Germania, Spd elegge Martin Schulz alla presidenza

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BERLINO, 19 MARZO - Una elezione senza storia ha incoronato alla presidenza dell’SPD l’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che si occuperà dunque del rilancio del socialismo tedesco, a pochi mesi dalle elezioni nazionali che vedono in campo dall’altra parte l’attuale Cancelliera Angela Merkel.

Schulz supera persino il record di Kurt Schumacher, che in una elezione aveva potuto godere del 99,7% dei consensi. A Schulz il compito di rilanciare la sfida alla guida del Paese, dopo oltre dieci anni di Angela Merkel al timone. Il discorso di presentazione di Schulz ha suscitato lunghi minuti di applausi e si pone come base di partenza per l’inizio dei lavori.

Un discorso che ha sollecitato il tema di una Germania più equa e più attenta alle fasce che soffrono maggiormente. «Se non lo faremo noi, non lo farà nessuno» - è il messaggio di sfida lanciato da Schulz. Ripartendo dalle alleanze europee e dalla sua unità: «Germania e Ue sono inseparabili» - è stato il monito dell’ex presidente – con l’obiettivo di ottenere «un’Europa forte attraverso una Germania forte».

Nell’attesa di capire quale sarà il programma elettorale, che verrà reso noto a giugno, Schulz si è impegnato assieme ai sindacati all’eccessivo distacco tra stipendi maschili e femminili in relazione alle buste paga dell’Est e dell’Ovest. Una campagna che ripartirà dagli aspetti sociali, con la possibile revisione di Agenda 2000 e del ramo welfare.

La candidatura di Schulz assume ancor maggior prestigio in relazione agli attuali sondaggi, che hanno letteralmente rilanciato i socialisti tedeschi nella competizione di settembre. Una competizione pronta a riservare sorprese, nonostante la grande solidità politica della Merkel. Schulz ha inoltre attacco il populismo tedesco e Afd, oltre a mostrare le proprie preoccupazioni per la possibile vittoria di Marine Le Pen nelle imminenti elezioni francesi, il cui voto potrebbe acuire le difficoltà europee della politica tradizionale.

Il modello Schulz starebbe tuttavia già funzionando, considerato il consistente 30% ed una buona fetta di voti rosicchiati proprio ad Afd. La destra populista tedesca sarà dunque chiamata a tener conto di tale fenomeno, che sta mostrando un elettorato molto attento alla proposta politica di Schulz.

Resta tuttavia una proposta ancora generica e tutta da definire: welfare, politica estera e problema migrazioni. Ma la strada è ormai tracciata in vista del fatidico 24 settembre. Anche da lì passerà il futuro dell’Ue rispetto alle politiche sociali ed economiche da intraprendere.

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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