Calcio Sicilia: il punto sulla giornata

12
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
PALERMO, 22 OTTOBRE 2013 - Nell’ottava giornata di Serie A il Catania perde 2 a 1 a Cagliari s...

PALERMO, 22 OTTOBRE 2013 - Nell’ottava giornata di Serie A il Catania perde 2 a 1 a Cagliari subendo la quinta sconfitta stagionale che costa la panchina al tecnico dei record Rolando Maran. In Serie B la decima giornata registra l'incredibile tenacia del Palermo che vince a Siena per 3 a 2 ed il Trapani che sembra invece soffrire di sindrome da pareggio e non va oltre l’1 ad 1 casalingo contro lo Spezia.

Cinque punti nelle prime otto giornate. Questo al momento il bilancio in casa Catania dopo aver collezionato cinque sconfitte, due pareggi ed una sola vittoria. Troppo poco e di certo quanto basta per convincere il presidente Pulvirenti ad esonerare il tecnico Maran. Già, Rolando Maran. Lo stesso allenatore che nella passata stagione fece meraviglie ai piedi dell’Etna raggiungendo quota 58 punti, record per i rossazzurri nel massimo campionato. Ma nel calcio si sa ogni stagione è una storia a sé e non si può vivere di sola riconoscenza. L’impressione è che la svolta tecnica, la panchina è stata già affidata a Luigi De Canio, possa essere utile più a livello psicologico che a risolvere reali problemi tattici.

Anche al “S.Elia” di Cagliari il Catania non ha disputato una cattiva partita ma ancora una volta ha dovuto fare i conti con avversi episodi e la mancanza di convinzione, questa sì costante negativa dall’inizio di campionato, nei momenti topici del match. E a dire che l’incontro si era messo per il meglio fin dalle battute iniziali. È il 4’ minuto, infatti, quando Plasil batte un calcio d’angolo, stacco di testa di Bergessio che mette a segno la sua prima rete stagionale: 1 a 0 Catania. Il Cagliari ci sta un po’ prima di prendere le giuste misure ma col passare dei minuti diventa sempre più pericoloso. Al 19’ è un bel tiro dalla distanza di capitan Conti a scaldare le mani di Frison. E dopo pochi minuti arriva il pareggio: è sempre Conti ad avere lo spunto giusto lanciando in profondità Ibarbo che prima protegge bene la sfera, entra in area e da posizione angolata gira sul secondo palo fulminando il portiere etneo. I rossazzurri cercano subito il riscatto e al 29’ sfiorano il nuovo vantaggio con un bel tiro a giro di Barrientos che esce di poco a lato. Ma l’episodio che segna la gara arriva allo scadere del primo tempo, quando su un altro lancio in profondità la retroguardia etnea si fa sorprendere e Legrottaglie è costretto a rincorrere l’imprendibile Ibarbo il quale appena entrato in area si lascia cadere al minimo contatto: rigore ed espulsione. Con il Catania in 10 l’unica nota positiva è la parata dagli undici metri di Frison che impone l’1-1 alla fine della prima metà di gioco.

Nella ripresa Maran deve correre ai ripari e rimediare all’assenza difensiva: fuori Castro e dentro Rolin. Dall’altra parte invece Lopez cerca di dare più incisività al suo attacco e manda in campo Pinilla per Sau. Cambio che si rivelerà vincente. Dopo alcuni ma vani tentativi offensivi dei padroni di casa, con il solito Conti che impensierisce Frison su un calcio di punizione dal limite, al 39’ arriva il vantaggio: Ibarbo crossa in mezzo, Pinilla si avventa sul pallone e prima gira al volo colpendo il palo e poi è lestissimo nel ribattere in rete. È il gol del definito 2-1 che condanna il Catania ma soprattutto le sorti di Rolando Maran sulla panchina rossazzurra.

In Serie B il big match della decima giornata di campionato era senza dubbio il posticipo del lunedì sera tra Siena e Palermo. Al “Franchi” è stata battaglia vera tra due squadre costruite per la promozione. Ai punti sarebbero stati forse i padroni di casa a meritare il successo, ma un Palermo gagliardo e cinico, costretto tra l’altro a giocare in dieci nel secondo tempo per l’espulsione di Morganella, alla fine ha avuto la meglio e ottiene una vittoria importante che dà seguito ad una serie di risultati positivi. Nelle ultime 4 giornate, ovvero sotto la guida di Iachini, i rosanero hanno infatti ottenuto 3 vittorie ed un pareggio.

Alla vigilia della partita le probabili formazioni davano Hernandez in panchina, considerata la stanchezza accumulata con la convocazione in nazionale, ed il giovane nazionale under 21 Belotti pronto a sostituirlo. Ed invece mister Iachini sorprende tutti e manda in campo l’uruguaiano. Alla fine dei 90 minuti entrambi gli attaccanti si riveleranno comunque decisivi. Partita che per i rosanero si era messa subito in salita. Al 10’, infatti, Rosina si prende gioco della difesa ospite ed in profondità serve una palla perfetta per Grillo che solo davanti a Sorrentino mette in rete. Il Siena gioca bene ed il Palermo sembra non riuscire a controbattere a dovere. Per fortuna dei rosanero ci pensa Morero a riaprire la partita: al 38’ erroraccio del difensore senese che nell’effettuare un retropassaggio per il proprio portiere lo serve debolmente trovando pronto la “Joya” che può comodamente battere Lamanna. Il pareggio ha l’effetto immediato di invertire l’inerzia della gara e dopo appena pochi minuti gli ospiti passano addirittura in vantaggio: Dybala palla al piede taglia la metà campo avversaria entra in area e trova l’ingenua spinta di Angelo. L’arbitro Ciampi assegna il penalty e dal dischetto va ancora Hernandez che spiazza Lamanna realizzando la sua 7^ rete stagionale. Finisce qui il primo tempo con il tecnico Beretta che viene espulso dopo aver spinto Dybala.

Nella ripresa il Siena dimostra tutta la sua caparbietà e raggiunge subito il pareggio: è il 5’ quando Giannetti riesce a liberarsi di Munoz ed appena entrato in area lascia partire un destro che si infila sul secondo palo per il 2-2. L’attaccante senese è un vero funambolo e dopo pochi minuti Morganella lo atterra ottenendo il secondo giallo che gli costa l’espulsione. A questo punto ti aspetti che Iachini tolga dal campo un attaccante ed invece inserisce Lafferty per Hernandez: un chiaro segnale alla squadra di non abbassare il baricentro. Dall’altra parte i padroni di casa cercano di far valere la propria superiorità numerica ed acquistano una sorta di duello a distanza con Sorrentino. Al 20’ è il solito Giannetti ad impegnare di testa l’estremo difensore rosanero, che si ripete alla mezz’ora su due pericolosi tentativi da fuori area di Rosina. È il 42’ quando invece le coraggiose scelte di Iachini trovano il giusto premio: punizione dalla sinistra battuta da Verre, un altro azzurrino di talento, con Belotti che in piena area trova il colpo di testa vincente che fa esplodere di gioia l’intera panchina rosanero ed i tifosi presenti. Il Palermo ottiene così una vittoria che esprime al meglio la determinazione e la tenacia di una squadra che oltre all’esperienza di diversi giocatori può contare su giovani di grande prospettiva. L’eroe di Siena, infatti, è senza alcun dubbio il giovane Andrea Belotti. Da quando l’attaccante under 21 ha esordito con la maglia rosanero contro il Bari abbiamo subito sottolineato come questo sia un ragazzo il cui nome va tenuto ben in mente. Le sue qualità sono evidenti, un talento puro che se saprà crescere nel giusto modo diventerà un bomber di razza. Numeri alla mano Belotti nelle sole 3 presenze con la maglia del Palermo ha già realizzato 2 reti decisive (gol vittoria contro il Siena e gol pareggio a Brescia) e fornito un assist per il gol della bandiera di Lafferty a Bari. Sarà adesso compito e responsabilità della società e dell’allenatore gestire e coltivare un giovane di sicuro avvenire.

Chi piuttosto ha un conto aperto con la buona sorte è il Trapani, fermato tra le mura amiche dall’ennesimo pareggio, il terzo consecutivo, dopo l’ennesima buona prestazione. Al termine della gara tante le recriminazioni in casa granata specie contro una direzione arbitrale poco equa, dato che sullo 0 a 0 ha negato un rigore per fallo su Mancosu assegnandolo invece nel secondo tempo agli ospiti per un dubbio fallo su Catellani. Ma al di là degli errori arbitrali, più o meno evidenti, resta il fatto che, pur difendendosi sempre con molto ordine, questo Trapani non è altrettanto bravo e preciso nello sfruttare, durante l’arco dei 90 minuti, le diverse occasioni da gol che crea. Una situazione sulla quale l’attento mister Boscaglia lavorerà sicuramente in settimana.

Nei minuti iniziali del match è lo Spezia a farsi avanti ed è soltanto l’11 quando Carrozza in piena area di rigore raccoglie un buon pallone, calcia a botta sicura ma trova sulla linea di porta la provvidenziale risposta di Terlizzi, sempre più punto di riferimento della retroguardia granata. Il Trapani non sta a guardare e dopo appena 4 minuti costruisce la prima grande occasione: cross dalla sinistra di Nizzetto, colpo di testa di Mancosu che costringe il portiere Leali ad un grande intervento con la mano di richiamo. I granata macinano gioco e segnano al 20’: dalla meta campo granata parte il solito lancio a memoria per il bomber Mancosu che sulla linea del fuorigioco si invola verso l’area avversaria e supera Leali con un bel pallonetto. Trovato il meritato vantaggio potrebbe arrivare dopo appena 4 minuti il raddoppio: Mancosu viene ben servito in profondità e a tu per tu con Leali calcia di sinistro ma è lo stesso portiere a deviare.

Si va negli spogliatoi col Trapani avanti. Ma ad inizio ripresa uno degli episodi incriminati: è l’8 quando per atterramento in area di Catellani l’arbitro Di Paolo assegna il contestato penalty. Dal dischetto va Ebagua che non fallisce lasciando immobile Nordi. I granata accusano il colpo e prima di riordinare le idee impiegano del tempo. Tant’è che bisogna aspetta il 20’ per vedere il subentrato Vitale, giovane al debutto assoluto nella serie cadetta, sfiorare la rete con un pericolo tiro da fuori area che si spegno di poco a lato. Tuttavia è soltanto un episodio. L’unica vera occasione arriva nei minuti finali quando Mancosu riceve il solito lancio dalla retroguardia ma la sua deviazione viene respinta da Leali. Finisce 1-1 con i fischi del “Provinciale” rivolti alla terna arbitrale.

(Immagine da palermocalcio.it)

Giovanni Maria Elia

InfoOggi.it Il diritto di sapere