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Caso marò: le reazioni dei politici

Rossana Palazzo
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Caso marò: le reazioni dei politici
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ROMA, 22 MARZO 2013 – Arrivano quasi immediate le reazioni dei politici italiani dopo la decisione del governo di far tornare i due marò in India.

In una nota il responsabile degli affari Esteri, del Pd, Lapo Pistelli, dichiara «La decisione di far tornare in India i due marò è tormentata, ma saggia. Un ringraziamento a chi si è adoperato in queste ultime ore per preparare una decisione così difficile. Essa va però nel giusto binario di voler ristabilire la credibilità del Paese e le buone relazioni con l'India. Da Delhi attendiamo adesso un comportamento cooperativo e responsabile».

Maurizio Gasparri, senatore del Pdl, ospite a Omnibus su La7, ha invece sostenuto che la questione dei marò è stata gestita «in maniera inetta. Se non ci si può mettere tutti intorno a un tavolo a discutere dell’agenda economica allora non resta che la prospettiva elettorale, sempre meglio che la sospensione che sta invece creando danni alla democrazia: basta vedere la situazione dei marò. Basta con questa furia iconoclasta, per cui si deve bruciare tutto, sono i politici che devono gestire queste responsabilità: abbiamo messo al ministero della Difesa uno dei migliori militari e al ministero degli Esteri un diplomatico con una carriera intensissima e abbiamo fatto una figura penosa». E conclude «O la politica si riassume le sue responsabilità o i tecnici ci portano in una situazione di scarso decoro, e qui mi freno».

Maria Stella Gelmini in un comunicato definisce la vicenda dei marò come una «doppia inversione a U per l'Italia». Secondo l’ex ministro «I marò non meritavano un trattamento di questo tipo. Hanno subito con lealtà, senso dell’onore, spirito patriottico e di sacrificio la detenzione nelle carceri indiane, hanno accettato la decisione dell'Italia di lasciare che essi rimanessero nel loro Paese ed ora subiscono l'espatrio. Siamo tornati all’italietta dei giri di valzer».

«La gestione della vicenda dei due marò da parte del governo sarebbe ridicola se non fosse tragica. Ho sempre pensato che dietro la decisione del nostro governo ci fosse un non dichiarato accordo con il governo indiano. Scopro ora che in realtà sono dilettanti allo sbaraglio. Ma non si può essere dilettanti se si rappresenta una Nazione. Non vale nemmeno la pena di chiedere ai responsabili un atto di dignità con le dimissioni», dichiara Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d'Italia.

In una nota del Quirinale si legge che Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, ha avuto un colloquio telefonico con il fuciliere di marina di Massimiliano Latorre e durante la conversazione ha espresso a lui e al suo collega Girone l’apprezzamento del senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del governo italiano di tornare in India. Napolitano ha concluso la telefonata augurando loro che questa delicata vicenda possa concludersi al più presto. [MORE]

(fonte: Asca)

Rossana Palazzo
 


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Scritto da Rossana Palazzo

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