ATENE, 19 SETTEMBRE 2011 - Atene deve ''vendere beni statali, chiudere agenzie governative e ridurre il personale in eccesso'' nella pubblica amministrazione per raggiungere gli obiettivi prefissati ed ottenere così il prestito da 8 miliardi di euro previsto entro metà ottobre, sesta tranche dei 110 miliardi complessivi. È questa la sentenza del ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos.[MORE]
La Grecia infatti, per ottenere il nuovo prestito dai creditori internazionali, dovrà attuare 15 nuove misure, fra cui un taglio del 20% dei dipendenti pubblici e para-pubblici, fino al traguardo di 150 mila posti di lavoro in meno.
Secondo Venizelos, il paese è in ritardo sul programma di riforme stabilito a livello internazionale e deve ora accelerare i passi rimanenti per l'attuazione dello stesso.
Non basta dunque la tassa sulle proprietà immobiliari, che prevede il pagamento da 50 centesimi a 16 euro per metro quadro, in base al valore della proprietà.
Secondo la troika (Ue, Bce e Fmi), infatti, questa tassa “avrà un gettito di un miliardo inferiore” alle stime.
Papandreou, primo ministro greco, ha deciso di annullare la sua partecipazione all'assemblea dell'Onu al fine di convocare una riunione di ministri atta a discutere di nuove misure per evitare la bancarotta.
Intanto dall'estero arrivano le critiche alla gestione della situazione da parte del governo greco. “Atene non ha agito in modo consistente per raggiungere tutti gli obiettivi di bilancio e deve impegnarsi a fare tutto il necessario per centrare il target” ha affermato Andres Borg, ministro delle Finanze svedese durante l'Ecofin, la riunione dei ministri dell'economia europei: il governo greco “deve portare a termine la missione a qualunque costo”, ha concluso.
Marta Lamalfa
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.