Cip Sardegna: tutto sul convegno finale di Agitamus

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CAGLIARI, 13 FEBBRAIO 2019 - Un microcosmo che condensa l’essenza di un’idea perenne, avvolgente...

CAGLIARI, 13 FEBBRAIO 2019 - Un microcosmo che condensa l’essenza di un’idea perenne, avvolgente e incisiva per l’evoluzione del pensiero paralimpico. Non c’è di meglio che confrontarsi cordialmente e profondamente cogliendo soprattutto le affinità e confinando in maniera costruttiva le divergenze. Quattro ore di allegria e confronto sono volate via lasciando nell’animo dei presenti un segno tangibile di come sviluppare sapere e conoscenza facilita l’aggregazione, allontanando i pregiudizi più beceri.

Alla fiera di Cagliari c’erano tante persone pensanti, stimolate da una marea di studenti ormai ben predisposti nel distribuire a chiunque perle di saggezza sul come convivere in un mondo frastagliato dalle differenze raccolte individualmente nel fagotto della quotidianità.

Agitamus, il progetto caldeggiato da Manolo Cattari e sposato dal Comitato Italiano Paralimpico Sardegna in sintonia con la Regione Sardegna ha trovato destinatari e osservatori speciali dispensanti esclusivamente apprezzamenti incondizionati.

Le scuole primarie e secondarie che dialogano spinte da un corpo docente sensibile e aperto alle tematiche dell’integrazione. Gli atleti con disabilità che si mettono a nudo raccontando qualsiasi dettaglio della loro vita pubblica, privata e sportiva. Dialoghi profondi e sensibili da ambo le parti mediati dallo psicologo dello sport, una figura cardine che nel prosieguo del progetto conserverà un ruolo preminente per innescare quei meccanismi utili nel processo di immedesimazione dell’altro. Come peraltro assurgerà a ruolo fondamentale anche il MIUR attraverso il protocollo d’intesa che a breve sarà siglato con la direzione scolastica regionale.

A Cagliari c’era un’aria ebbra di felicità e anche il commissario straordinario del CIP Sardegna Paolo Poddighe, a poche settimane dalla fine del suo mandato è apparso visibilmente emozionato per un appuntamento che rappresenta la summa del suo ottimo operato protrattosi per quasi quattro anni. Non a caso era circondato dai suoi più stretti collaboratori e osservato da un compiaciuto presidente nazionale del CIP Luca Pancalli che nel capoluogo isolano non si vedeva da poco più di tre anni. Ma quando si palesa è sempre un avvenimento perché la sua dialettica è incisiva e lascia il segno con i suoi continui aggiornamenti ai principi fondanti del cliché paralimpico.  

Il commissario sassarese nelle vesti del padrone di casa dà la parola a tutti gli invitati che siedono nel banco delle autorità. Ma prima di ogni altra cosa ringrazia lo staff di Agitamus capitanato da Manolo Cattari e composto anche da Monica Pirina, Oriana Pistidda, Cristina Sanna, con l’apporto fondamentale della segretaria regionale CIP Maria Grazia Madrigale e del referente CIP - Scuola Marco Pinna. Poi si complimenta con i protagonisti dei cinque plessi scolastici che hanno caratterizzato questa prima edizione del progetto: Istituto Comprensivo n. 2 di Porto Torres, Istituto comprensivo n. 3 di Sassari, Istituto Comprensivo Grazia Deledda (plesso Biscollai) di Nuoro, Istituto comprensivo di Santulussurgiu, Istituto ad indirizzo sportivo Porcu – Satta di Quartu S. Elena.

Intervengono le autorità e si sente veramente di tutto, a partire dai discorsi sempre esilaranti dell’amico indiscusso del CIP, Gianfranco Fara, presidente del CONI regionale. E dell’organismo olimpico, sparsi per la platea si vedono diversi presidenti di federazione: Danilo Russu (Federazione Italiana Nuoto), Simone Carrucciu (Federazione Italiana Tennistavolo), Antonio Pinna (Federazione Italiana Bocce), Bruno Perra (Federazione Italiana pallacanestro): A loro si aggiungono quelli dell’orbita prettamente paralimpica come la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) con il presidente nazionale Sandrino Porru, e il delegato regionale Carmelo Addaris. La FISDIR (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali) rappresentata dalla delegata regionale Carmen Mura, la FIPIC (Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina) con il responsabile isolano Angelo Vitiello, la FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) con il presidente Danilo Russu. Infine la Federazione Sport Sordi Italia (FSSI) era presente con la delegata regionale Marta Zuddas.

Belle parole per l’iniziativa vengono spese dal mondo scolastico rappresentato dal numero uno in Sardegna Francesco Feliziani. Approvazioni anche dal locale ateneo che ha mandato in avanscoperta Andrea Loviselli responsabile del Corso di laurea in Scienze Motorie dell’Università di Cagliari: Imminente anche il patto di stretta collaborazione con l’ordine degli psicologi, rappresentato dalla consigliera Francesca Tarantini. La vocazione allo sport del Comune di Cagliari è stata descritta dall’assessore competente Yuri Marcialis, mentre il vice presidente della Camera di Commercio cagliaritana Emanuele Garzia, in qualità anche di padrone di casa ha avuto l’onore e il piacere di accompagnare alla manifestazione il suo amico Roberto Zanda, noto per le sue corse proibitive tra deserti e ghiacciai. Per l’ennesima volta “Massiccione” ha dichiarato l’ intenzione di affrontarli anche senza piedi e mani. Molto toccante è stata la chiacchierata tra lui e Luca Pancalli: c’è la seria possibilità che possa continuare con le ultramaratone sotto l’egida della FISPES e diventare testimonial di una disciplina che ufficialmente non è contemplata tra quelle paralimpiche.

Risponde volentieri all’invito anche la funzionaria dell’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Cristina Cozzolino.

Studenti e insegnanti al seguito fremono in attesa di mostrare le fatiche elaborate per l’occasione: con loro ci sono gli atleti che si sono messi in discussione durante le lezioni degli scorsi mesi: Si distinguono Francesca Secci della Sa.Spo. Cagliari, i giocatori di Torball della Tigers Cagliari Giuseppe Scanu e Salvatore Cocco, i nuotatori dell’Albatross Sassari Giorgio Bolognini e Nicola Azara, la campionessa mondiale di atletica Chiara Statzu (Sa.Spo.), il pongista del TT Quartu Daniel Maris, i cestisti in carrozzina della GSD Porto Torres e della Dinamo Lab Sassari, la danzatrice della DanceOzieri Academy Roberta Pinna, accompagnata dalla sorella Eleonora e dall’istruttrice Cristina Resta e i cestisti dell’ APD Oristano con il loro allenatore Mauro Dessì. 

Fa piacere vedere al convegno il sestese Oreste Lai campione internazionale di Tiro a Volo Paralimpico che certamente farà ancora parlare di sé in questa stagione. Individuata anche una festosa delegazione della Sa.Spo Cagliari coordinata dai tecnici Katia Pilia, Toni Satta, Maria Antonietta Tuveri e Stefania Spada supportati anche dal presidente Luciano Lisci e dal consigliere Claudio Secci. E da Sassari presenti anche i simpatici nuotatori dell’Albatross,di cui Manolo Cattari è presidente.

Luca Pancalli mostra tanto interesse per le performances degli allievi e le contempla quasi assorto. Sassari presenta una canzone REP dai testi aderentissimi ai concetti assimilati negli approfondimenti in classe. Quartu si fa un giro in carrozzina per le vie della città con la telecamera e nota che le barriere architettoniche sono ancora insormontabili. A Santu Lussurgiu il primo cittadino si mostra particolarmente sensibile alle rimostranze degli studenti e fa piazzare scivoli e rampe per favorire l’accesso al gioiello architettonico locale chiamato casa di Donna Caterina. Tutto documentato in un video. Porto Torres fa stampare un’edizione straordinaria del giornalino scolastico e lo dedica completamente alle tematiche paralimpiche. E gli stessi atleti turritani presentano un video dedicato all’empatia e all’inclusione. Nuoro predilige le testimonianze canore dedicandole ai diritti sacrosanti dei disabili.

Gran finale confezionato dall’istruttrice Cristina Resta della DanceOzieri Academy che assieme alla sua allieva non vedente Roberta Pinna e alla sorella Eleonora coinvolgono tutti in una danza particolare: molti alunni si coprono gli occhi con una benda nera per muoversi disinvolti e provare le stesse sensazioni di Roberta da Oschiri.

TESTIMONIANZE SPARSE

Luca Pancalli: “Su Agitamus si sono dette cose belle e importanti. E’ un progetto che capitalizza sul futuro del paese. Fare cultura con tanti bambini significa investire sui cittadini del domani. E attraverso loro promuovere una cultura che valorizzi le differenze e insegni a guardarle come risorse in una società che sarà sempre più multietnica ma con diversità legate anche alla disabilità. Il Cip Sardegna sta rappresentando con le sue federazioni e le società sportive una cellula vitale di questo movimento. Il 2019 è un anno importante per tutti i nostri atleti in preparazione alle olimpiadi di Tokio, con maggiore occhio di riguardo all’aspetto del top level tecnico agonistico. Ma nello stesso tempo proseguendo su quel cammino che abbiamo intrapreso con il festival della cultura paralimpica, attraverso iniziative che evidenziano lo sport paralimpico come declinazione di politiche sportive pubbliche. Agendo così il paese cresce e occupa quella dimensione di welfare attivo, inteso come strumento e non solo come fine”.

Paolo Poddighe (Commissario straordinario CIP Sardegna): “Non vedo l’ora che Agitamus, promosso dal CIP ma che può contare su un sostanzioso contributo dell’ Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, sortisca i suoi nuovi effetti. Secondo le nostre previsioni dovrebbe coinvolgere almeno una quarantina di istituti scolastici dell’intero territorio regionale. Gli studenti rappresentano una risorsa dal valore incalcolabile; attraverso le scuole i messaggi sono veicolati nitidamente, non solo tra i banchi di scuola ma si insinuano spontaneamente nei nuclei familiari. Ringrazio il presidente Luca Pancalli per le belle parole spese nei nostri confronti. Un elogio allo staff di Agitamus per aver portato a termine splendidamente un lavoro che si prospettava tutt’altro che facile. Ringrazio tutti coloro che si sono presentati alla Fiera dandoci un evidente e gratificante sostegno morale. Infine un ringraziamento al centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio di Cagliari e alla sua segretaria di presidenza Melissa Ibba che si è adoperata per rendere questa giornata davvero indimenticabile”.

Francesco Feliziani (Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale): “Stiamo valutando la sottoscrizione del protocollo di intesa che prende atto del successo di Agitamus nelle cinque scuole dell’isola, rimaste veramente entusiaste. Si studia congiuntamente nell’individuare le modalità per diffonderlo in più istituti della regione. In tempi brevissimi credo che produrremo il testo definitivo. Di questo progetto mi è piaciuto il discorso dell’immedesimazione che ha coinvolto alunni della primaria e delle medie: farli lavorare insieme e sperimentare sulla propria pelle cosa significa svolgere un’attività sportiva in situazioni di disabilità, credo che apra la mente. Nel corso di un esame di preparazione per passare di livello nella pratica del Badminton, ho provato la stessa disciplina su sedia a rotelle e mi si è aperto un mondo. Ti rendi conto di quanto possa essere bello e in grado di recuperare persone che hanno avuto problemi di salute o incidenti. Poter esprimere le proprie potenzialità nello sport è una cosa che non ha prezzo”.

Manolo Cattari (Coordinatore Agitamus): “Sono soddisfatto perché al convegno era rappresentata gran parte della Sardegna. Molto belli sono stati i lavori dei ragazzi, ci tenevano molto. Dalle loro esibizioni si è capito che Agitamus li ha fatti riflettere riuscendo realmente a metterli nei panni degli atleti paralimpici. In più non si sono risparmiati nella costruzione della carta dei diritti. Il coinvolgimento è stato ampio, ci sentiamo pronti per procedere a livello più capillare. Intanto ci stiamo preparando per i prossimi eventi, la parte didattica è quasi ultimata, la squadra degli psicologi è già costruita; ora dobbiamo ragionare maggiormente sul binomio scuole- federazioni”.  

Sandrino Porru: (presidente nazionale FISPES): “Lo ritengo uno dei progetti più fantastici che si fanno in Italia, grazie anche al coinvolgimento radicale delle scuole primarie dalle quali deve partire la cultura di avvicinamento dello sport verso le persone con disabilità. Ma soprattutto in quella che è la concezione culturale del poter veramente apprezzare e valorizzare la diversità di ciascuno. La considero una pietra miliare di un grande percorso da continuare negli anni e che sicuramente ci porterà ad un livello di promozione importante nel quale si amplierà in maniera notevole i numeri dei ragazzi che praticano il paralimpismo. Quello riferito a Roberto Zanda è un altro scenario che si apre; non sono tanti quelli che hanno aspettative simili ma tutto si riduce al correre e nell’ambito paralimpico la FISPES si occupa di questo. Il nostro slogan è “Oltremodo Oltre” quindi penso che verremo incontro al desiderio di Roberto anche perché è un grande amico col quale abbiamo fatto tante gare insieme e ci siamo sempre divertiti. Mi piacerebbe poter essere d’aiuto sperando che il tutto diventi realtà al più presto”.

Francesca Tarantini (Consigliera ordine degli Psicologi della Sardegna): “Siglando una convenzione col CIP l’Ordine degli Psicologi si è impegnato in qualche modo a fornire le proprie forze qualificate per sostenere la nuova estrinsecazione del progetto Agitamus. Teniamo tantissimo al settore inerente la psicologia dello sport che abbisogna di personale con competenze specifiche. Il nostro ruolo penso che sia molto importante. Lavorare non solo nell’ambito della massima prestazione atletica di atleti d’alto livello, penso che sia una sfida e uno stimolo in cui il sostegno e l’impostazione è di grande aiuto”.

Roberto Zanda: (ultrarunner amputato) “Sto vivendo una situazione particolare, perché molte delle persone presenti al convegno le conoscevo già per via delle attività sportive di cui mi sono interessato in passato. Da qualche giorno ho il piacere di far parte di questa famiglia dove sono stato accolto a braccia aperte. Sono io che in realtà sento dentro di me alcune stranezze, non riesco ancora ad accettare del tutto quello che mi è capitato e infatti il concetto di disabilità non mi è ancora entrato bene in testa. Vivo questo mix di normalità e disabilità. Però sto apprezzando il mondo paralimpico fatto di affetto e serenità che leggo nello sguardo delle persone. E anche il mio futuro si prospetta felice assieme a tutti loro. Di sicuro non mi perderò in chiacchiere, entrerò nel CIP a patto che mi consentano di partecipare a gare toste. Vorrei essere il primo atleta paralimpico italiano a partecipare di nuovo alle mie gare preferite, le ultramaratone da 250 chilometri nei deserti del mondo. Luca Pancalli ha detto che si può fare, io ho bisogno degli utensili idonei e in cambio affronterò tutto quello che mi chiederete”.

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