NAPOLI, 15 FEBBRAIO - Cozzolino fa un passo indietro; anzi no.
In poche parole i partiti di sinistra navigano nelle acque ancora poco limpide del golfo di Napoli.
23 gennaio: la cittadinanza partenopea è invitata alle urne per esprimere la sua preferenza in merito alle candidature proposte da Pd & co. per il futuro contendente-sindaco di Napoli.
Esito del voto: vittoria inattesa ma netta dell’europarlamentare Andrea Cozzolino.
I suoi rivali insorgono, gridono ai brogli e riescono nel risultato di congelare le primarie.
15 febbraio: non è ancora stato proclamato un vincitore.[MORE]
Intanto Cozzolino aspetta un segnale dal Partito, che però non arriva: anzi arriva la preghiera accorata del Segretario Bersani a farsi da parte.
Cozzolino è perplesso o forse incredulo, ma evidentemente non perde la calma: si prende tempo per riflettere e alla fine sforna il suo compromesso. Se per la fine di febbraio si riesce a trovare un’altra candidatura capace di inglobare tutte le correnti democratiche di sinistra (ossia pidiani dell’area bassoliniana e non, e vendoliani di Sinistra e Libertà), lui è disposto a sacrificarsi e a farsi da parte. Altrimenti la politica dovrà riconoscere la sua vittoria e tutti dovranno lavorare uniti per la sua elezione.
Sia Bersani che Vendola esaltano il suo atteggiamento conciliatorio. Bersani afferma compiaciuto: “Si tratta di una dichiarazione di responsabilità politica che apprezzo e che antepone l'interesse della sua città alle pur legittime aspirazioni personali".
Ma di fatto, si può parlare di un vero e proprio passo indietro?
Piuttosto è presumibile ipotizzare che Cozzolino abbia agito in questo modo, convinto di trovarsi in una posizione di forza che gli garantisce un’uscita con stile o molto più probabilmente una resa rassegnata dei suoi oppositori: infatti ad oggi i nomi che si fanno per un’eventuale sostituzione o vengono puntualmente smentiti dai diretti interessati (vedi il magistrato Raffaele Cantone o il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola, Paolo Mancuso) o non garantiscono una convergenza di preferenze (vedi Luigi De Magistris: l’unico effettivamente interessato).
Dunque la resa dei conti sembra assumere sempre più i contorni di una partita a scacchi, sperando che alla fine il re non sia matto.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.