Dehors in piazza Don Gnolfo a Soverato il sindaco risponde alle critiche e difende il progetto
Il primo cittadino chiarisce che la struttura è autorizzata dal Comune e dalla Soprintendenza e richiama anche il risanamento dei conti pubblici
Il sindaco di Soverato Daniele Vacca interviene nel dibattito sul nuovo dehors previsto in piazza Don Gnolfo, rispondendo attraverso la propria pagina Facebook alle osservazioni pubblicate dall’ex primo cittadino Gianni.
Al centro del confronto c’è la realizzazione di una struttura esterna destinata a servire un ristorante stellato. Secondo il sindaco, l’intervento non può essere definito uno scempio perché è stato autorizzato nel rispetto delle procedure previste e può contribuire a rafforzare l’offerta turistica e gastronomica della città.
Il chiarimento del sindaco sul dehors di piazza Don Gnolfo
Nella sua nota, Daniele Vacca sottolinea innanzitutto la necessità di distinguere tra un intervento privo di autorizzazioni e un’opera valutata dagli organismi competenti.
Il dehors, spiega il sindaco, è stato approvato sulla base del regolamento comunale e dopo l’acquisizione del parere della Soprintendenza, l’istituzione chiamata a pronunciarsi sugli aspetti legati alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
Per il primo cittadino, quindi, non si tratterebbe di una scelta arbitraria dell’Amministrazione, ma dell’esito di un procedimento amministrativo regolare.
Una struttura al servizio del turismo e della ristorazione
Il sindaco evidenzia anche il valore economico dell’iniziativa. La struttura sarà infatti collegata a un’attività di ristorazione di alto livello, capace di contribuire alla crescita dell’attrattività turistica di Soverato.
L’obiettivo dichiarato è trovare un punto di equilibrio tra la tutela degli spazi urbani e il sostegno alle imprese che producono occupazione, servizi e turismo qualificato.
Secondo il primo cittadino, preservare la storia e la bellezza della città non significa impedirne l’evoluzione. Gli spazi pubblici possono essere utilizzati anche per finalità economiche, purché gli interventi siano ordinati, compatibili con il contesto e regolarmente autorizzati.
Il richiamo ai precedenti nella stessa piazza
Un altro passaggio della risposta riguarda i dehors già autorizzati in passato nella medesima area. Il sindaco ricorda che piazza Don Gnolfo aveva già ospitato strutture simili e sostiene che un dehors sarebbe rimasto presente nella zona fino al 2025.
Vacca invita quindi a spiegare perché interventi precedentemente considerati ammissibili vengano oggi descritti con toni particolarmente critici. A suo giudizio, una valutazione completa dovrebbe tenere conto non soltanto dell’impatto visivo della nuova struttura, ma anche delle autorizzazioni rilasciate e dei precedenti amministrativi.
La replica alle accuse dell’ex sindaco
Pur riconoscendo la piena legittimità delle critiche, Vacca contesta quelle che definisce rappresentazioni allarmistiche della vicenda. Nella nota osserva che, soprattutto da parte di chi ha già amministrato la città, sarebbe opportuno analizzare tutti gli elementi disponibili prima di formulare giudizi pubblici.
Il confronto assume così anche una dimensione politica. Il sindaco richiama il ruolo ricoperto in passato dal suo interlocutore e chiede una lettura degli atti più approfondita, accompagnata da proposte concrete e soluzioni realmente praticabili.
Il sindaco richiama il risanamento del bilancio comunale
La risposta del primo cittadino si estende poi alla situazione finanziaria dell’ente. Vacca afferma di non avere registrato la stessa attenzione pubblica dell’ex sindaco sulle complesse questioni che hanno interessato il bilancio del Comune di Soverato.
Tra i problemi affrontati dall’attuale Amministrazione vengono ricordati il debito idrico verso la Regione Calabria, maturato tra il 1981 e il 2001, il cosiddetto debito Caminiti e il risanamento dei conti dopo quindici anni di Piano di riequilibrio finanziario.
Secondo quanto riportato nella nota, il lavoro svolto avrebbe permesso di restituire maggiore solidità finanziaria all’ente, ottenendo anche una valutazione positiva da parte della Corte dei conti.
Per il sindaco si tratta di risultati meno immediati rispetto alle polemiche legate a un intervento urbano, ma determinanti per la capacità del Comune di programmare servizi, opere e investimenti nel lungo periodo.
La visione dell’Amministrazione per la Soverato del 2026
La posizione espressa dal sindaco ruota intorno a una precisa idea di sviluppo urbano: proteggere la bellezza di Soverato senza rinunciare alle opportunità offerte dal turismo, dalla ristorazione e dalle attività economiche di qualità.
L’Amministrazione rivendica quindi la scelta di accompagnare la città verso i modelli turistici del 2026, cercando di coniugare tutela del patrimonio, rispetto delle regole e crescita economica.
Il confronto sul dehors di piazza Don Gnolfo resta aperto, ma la risposta del sindaco chiarisce la linea del Comune: favorire gli investimenti compatibili con il contesto urbano, purché sostenuti dalle necessarie autorizzazioni e inseriti in una visione complessiva dello sviluppo cittadino.
Il testo integrale della nota del sindaco Daniele Vacca
Caro Gianni,
ho letto con attenzione il tuo intervento e, proprio in ragione del ruolo che hai ricoperto, ritengo utile risponderti nel merito, con rispetto ma anche con la necessaria chiarezza.
Quando si è stati sindaco si dovrebbe conoscere bene la differenza tra uno “scempio” e un intervento regolarmente autorizzato.
Quello previsto in piazza Don Gnolfo è un dehors al servizio di un ristorante stellato: una struttura destinata a sostenere un’attività che contribuisce alla qualità dell’offerta turistica e gastronomica di Soverato, con ricadute positive sull’attrattività e sull’economia cittadina.
L’autorizzazione non nasce da un arbitrio, ma è stata rilasciata sulla base del regolamento comunale e con l’acquisizione del parere della Soprintendenza, organo istituzionalmente competente in materia di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
Non si tratta, peraltro, di una novità: negli anni passati, nella stessa piazza, sono già state concesse autorizzazioni per altri dehors. Sarebbe quindi interessante capire perché ciò che ieri era considerato ammissibile oggi venga descritto come una “violenza inaudita”.
L’Amministrazione ha il dovere di tutelare la bellezza e la storia della città, ma anche quello di favorire, nel rispetto delle regole, le attività economiche capaci di creare lavoro, servizi e turismo qualificato. Conservare non significa immobilizzare Soverato né impedire ogni utilizzo ordinato e autorizzato degli spazi urbani.
Le critiche sono sempre legittime. Lo sono meno le rappresentazioni allarmistiche che omettono autorizzazioni, pareri e precedenti amministrativi. Da un ex sindaco ci si aspetterebbero una lettura più completa degli atti e una memoria istituzionale un po’ meno selettiva.
Devo inoltre osservare che non ricordo altrettanti tuoi interventi pubblici, da ex sindaco, sulle delicate questioni riguardanti il bilancio comunale. Eppure questa Amministrazione ha affrontato e risolto problemi che Soverato si trascinava da decenni: il debito idrico verso la Regione Calabria, accumulato nel periodo compreso tra il 1981 e il 2001; il debito Caminiti; e, più in generale, il difficile risanamento dei conti comunali dopo quindici anni di Piano di riequilibrio.
Un lavoro serio e complesso, apprezzato anche dalla Corte dei conti, che ha consentito di rimettere finalmente i conti a posto e di restituire al Comune una maggiore solidità finanziaria. Forse questi risultati, meno adatti ai titoli sensazionalistici ma decisivi per il futuro della città, avrebbero meritato almeno una parola.
I consigli sono ben accetti, soprattutto quando sono accompagnati da soluzioni praticabili e da quella conoscenza dei problemi che l’esperienza amministrativa dovrebbe aver lasciato in eredità.
Inoltre, non ho notato lo stesso zelo per il dehors presente nella stessa zona fino al 2025, come da foto, forse per distrazione…
Il nostro compito è quello di preservare la bellezza di Soverato e, allo stesso tempo, renderla una località attrattiva per i canoni del 2026. (Immagine solo descrittiva)
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