Comiso, in attesa degli aerei, sulle piste viaggiano le Ferrari
Cronaca Sicilia

Comiso, in attesa degli aerei, sulle piste viaggiano le Ferrari

lunedì 12 dicembre, 2011

COMISO (RAGUSA), 12 DICEMBRE 2011 – Si è tenuta questa mattina la riunione che dovrebbe dare il via al procedimento, definitivo, per l'apertura dell'aeroporto di Comiso, dopo un'attesa lunga ormai trent'anni. Nell'attesa, come dimostra un video che sta facendo il giro del web, nei giorni scorsi qualcuno ha pensato bene di “tenere in caldo” le piste di atterraggio trasformandole in autodromi per Ferrari e Porsche. [MORE]

L'apertura. È stato il prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, a chiedere l'incontro di questa mattina, al fine di mettere a punto i passaggi che dovranno portare, presumibilmente nella prossima estate, all'apertura dell'aeroporto.
Un indizio che questa volta fa guardare con favore alla riunione è stata, nei giorni scorsi, la consegna da parte del Comune comisano, l'infrastruttura nella quale dovrebbe sorgere l'aeroporto. Consegna, questa, che sarebbe dovuta avvenire già nel 2007.
La Soaco – la ditta a cui sono stati affidati i lavori – alla luce di questo “sblocco” ha avviato con l'Enac il processo di certificazione della struttura e l'iter per l'organizzazione dei servizi nonché i contratti con le compagnie aeree, così da ridurre i tempi per la messa in funzione dell'aeroporto.

Nel frattempo, dicevamo, le piste su cui un giorno voleranno gli aerei hanno visto sfidarsi, lo scorso 3 dicembre, due Ferrari ed una Porsche, trasformando la pista in un tracciato degno della 24 Ore di Le Mans. «Un episodio di assoluta irresponsabilità che mortifica la città di Comiso e rischia di gettare al vento il lavoro di quanti, da anni, si impegnano per l'apertura dell'aeroporto», ha detto Antonello Cracolici, presidente del gruppo del Partito Democratico all'Assemblea Regionale Siciliana.

No, nessuna “gara clandestina” o cose simili. A svelare il motivo di quella presenza è direttamente il sindaco, Giuseppe Alfano: «Si tratta di una interessante e originale iniziativa che mi è stata proposta dal Club Ferrari, finalizzata a una concreta solidarietà nei confronti delle famiglie comisane che vivono momenti di forte difficoltà economica», ha risposto a quanti contestavano l'iniziativa. «I proprietari dei vari modelli di automobili Ferrari», ha continuato il sindaco entrando nei dettagli dell'operazione, «metteranno a disposizione le proprie autovetture per quanti, pagando un modesto ticket, desiderano effettuare una prova alla guida di queste prestigiose e mitiche autovetture sulla pista dell'aeroporto. I proventi saranno destinati agli uffici comunali dell'assessorato ai Servizi sociale che provvederanno a destinarli ai bisogni delle famiglie secondo le esigenze concrete. È un'idea bella che coniuga felicemente da un lato l'aspirazione di chi ambisce a guidare, almeno una volta nella propria vita, un bolide come la Ferrari, magari provando l'ebbrezza della velocità estrema, e, dall'altro lato, la volontà di fare qualcosa di utile per chi dalla vita ha avuto molto nei confronti di chi è stato meno fortunato».

Le polemiche, ovviamente, sono scoppiate immediatamente. «È ammissibile che un sindaco accompagni privati cittadini a provare i propri bolidi su una pista pubblica senza alcuna misura di sicurezza? Chi ha aperto i cancelli e con quale autorizzazione o autorità? La Soaco era a conoscenza dell'iniziativa? Al di là delle domande» - evidenziano dal Partito Democratico e dalle “Fabbriche di Nichi” - «l'impressione che ne abbiamo ricavato è quella di una comitiva che in spregio dell'etica politica e del buon senso si è dedicata ad un pomeriggio di svago. Usufruendo però di una struttura nostra ed accompagnata dal Primo cittadino di Comiso».

A queste domande io credo ne vadano aggiunte almeno altre due: dov'è la “solidarietà di chi ha avuto molto” se l'unica cosa che mettono a disposizione è la loro auto, dato che – come dice lo stesso sindaco – non saranno loro a devolvere denaro all'assessorato ma quelli che avranno voglia di farsi un giro in Ferrari attraverso il pagamento del biglietto? E, soprattutto, è questa la “solidarietà dei ricchi” verso chi “è stato meno fortunato”? Semplicemente mettere a disposizione un'automobile per un pomeriggio?

Andrea Intonti


Autore
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