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Cultura: recensione del libro "Un (a)Mare di poesie. Poesie aragonesi" di Mariangela De Anna

Redazione
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Articolo segnalato da: Gabriel D'Arc
Cultura: recensione del libro "Un (a)Mare di poesie. Poesie aragonesi" di Mariangela De Anna
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Recensire un libro di poesie non è mai semplice. Si rischia di finire nella banalità oppure, peggio ancora, di non cogliere il senso profondo dei versi o i reali messaggi che l’autore vuole trasmettere. Ma queste “poesie aragonesi” di Mariangela De Anna lasciano un segno. Un segno che attraversa l’anima. Da un lato la denuncia sociale del narcisismo moderno, dall’altro l’attaccamento alla propria terra attraverso la versificazione – ad esempio - di Isabella d’Aragona, feudataria nel Cinquecento del borgo medievale (Ostuni) dove vive l’autrice. Ma non solo. I ricordi del padre scomparso prematuramente lacerano le anime sensibili, proteggendo i ricordi. Le composizioni di Mariangela non restano sui social; a volte divengono canzoni, a volte fonte di ispirazione per ulteriori forme d’arte. Un esempio. La poesia "Via Nàpulu", in dialetto ostunese, è divenuta il testo di una bellissima canzone di Piero Lapenna, cantante locale che negli ultimi anni ha avuto anche un meritato successo Rai. Scrivere poesie per reagire al mondo esterno è banale; scrivere poesie per dare un senso profondo al mondo esterno è poesia. De Anna non è semplicemente una “poetessa che scrive poesie” (non se ne può più, ce ne sono davvero tanti che si definiscono poeti sol perché pigiano il tastierino del telefono), Ella è poetessa che ascolta gli odori e le voci di ciò che mette in versi. In questa nuova raccolta l’autrice presenta ventitre sue nuove composizioni inedite, alcune delle quali dedicate alla sua città, Ostuni, dalla quale ci si può sentire avvolti non solo per effetto della versificazione del paesaggio, ma anche dei personaggi (come ad esempio Isabella D’Aragona in Una passeggiata nel passato). Ciò che colpisce è anche la denuncia sociale del narcisismo, con la poesia di De Anna "E poi ci sono io": “E poi ci sono io, / non se spero / che ci siano / altre donne, / ma credo / che ci siano. / Lui è buono, / aiuta tutti / o tutte! / Dice che / sono pazza! / Ma è solo / un momento / e poi passa. / Ci sono donne / che caffè / dopo / caffè / muoiono / ogni giorno / con insulti, / con tu non / sai fare niente / o tu non fai niente! / Donne con / calli alle / e le / carezze pronte / per i loro / figli / e i cuori / spezzati. / Con / un forse / cambierà, / ma un cambierà / che mi hanno / spiegato / non arriverà. / Solo un / tu sei / pazza / ed una / porta chiusa / come una / coltellata. / E poi / ci sono / io che / grido dentro / che la / morte non / mi avrà / Lui non / mi distruggerà / E poi / ci sono / io che / lo amavo / e mi ha / ammazzato. / L’altra sera / gli ho / preparato / la sua / torta / preferita / e non lo / so come / lui mi ha / uccisa. / E poi / ci sono / che non / sono più / per colpa / sua”. Poesia struggente che apre riflessioni profonde sulle storture del mondo contemporaneo, una composizione che andrebbe letta nelle scuole. In conclusione si può dire che il significato del percorso è più importante di quello del traguardo. Il libro di De Anna, “Un (a)Mare di poesie. Poesie aragonesi”, vede la prefazione del poeta e giurista Giuseppe Palma, ed è edito da Grace edizioni (del gruppo editoriale GpM edizioni), è disponibile su Amazon e nelle altre librerie online sia in edizione cartacea che in formato eBook. Consigliato!


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