Catanzaro: intervento di Manuel Laudadio Capogruppo di Svolta Democratica
Catanzaro 15 settembre 2012 - “È necessario chiarire le motivazioni che mi hanno portato a votare no alla manovra finanziaria di questa Amministrazione Comunale. Prima di chiarire la mia posizione e quella del Movimento da me rappresentato, voglio ribadire la mia amarezza per il comportamento tenuto dalla maggioranza nella seduta del 12 settembre scorso quando ha deciso di disertare il consiglio comunale, unico luogo deputato a discutere il bene della città perché composto dagli eletti, espressione democratica dei cittadini”.
Interviene in merito all’approvazione del bilancio di previsione, il capogruppo di Svolta Democratica, Manuel Laudadio. “A tal proposito, penso, che in un momento di crisi cosi difficile che sta vivendo il nostro Paese ed in particolare la città di Catanzaro, sia dal punto di vista politico, economico che finanziario, un comportamento sia assolutamente inadeguato soprattutto nei confronti dei cittadini catanzaresi che confidano nella politica per avere soluzioni che migliorino le loro condizioni di vita.
A mio avviso- dichiara l’esponente di Svolta Democratica- i documenti del bilancio devono essere la rappresentazione pratica e contabile di cosa il governo cittadino ha disegnato per la sua città e nella relazione previsionale programmatica, allegata al bilancio, devono ritrovarsi l’idea e l’orientamento programmatico di sviluppo per la città che questa amministrazione delinea per i prossimi tre anni. Purtroppo nel leggere tale documento ci si rende conto che in termini di sviluppo c’è ben poco, solo tagli, e una enunciazione relativa agli aspetti valoriali dal punto amministrativo, ma nulla per quanto riguarda lo sviluppo strategico di governo che risulta essere inesistente”. Manule Laudadio analizza specificatamente i provvedimenti che, a suo avviso, non porteranno beneficio alcuno della città: “Entrando nello specifico, e tralasciando le voci di bilancio finalizzate a specifiche destinazioni d’uso, e considerando l’impossibilità nel breve tempo a disposizione di analizzare il malloppo di materiali allegati al bilancio di previsione, mi concentrerò su alcuni titoli di bilancio relativi alle entrate a vario titolo e di come queste vengono utilizzate. Parliamo dell’imposta addizionale comunale IRPEF: i dati previsionali per il 2012 di questa entrata si basano sul dato di esercizio 2010/ 2011.
Da questa voce si prevede di ricavare 3.000.000 di euro e tale ricavo deriva dall’incremento delle aliquote. In questa voce si passa da un gettito di 5.000.000 euro (del bilancio 2011) ai 8.000.000 euro previsti in questo bilancio 2012, quindi un incremento di 3.000.000 euro. Ho un dubbio: si e’ tenuto conto che dal 2010 al 2012 la situazione economica è fortemente cambiata in peggio e la base imponibile non è sicuramente la stessa? Ho paura che il dato sia sovrastimato in quanto se ci si è basati sul 2011, c’è da rilevare che, intanto, sono fortemente cresciute la cassa integrazione, la mobilità, e che questo processo si è oggi ulteriormente accentuato con la conseguenza che la base imponibile è sicuramente diminuita.
Per non parlare delle attività economiche, nello specifico quelle commerciali e artigianali, che risentono e risentiranno del calo della domanda, e che registreranno una diminuzione del loro reddito spendibile rispetto all’anno precedente. Allora è difficile pensare che i redditi del 2012 siano uguali a quelli del 2011, per questo dubito che sia realistico il dato che prevede 3.000.000 euro in più di IRPEF”.
Laudadio non trascura nemmeno la questione relativa all’aumento delle imposte: “Parliamo di IMU/ACQUA/TARSU e degli aumenti delle tasse da voi applicati in maniera indiscriminata, che non entra nel merito delle grandi sacche di povertà che attanaglia la nostra città. Si sarebbe potuto lavorare in condivisione e con criteri oggettivi, ma entrambi i casi sono stati disattesi. I ceti deboli del nostro tessuto sociale sono rimasti soli e senza garanzie, quelle garanzie che per costituzione sono a tutela di tutti i cittadini. L’ aumento IMU non valuta criteri di reddito e numero di familiari a carico, insomma è solo un semplice calcolo ragioneristico, che ci vede, come forza politica, in imbarazzo verso la cittadinanza tutta senza distinzione di colore politico. Per i motivi esposti – conclude il capogruppo di Svolta Democratica- ho sentito l’obbligo di esprimere parere negativo su questo bilancio che rappresenta solo una semplice sommatoria di fattori che produrranno ulteriori macerie e che, soprattutto, non impatta finanziariamente sugli sprechi che in questo ente si producono e si produrranno con questa gestione”.[MORE]
MANUEL LAUDADIO
Capogruppo di Svolta Democratica
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