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Coscienza, dimensione soprannaturale e quaresima

Calabria

03 MARZO 2016 - In questo tempo di quaresima non perdiamo la possibilità di guardare le cose intorno a noi con più profondità, per poterle meglio governare e non subire. Le scorrettezze, i disguidi, le malefatte, persino certi equivoci, maturati nelle tante sfere d’azione della società di oggi, rendono deboli e precarie le semplici o complesse relazioni istituzionali e sociali, figlie dalle sole indicazioni stabilite dal mondo. Esse non sono da Dio che va ben oltre le regole umane. In tale contesto Satana è di continuo all’agguato e la mancanza di una visione celeste della dimensione storica, lo rende padrone della quotidianità dell’uomo.  [MORE]

Il padrone delle tenebre vuole che ogni individuo non svolga il compito che il Signore gli ha affidato, spingendolo a fare altro e spezzando il legame soprannaturale che la terra ha con il cielo. Così per lui tutto sarà facile. Una lotta spirituale permanente che si può vincere solo superando il ritualismo di questo periodo di penitenza e ritrovando la vocazione alla vera trascendenza, ormai smarrita. Dietro alle sole convenzioni umane c’è la debolezza di una esistenza priva della forza necessaria, capace di qualificare e migliorare la vita interiore di ognuno. Satana è contro la Quaresima.   

La teme, perché sa che essa prepara l’uomo ad oltrepassare la sua appartenenza materiale, salvaguardandolo dalle continue tentazioni da lui mimetizzate in ogni spazio vitale. Il maligno ci prova sempre! Lo ha fatto per quaranta giorni nel deserto con il Figlio dell’Uomo, perdendo la sua battaglia, figuratevi cosa si inventerà per gli esseri umani. Il tempo incredibile di Quaresima può essere la nostra salvezza se capiremo, ma non a parole, che tutti i mali dell’uomo nascono dal suo non essere da Dio. Anche il cristiano oggi, con il suo comportamento, fa capire di non essere da Dio, da Cristo, dallo Spirito Santo.

È cristiano da se stesso. Perdurando in questa dimensione, la Quaresima si presenta inutile. Le sue molteplici celebrazioni saranno infruttuose. L’uomo, continuando a rimanere da se stesso, produrrà mali e veleni in ogni campo della società in cui eserciterà le proprie azioni. È necessario che si ritorni a Cristo, se si vuole sperimentare una vera Quaresima. Se credenti abbiamo perciò l’obbligo di ritrovare la coscienza della dimensione soprannaturale della quaresima e conformarla alla propria missione. Una conquista essenziale da trasmettere ogni giorno, con persistente testimonianza, all’altro che ci osserva.

 

Segui l’argomento in questo breve dialogo tra due generazioni su Tele Padre Pio:  
(Per vedere il video clicka sul box sotto)

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Egidio Chiarella