Il movimento è fermo - un romanzo d'amore e libertà ma non troppo - approda a Villa Margherita

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CATANZARO - Accade che ti ritrovi in quelle sere d’estate, l’estate degli inizi che...

CATANZARO - Accade che ti ritrovi in quelle sere d’estate, l’estate degli inizi che ha ancora un sapore incerto, in cui il vento soffia forte e ti sconvolge i capelli, in cui qualche goccia di pioggia ti riga il viso e ti ricorda che la stagione invernale sta finendo o meglio è già finita.

Sere in cui un film, un buon libro e un po’ di tv hanno un colore diverso se trascorse insieme, in cui tifare e soffrire fino alla fine per la propria Nazionale di calcio diventa un momento solenne da condividere.Così succede che tra il fascino del cinema sotto le stelle, la musica, il teatro, lo sport e i libri anche Catanzaro si colora, ride ai passanti, sorride ai forestieri.

Succede che nella regale location di Villa Margherita si scrive un altro passo della rassegna catanzarese “Ci vediamo #DaMargherita”, un’interessante e spumeggiante terza edizione che anche quest’anno il team #DaMargherita ha saputo organizzare nel migliore dei modi, soddisfando i gusti e gli interessi di tutti.

E “sfogliando Margherita” alla pagina 22 giugno trovi Lo Stato Sociale, sì proprio il quintetto bolognese o precisamente i suoi tre quinti. Orfani solo per l’occasione di Enrico Roberto e Francesco Draicchio, Lodovico Guenzi, Alberto Cazzola e Alberto Guidetti hanno presentato il libro “Il movimento è fermo - un romanzo d’amore e libertà ma non troppo” edito da Rizzoli il 3 giugno e già nelle case di tantissimi estimatori e nelle librerie di tutta Italia. 

Introdotti dal libraio Nunzio Belcaro e intervistati dal giornalista Domenico Iozzo, alla presenza del presidente delle Pro loco della Provincia di Catanzaro Filippo Capellupo, ma soprattutto di un pubblico giovane e entusiasta, Cazzola (Albi) e Guidetti (Bebo), autori del romanzo, hanno cercato di dare una spiegazione e un commento interessante, ma leggero di quella che è “una storia ironica e sfrenata che parla di amicizia, lotte e sogni, in cui l'amore, alla fine, è l'unica vera rivincita”.

Un libro vero, di satira e forza evocativa, un libro di struttura - come ha correttamente affermato Nunzio Belcaro - in cui “non importa se cadi, conta solo se ti rialzi” perché “è una lotta tra chi vive di vita e chi di potere, tra chi si muove e chi sta fermo”.

Non un libro di auto - esaltazione o della band sulla band, ma un esperimento bibliografico che odora di libertà, perché “la libertà è riuscire ad uscire da una stasi, è un obiettivo, è qualcosa da far succedere”- come tra ironia e serietà ha sottolineato il bassista della band - “ due anni di scrittura e di impegno per rispondere al desiderio di rilanciare qualcosa che non si poteva comunicare con le canzoni, ma solo con un libro”.

E così il mercoledì catanzarese è trascorso tra idee, risate, scambi di opinioni e suggestioni d’autore, ma anche tra le letture del libro da parte dell’istrionico cantante Lodo Guenzi che, con il suo umorismo e la sua simpatia da bravo ragazzo ribelle dalla chioma bionda e riccia, ha ripercorso alcuni passaggi del romanzo, fatto di contraddizioni e di contrapposizioni ideologiche dei personaggi, in cui non c’è una sintesi, ma l’inevitabile contrasto.

Il movimento è fermo” ha tanti linguaggi e tante sfumature, non è un testo politico, ma certamente la componente politica scorre nel sangue de Lo Stato Sociale, una politica dell’attivismo, non istituzionale, nel senso autentico di materia che permea la realtà quotidiana e che deve pensare all’avvenire e a costruire, non come quella odierna di rattoppo, che vive per l’oggi e brucia ogni germoglio futuro.

Nel clima impazzito di analfabetismo funzionale, informativo ed emotivo, non ci sono risposte certe, ma ancora è giusto sperare, combattere per le proprie idee e continuare a porsi quella domanda: <<Cosa vuol dire essere liberi? >>.

E se “la felicità non è una truffa”, la libertà è la migliore scommessa su cui dobbiamo puntare ogni giorno.

Iolanda Raffaele

 

 

 

 

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