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Elena Ceste, il mistero di una morte inspiegabile e il giallo di un cane dal fiuto "pericoloso"

Piemonte

BOLOGNA, 20 GENNAIO 2015 - La notizia è sicuramente minimal, un dettaglio in un caso così inquietante, ma è la prova che davvero non si sta trascurando nulla per arrivare alla verità. Adesso è stato ritrovato il cane di Elena Ceste, la donna di Costigliole d’Asti, madre di quattro bambini, scomparsa misteriosamente il 24 gennaio 2014 e ritrovata cadavere lo scorso ottobre in un fosso poco distante da casa. Il cane, uno springer spaniel di due anni, era stato inquadrato più volte dalle telecamere nel giardino di casa della donna, i giorni immediatamente successivi alla scomparsa. Poi improvvisamente non si è più visto e qualcuno a cominciato a chiedersi perché e che fine avesse fatto quel cagnone.

Se lo è chiesto un’associazione animalista che addirittura aveva promesso una cospicua somma di denaro a chi avesse dato notizie del cane. Ma soprattutto se lo sono chiesti gli investigatori. Il sospetto: che il cane, molto affezionato a Elena, fosse stato allontanato perché non potesse fiutare le tracce della padrona, magari arrivando fino al cadavere in effetti poco lontano. Ora i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione sull’animale e hanno informato la Procura.[MORE]

Gandalf - così Elena aveva chiamato il cane - è in un allevamento dell’Astigiano, pare in buona salute, dopo essere stato ceduto varie volte. Il marito di Elena, Michele Buoninconti, aveva detto ai carabinieri di averlo restituito al precedente proprietario perché, rimasto solo, non riusciva più ad accudirlo.

Il “giallo” del cane intorbidisce ancora di più una vicenda già oscura e rende legittime un paio di domande. E’ vero che Buoninconti è rimasto solo con quattro figli piccoli ma Gandalf, a quanto si vedeva nelle riprese televisive, aveva la cuccia in giardino, non aveva bisogno di essere portato fuori a passeggiare e il “disturbo” massimo era riempirgli la ciotola un paio di volte al giorno. Possibile che fosse una gestione così pesante? E soprattutto: quando Buoninconti ha ceduto l’animale, a marzo, la moglie era ancora ufficialmente scomparsa, quindi da considerarsi viva a tutti gli effetti. Perché disfarsi del cane se, come l’uomo per primo diceva di sperare, la moglie avrebbe potuto tornare da un momento all’altro? Alla luce di queste semplici considerazioni risulta così fuori luogo il sospetto degli inquirenti che il fiuto del cane potesse essere visto come un pericolo?

Per quanto riguarda l’inchiesta, dovrebbero essere in via di conclusione gli accertamenti sui resti della donna. Secondo uno degli legali della famiglia Ceste, l’avvocato Carlo Tabbia, saranno i risultati di alcune perizie, fra cui l’analisi delle ossa e un sopralluogo fissato per il 23 gennaio, a decidere se rilasciare o meno il nullaosta per la restituzione del corpo alla famiglia. Se tutto andrà come previsto, i funerali si potrebbero tenere gli ultimi giorni di gennaio a Govone, il paese in provincia di Cuneo di cui è originario il padre di Elena. A quanto si è appreso, le esequie verranno celebrate in forma privata.

Ma sono poche le speranze che dagli accertamenti arrivino risposte in grado di far luce sulla morte della donna. Soprattutto, non sembra facile che quei poveri resti, ritrovati nove mesi dopo la scomparsa, possano dire con certezza se si sia trattato di omicidio o di suicidio. Unico indagato, con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, resta il marito Michele Buoninconti.

Per ora a raccontare la fine di Elena Ceste ci sono solo testimonianze ma nessun riscontro probatorio. Elena è sempre e solo stata raccontata come una madre e una moglie, nient’altro: nonostante fosse molto brava a scuola, dopo il matrimonio aveva abbandonato ogni velleità lavorativa per dedicarsi totalmente alla famiglia: una casalinga perfetta, una moglie e una madre irreprensibile, una fervente cattolica tanto quanto il marito.

Ma chi conosceva questa donna, dice anche che nei mesi precedenti la scomparsa, in lei qualcosa era cambiato. Angosciata, irrequieta, a volte in lacrime, Elena aveva parlato di strane storie, di messaggi, di incontri, di amici nuovi e vecchi, ritrovati su Facebook, che l’avevano tradita facendola finire sulla bocca di tutti. Che cosa le era successo? Che dramma si stava consumando nella sua mente? Il suo matrimonio era davvero così sereno come il marito conferma? Ancora una volta, tante domande ma nessuna risposta certa.

Michele Buoninconti ha raccontato l’ultima notte passata accanto a Elena: una notte insonne, di tormento e di disperazione totale, culminata nella scomparsa il giorno dopo, addirittura senza vestiti e senza gli indispensabili occhiali, in una mattina di gennaio gelida di neve. Nove mesi dopo, l’orribile scoperta dei resti in un canale a neanche due chilometri da casa. E’ passato un anno ma il rischio che questa storia finisca in archivio senza soluzioni, è quantomai concreto, nonostante gli investigatori stiano facendo l’impossibile per avere una verità introvabile anche dal fiuto di un cane.

(Foto da today.it)

Paola Bergonzoni