Bruxelles, vertice Ue a pranzo. Sul tavolo il capitolo Irlanda

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BRUXELLES, 29 APRILE - Secondo quanto riportato ieri dal “Guardian”, sul tavolo del...

BRUXELLES, 29 APRILE - Secondo quanto riportato ieri dal “Guardian”, sul tavolo del Vertice europeo a Bruxelles di oggi dovrebbe essere affrontata la questione dell’Irlanda. Si discuterà in particolare di un documento nel quale si dichiarerà che in caso di Irlanda unita, la parte Nord (ora all’interno del Regno Unito) diventerebbe parte dell’Unione europea.

E’ quanto si leggerebbe in una parte del documento finale, che muoverebbe da una vecchia clausola “Rdt” in riferimento all’ex Germania orientale ai tempi del muro di Berlino. Ora si attende la posizione diretta del premier irlandese Enna Kenny, che dovrebbe prendere una posizione specifica all’interno del summit di oggi per portare automaticamente l’Irlanda del Nord nell’Ue in caso di riunificazione delle due Irlande, sul modello della riunificazione tedesca di quasi trent’anni addietro.

Fonti europee hanno infatti chiarito che «la dichiarazione sull’unificazione potrebbe essere aggiunta se Kenny lo chiederà, ma le linee guida dei 27 leader non faranno riferimento alla questione». Il segnale è dunque piuttosto debole, e resta una mera eventualità anche a seguito della necessità di una riunificazione che dovrebbe passare da un referendum, dall’esito tutt’altro che scontato.

Nonostante Kenny abbia già aperto la questione in quel di febbraio, richiamando il precedente esempio tedesco, non pare che l’Irlanda del Nord sia intenzionata a modificare il proprio status quo, aderendo al progetto europeo dopo la Brexit dello scorso anno. Un recente sondaggio rivelerebbe infatti una netta contrarietà, pari ad un 62% contro un appena 22% della popolazione a favore. Non mancano anche i dubbi da parte dei cittadini della Repubblica d’Irlanda.

Il tema sarà profondamente approfondito nelle prossime tappe europee, nonostante il summit di oggi possa paventare i primi passi verso tale ipotesi. Tema centrale invece non potrà che essere legato all’avvio delle procedure di uscita dall’Ue del Regno Unito, in un vertice a 27 che vede appunto assente il diretto interessato. La posizione europea resta intanto ferma, ed è confermata da Donald Tusk: «Non discuteremo delle nostre relazioni future con il Regno Unito finché non avremo raggiunto progressi sufficienti sulla sua uscita dall’Ue».

L’impressione è che sulla questione ci sarà molto da lavorare: ne è testimonianza anche una cena tra Theresa May e Jean Claude Juncker, che secondo autorevoli fonti si sarebbe rivelata “un disastro”. Secondo Bruxelles, a Londra mancherebbe la totale consapevolezza «dei costi del recesso», con un chiaro riferimento alle visioni alquanto ottimistiche del governo britannico su un accordo vantaggioso o comunque contestuale rispetto ai negoziati di uscita dal progetto comunitario.

foto da: independent.ie

Cosimo Cataleta

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