Governare le folle è cosa difficile, ma possibile!

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È veramente strano che l’uomo, artefice di mille conquiste e depositario di innumerevoli successi...

È veramente strano che l’uomo, artefice di mille conquiste e depositario di innumerevoli successi, abbia escluso dalla sua vita una oggettività che lo renderebbe più forte e pieno di saggezza divina. La società infatti non crede che quando nel cuore di ognuno vi sia un amore grande e puro verso il Padre di tutti, si possa superare ogni violenza e ogni dramma umano, grande o piccolo che sia, purché si attinga l’energia vitale nella Sua grazia e la luce sapienziale nella Sua verità. Una condizione questa che da la possibilità di superare qualsiasi forma di dolore in una realtà sociale dove ogni forma di sofferenza si identifica con la sconfitta e le privazioni. Scrive il teologo: “Senza la fede nella Parola di Cristo Signore, la speranza vera mai potrà nascere in un cuore e anche la sofferenza più lieve diviene causa di disperazione”.

Bisogna stare attenti persino nel condividere parole di luce di questa portata, per non essere guardati con insufficienza da tanta gente che preferisce vivere in piena dipendenza di alcuni personaggi. Soggetti variopinti che sul “mercato” della vita hanno sempre disdegnato il valore del vero messaggio cristiano che solo la Chiesa può discernere. Continua l’uomo del Signore: “Se nel mondo oggi vi è molta disperazione, la causa è la perdita della vera fede nella Parola”. Un mondo migliore necessita di una conversione generale non più rinviabile, per evitare che ogni conquista anche la più grande nel tempo crolli o si perda in ambigue prospettive ispirate alla debolezza del momento. Le stesse folle che vanno sempre ben governate oggi si impongono, pur con temi condivisibili, deformando le regole della pace e della giustizia. Le stesse che Cristo Gesù riuscì sempre a reggere in santa armonia e sulle quali va costruito ogni altro nuovo orizzonte politico, sociale, finanziario.

Gesù dopo ogni miracolo veniva “assalito” da migliaia di persone. C’era chi chiedeva una nuova guarigione e chi interiorizzava ogni parola dei suoi discorsi. Risulta storicamente mai una confusione generale? La tradizione tramanda per caso dei problemi di ordine pubblico? C’è stato mai un momento di tensione, di eccesso, d’insoddisfazione o di opposizione? Furono mai annunciate false promesse da parte di Gesù? Il buon governo di quei difficili momenti sociali era all’ordine del giorno ed era sempre preceduto e seguito da momenti di preghiera dello stesso Messia. Specifica in proposito il teologo: “Perché questo continuo ritiro di Gesù? Esso è mosso dallo Spirito Santo. Le folle si devono ben governare. Una folla non governata può mandare in rovina tutta l’opera della salvezza e della redenzione”. Una responsabilità quest’ultima universale da non mettere in discussione.

Ogni azione del Messia non è solo volta a preservare l’armonia della sua missione, ma a preparare la più grande rivoluzione che l’uomo abbia mai potuto progettare. “Rivolta” nello Spirito e nel perdono che trova il suo punto più elevato nella Sua crocifissione e resurrezione. Due passaggi storici e soprannaturali che hanno permesso l’uomo nuovo. I tanti discepoli del Signore, che oggi dicono di essere cristiani convinti, sono spesso esposti ad una passività permanente dinnanzi ad ogni flusso di persone. Si ribalta così l’equilibrio celeste che è di natura e non di fantascienza. In una cornice del genere si rischia di essere governati dall’istinto delle masse, non certo dallo Spirito Santo che tutto rigenera ed equilibra. Una garanzia quest’ultima super parte che alimenta il mondo attingendo dalla sapienza divina, necessaria per ben governare e salvare le folle del proprio tempo.

Egidio Chiarella

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