelles, e in caso di fallimento dei negoziati, i rapporti tra le due parti potrebbero essere ‘glaciali’.

Nel presentare questi documenti, tuttavia, il governo britannico ha nuovamente chiarito che “ ‘nessun accordo’ rimane uno scenario ‘improbabile’. Non è quello che vogliamo e non è quello che ci aspettiamo" - afferma Dominic Raab, il ministro britannico della Brexit - “Ma i rischi sono reali, mentre mancano solo sette mesi all'entrata in vigore della Brexit, alla mezzanotte (ora di Bruxelles) del 29 marzo 2019.

Gli europei, da parte loro, si sono concessi al vertice del 18-19 ottobre per concordare con Londra un accordo di ritiro dalla Gran Bretagna, ma questo calendario teorico, pensato per concedere più tempo per procedere alla sua ratifica, sembra di meno in meno probabile.

David Lidington numero due di Theresa May, ministro di Stato per l'ufficio del gabinetto britannico, ha dichiarato alla BBC che se i negoziati tra Londra e Bruxelles sulla Brexit non si concluderanno a ottobre, ma a novembre, la situazione rimarrà "gestibile".

Luigi Palumbo

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