Cerca

Guerra tra Stati Uniti e Iran carburante più caro e profitti a rischio per le compagnie aeree europee

Redazione
Condividi:
Guerra tra Stati Uniti e Iran carburante più caro e profitti a rischio per le compagnie aeree europee
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~7 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Guerra tra Stati Uniti e Iran carburante più caro e profitti a rischio per le compagnie aeree europee

Le tensioni nel Golfo Persico spingono verso l’alto il costo del cherosene e aumentano la pressione sui bilanci dei vettori europei con possibili conseguenze anche sulle tariffe dei voli

Il conflitto mette sotto pressione il trasporto aereo

Dopo oltre sei mesi di guerra tra Stati Uniti e Iran, la ripresa degli attacchi incrociati ha aperto una nuova fase di forte instabilità. Tra gli effetti economici più rilevanti emerge il rincaro del carburante, destinato a incidere sui conti delle compagnie aeree europee.

Secondo le valutazioni di Bloomberg Intelligence, un prezzo del carburante per aviazione vicino ai 1.300 dollari per tonnellata nel terzo trimestre del 2026 potrebbe ridurre sensibilmente i margini dei vettori e portare alcune società a chiudere l’anno con risultati inferiori alle attese.

Il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per il settore. Anche variazioni relativamente contenute possono tradursi in costi aggiuntivi considerevoli, soprattutto per le compagnie che operano numerosi voli a lungo raggio o che dispongono di coperture finanziarie limitate.

Le stime economiche per i prossimi mesi

La volatilità dei prezzi, alimentata dalle difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz, rende più complicato elaborare previsioni affidabili per l’intero esercizio finanziario.

Per i principali vettori europei di linea, gli analisti stimano una possibile contrazione del margine operativo lordo compresa tra il 6 e l’11 per cento. Il risultato finale dipenderà dalla durata del conflitto, dall’andamento del petrolio e dalla capacità delle compagnie di trasferire una parte dei maggiori costi sui prezzi dei biglietti.

Soltanto alcuni operatori sembrano avere strumenti sufficienti per compensare contemporaneamente l’aumento del carburante e l’eventuale diminuzione dei ricavi generati dal traffico passeggeri e dal trasporto merci.

Tap registra perdite e costi più elevati

Tra le compagnie maggiormente esposte agli effetti della crisi figura Tap Air Portugal. Nei primi sei mesi del 2026, il vettore portoghese avrebbe registrato una perdita di 99 milioni di euro.

Nello stesso periodo, i costi collegati al cherosene sono aumentati di quasi il 19 per cento. Il dato mostra quanto il prezzo del carburante possa incidere rapidamente sui bilanci, anche in presenza di una domanda di viaggio ancora sostenuta.

Per Tap, come per altri vettori europei, la sfida sarà trovare un equilibrio tra il contenimento delle spese e la necessità di mantenere tariffe competitive.

Turkish Airlines resta esposta alle oscillazioni

Anche Turkish Airlines continua a essere osservata con attenzione. La compagnia risulta particolarmente sensibile al cosiddetto crack spread, ossia alla differenza tra il prezzo del petrolio greggio e quello dei prodotti raffinati, compreso il cherosene utilizzato dagli aeromobili.

Se questa differenza aumenta, il costo del carburante può crescere più rapidamente rispetto a quello del greggio. Le compagnie che non hanno coperto adeguatamente tale rischio potrebbero quindi subire un impatto superiore alle previsioni.

La posizione geografica e l’ampia rete internazionale di Turkish Airlines costituiscono importanti punti di forza, ma rendono il vettore esposto anche alle tensioni geopolitiche presenti in Medio Oriente.

Le strategie di Iag Lufthansa e Air France Klm

Nel primo semestre del 2026 alcune grandi compagnie europee sono riuscite a ridurre gli effetti dei rincari attraverso contratti di copertura e strategie di approvvigionamento programmate.

Secondo l’analisi citata, International Airlines Group e Lufthansa avrebbero neutralizzato circa il 60 per cento dell’impatto provocato dall’aumento dei prezzi. Un risultato ancora migliore sarebbe stato ottenuto da Air France Klm, che avrebbe compensato fino all’85 per cento dei rincari.

Queste operazioni permettono di acquistare il carburante a condizioni definite in anticipo, limitando l’esposizione alle oscillazioni improvvise del mercato. La protezione, tuttavia, è temporanea e può diventare più costosa quando le quotazioni restano elevate per un periodo prolungato.

La reazione dei mercati finanziari

Nonostante il quadro internazionale, i mercati finanziari sembrano mantenere un atteggiamento prudente ma non ancora allarmato. Le compagnie hanno limitato una parte del rischio attraverso strumenti derivati collegati a petrolio greggio, gasolio e cherosene.

Le quotazioni del settore riflettono quindi la fiducia nella capacità dei principali gruppi di controllare i costi nel breve periodo. Questa apparente stabilità potrebbe però cambiare qualora il conflitto si prolungasse o il transito delle petroliere attraverso le principali rotte marittime subisse ulteriori interruzioni.

Il confronto con i vettori americani e asiatici

Nel breve termine, le compagnie aeree europee sembrano affrontare una pressione sui costi inferiore rispetto ad alcuni concorrenti statunitensi. Un esempio è United Airlines, che non adotta una politica strutturata di copertura attiva del prezzo del carburante.

Anche diversi vettori asiatici potrebbero risultare più vulnerabili perché proteggono soprattutto il prezzo del petrolio, senza includere completamente i prodotti raffinati. In una fase caratterizzata dall’allargamento del crack spread, questa strategia offre una difesa meno efficace contro il rincaro del cherosene.

Il vantaggio momentaneo dei vettori europei non elimina comunque il rischio. Con la scadenza progressiva dei contratti esistenti, anche le compagnie più protette dovranno confrontarsi con condizioni economiche meno favorevoli.

Rotte meno redditizie e programmi di risparmio

In assenza di una soluzione diplomatica, le compagnie stanno cercando di difendere i propri ricavi unitari e di migliorare l’efficienza operativa. Le misure possibili comprendono la riduzione delle frequenze, l’impiego di aeromobili con consumi inferiori e la revisione delle rotte meno profittevoli.

Un altro intervento potrebbe riguardare l’aumento delle tariffe. Le compagnie devono però considerare la crescente sensibilità dei consumatori al prezzo: biglietti più costosi possono spingere i viaggiatori a rinunciare alla partenza, scegliere destinazioni più vicine o rivolgersi a operatori concorrenti.

A essere maggiormente penalizzati potrebbero essere i collegamenti caratterizzati da una domanda debole, mentre le rotte turistiche e intercontinentali più richieste potrebbero resistere meglio.

Le possibili conseguenze per i passeggeri

Se il prezzo del carburante dovesse rimanere elevato, gli effetti potrebbero arrivare direttamente ai viaggiatori. Le conseguenze più probabili comprendono biglietti aerei più cari, minore disponibilità di collegamenti e riduzione delle offerte promozionali.

Per contenere la spesa sarà utile prenotare con anticipo, confrontare aeroporti e date differenti e verificare con attenzione eventuali costi aggiuntivi per bagagli, scelta del posto e modifica della prenotazione.

Il caro carburante non determina automaticamente aumenti immediati su tutti i voli. Le tariffe dipendono anche dalla domanda, dalla concorrenza sulla singola rotta e dalla politica commerciale adottata da ogni compagnia.

Le previsioni per il 2027

Le prospettive per il trasporto aereo nel 2027 appaiono più complesse. Se la guerra dovesse continuare, le coperture finanziarie potrebbero diventare meno efficaci e più costose.

Alle difficoltà nello Stretto di Hormuz si aggiungono i rischi presenti lungo altre rotte strategiche, tra cui il Canale di Suez e lo Stretto di Bab el Mandeb, interessato dalle minacce degli Houthi. Eventuali interruzioni prolungate aumenterebbero i costi di trasporto e approvvigionamento.

Le stime riportate da Bloomberg Intelligence indicano per il prossimo anno prezzi del carburante superiori del 38 per cento rispetto al 2025. L’incremento sarebbe determinato da una crescita del 24 per cento del costo del greggio e da un ampliamento del 70 per cento dello spread di raffinazione.

Il 2027 potrebbe quindi rappresentare un banco di prova decisivo per i bilanci delle compagnie, soprattutto per quelle con minori disponibilità finanziarie o con una flotta caratterizzata da consumi elevati.

Come proteggersi dal caldo durante i viaggi

Le tensioni internazionali e il possibile aumento delle tariffe coincidono con una stagione nella quale molti passeggeri devono affrontare anche temperature particolarmente elevate. Ritardi, attese all’aperto e spostamenti nelle ore più calde possono rappresentare un rischio soprattutto per le persone vulnerabili.

Gli anziani dovrebbero bere acqua regolarmente anche in assenza di sete, evitare alcolici e trascorrere le ore centrali della giornata in ambienti freschi. Chi assume farmaci o soffre di patologie croniche dovrebbe chiedere al medico se siano necessarie precauzioni specifiche.

Le donne in gravidanza devono prestare particolare attenzione all’idratazione, evitare esposizioni prolungate al sole e programmare pause frequenti durante gli spostamenti. In presenza di capogiri, debolezza, nausea o contrazioni è opportuno fermarsi e contattare un medico.

Le persone fragili, con disabilità o malattie cardiovascolari e respiratorie, non dovrebbero affrontare lunghe attese in luoghi caldi e poco ventilati. È consigliabile viaggiare accompagnati, portare con sé acqua e medicinali e informarsi in anticipo sui servizi di assistenza disponibili negli aeroporti.

I bambini devono bere frequentemente, indossare abiti leggeri e traspiranti ed evitare attività fisica intensa nelle ore più calde. Cappellino e crema solare ad alta protezione sono indispensabili quando si rimane all’aperto.

I neonati non devono mai essere lasciati in automobile, neppure per pochi minuti e con i finestrini aperti. È importante mantenerli in ambienti freschi, vestirli con indumenti leggeri e controllare regolarmente pannolini e condizioni generali per riconoscere eventuali segnali di disidratazione.

Confusione, sonnolenza insolita, pelle molto calda, forte debolezza, svenimento o difficoltà respiratoria possono indicare una grave reazione al caldo. In questi casi è necessario portare subito la persona in un luogo fresco e richiedere assistenza sanitaria.


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Contenuto partner

Il metodo, verificato giorno per giorno

Negli ultimi 30 giorni i modelli statistici di Method Tipster sono stati confermati 5 volte su 13. Oggi sono analizzate 44 partite su 2 competizioni.

Vedi come funziona il metodo →