C. Conti: manca contabilità analitica in controlli enti locali

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ROMA, 16 AGOSTO - "Dagli esiti del monitoraggio emerge un quadro dei controlli in continua evo...

ROMA, 16 AGOSTO  - "Dagli esiti del monitoraggio emerge un quadro dei controlli in continua evoluzione, che tradisce difficoltà operative ancora numerose e forti resistenze 'culturali' nella loro applicazione. Diffusi ritardi di attuazione si rilevano soprattutto per l'assenza della contabilità analitica, l'inadeguatezza delle tecniche di campionamento, il carente ricorso ad alcuni indicatori e l'insufficienza di direttive". E' quanto emerge dal referto su "I controlli interni degli enti locali", approvato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti che ha svolto un'indagine su 852 amministrazioni, di cui 747 Comuni sopra i 15mila abitanti e 105 enti di area vasta, tra Province e Città metropolitane, tenuti a inviare la relazione annuale. Gli enti che non hanno adempiuto all'obbligo di trasmissione della relazione annuale sono 28 pari a circa il 3% di quelli presi in esame. Il dato è in continua diminuzione rispetto agli anni precedenti. Il referto fornisce interessanti indicazioni per le misure da adottare sul versante del controllo e anche per l'attività normativa, partendo da una puntuale ricostruzione delle metodologie di applicazione delle 6 diverse tipologie di controlli interni nell'anno 2017, per coglierne le caratteristiche sostanziali, le prospettive e gli aspetti più problematici.

Oltre all'analisi tradizionale focalizzata su ciascuna tipologia di controllo, - spiegano i magistrati contabili nel documento - l'indagine propone un approccio più dinamico e integrato di valutazione del sistema in atto presso i singoli enti. In tal modo viene fatta luce sulla valenza complessiva, sulle caratteristiche strutturali e funzionali di fondo nonché sul grado di maturazione effettivamente raggiunto da ogni singolo ente. I maggiori riscontri appaiono invece focalizzati, nell'ultimo periodo di osservazione, principalmente sugli aspetti legati all'elaborazione dei report ed alla conservazione degli equilibri finanziari, dove prevale, tuttavia, un atteggiamento ancora limitato ad una logica di adempimenti finalizzata all'osservanza dei vincoli di bilancio. L'esistenza di modelli attuativi molto eterogenei ha offerto l'occasione alla Corte dei conti per stimare quale sia il "rischio di controllo" risultante dalla capacità di ciascuna delle Amministrazioni locali di più grandi dimensioni di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi. L'analisi, benché priva di specifici riscontri sul campo, propone agli enti la possibilità di trarre spunti di valutazione dal livello di funzionalità stimato dalla Corte in rapporto al proprio sistema di controlli interni ed a quello di enti simili, per introdurre gli opportuni correttivi e promuoverne il miglior funzionamento.

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