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È la coscienza che oggi governa i comandamenti!

Calabria

Bisogna sapere che messa da parte la verità oggettiva il salto per essere condizionati dal pensiero e dal sentimento del singolo, è breve e pericoloso. Prolificano di conseguenza le religioni personali, fatte di intuizioni, libertà dogmatiche, emotività estreme. Si creano così delle nuove convergenze che si alimentano evidentemente di menzogne, falsità e bugie di ogni tipo. Si incalza di conseguenza una attività interiore fuori dalla verità rivelata che non è solo motivo improprio di cammino personale di fede, ma scossa tellurica dentro le fondamenta di una qualsiasi comunità. Il mondo sociale, politico, finanziario non sono corpi estranei alla mentalità dell’uomo e ai suoi cambiamenti intrinseci. Una società equilibrata, dai valori etici sicuri e da una ferma connessione con la Parola, non può che ben predisporsi ad una esistenza civile di alto spessore morale e sociale. Di riflesso tutto sarà migliore. [MORE]

Non c’è infatti attività umana fondamentale o meno rappresentativa che possa eludere i valori non negoziabili tracciati dalla verità divina, pena un mondo senza freni in qualunque campo d’azione privata e pubblica. Senza l’oggettività della legge divina ogni cosa è possibile, fino al punto di poter considerare nuovi diritti, sganciati persino dall’armonia naturale, come l’evoluzione democratica di una nazione. Leggo ancora: “Che siamo senza verità oggettiva lo attesta il passaggio che si è fatto dai Comandamenti alla coscienza. Non è più il Comandamento, la Legge che deve governare la coscienza. È la coscienza che governa Legge e Comandamenti. Il pensiero dell’uomo ormai è giunto anche a questo: Sostituire la Legge Oggettiva con il pensiero e la coscienza della singola persona. La verità del cielo è spesso come il colore di un fiore nel grigiore che lo circonda.

Quali saranno i frutti futuri?. La risposta purtroppo non è difficile. Ognuno avrà le sue “scritture”, i suoi precetti, la sua tavola dei comandamenti, il suo credo. Non si capisce che “la separazione dal fondamento oggettivo della verità” avvelena la storia. Un processo degenerativo che in prima battuta soddisfa le esigenze materiali, ma che nel tempo affossa ogni impulso interiore e qualunque legame con il Creatore di dell’universo. Ecco perché parlare oggi di autenticità della fede cristiana rischia di diventare impopolare. Si preferisce perciò privilegiare la struttura esterna della religione, ma non le sue basi naturali e ontologici che precedono qualunque realtà soggettiva. Basta leggere i giornali o seguire un telegiornale locale e nazionale! Sembra che la cattiveria o il decadimento etico dell’uomo siano diventati una notizia di routine.

La cosa che fa tremare i polsi è che spesso ogni iniziativa presa, compreso il campo legislativo, pur mossa da buoni propositi serve solo ad alimentare un dibattito di facciata, lasciando il tutto nella sua triste drammaticità. “Siamo giunti alla personalizzazione soggettiva della fede è tutto si può fare in nome di Dio”. Niente vincoli; niente confini; niente indirizzi che non siano da sé stessi. Una prateria dove scorrazzare e permettere ai “nuovi padroni” di schiavizzare il più debole, dopo avergli regalato l’illusione della sua autonomia. Il futuro, di questo passo, non può che presentare all’orizzonte spazi vuoti e inespressivi. L’uomo rimane comunque in grado, se rispettoso della verità oggettiva, di risanare una collettività senza bussola. Ci vuole impegno e fede. Componenti che non mancano ad alcuno quando, senza vergogna e scorciatoie, decide di imboccare la strada che si schiude al vangelo.



Egidio Chiarella

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