Immigrazione, lo stretto di Oresund tra Malmo e Copenaghen potrebbe diventare un gelido Mediterraneo

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AOSTA, 16 GENNAIO 2016 – Di tutti i paesi europei colpiti dalla crisi dei rifugiati, la ...

 AOSTA, 16 GENNAIO 2016 – Di tutti i paesi europei colpiti dalla crisi dei rifugiati, la Svezia è quello maggiormente controverso. Il paese dopo tutto si è rifiutato di essere coinvolto in qualche modo nella guerra in Iraq del 2003, ma ha accolto migliaia di rifugiati provocati dalla medesima. E molte di queste persone, stabilitesi in Svezia nell'arco della scorsa decade, hanno il forte desiderio di rivedere e riabbracciare i propri cari che non sono riusciti a lasciare il paese o che hanno ingrossato le fila dell'attuale esodo.

Al centro di accoglienza di Malmo si parla di circa 10.000 persone al giorno che hanno tentato di registrarsi, nei soli ultimi mesi dello scorso anno. Sono stati letteralmente inondati, anche dalle conseguenti inchieste giornalistiche che quasi superavano le cento al giorno. L'idea che la Svezia fosse un paese particolarmente accogliente era divenuta la parola d'ordine per scatenare una situazione che le risorse del paese non possono più gestire.

Di conseguenza, il 4 gennaio, il paese ha fatto l'ultima cosa che avrebbe voluto fare: è stato costretto a reintrodurre i controlli ai confini con la Danimarca, per la prima volta dagli anni '50. Ciò significa che le persone che attraversano il famoso ponte Oresund, quello che collega Copenaghen a Malmo, sono tenuti a passare attraverso il controllo passaporti; una sorta di 'morte di Schengen' in Scandinavia.

A una sola settimana dall'attivazione dei controlli e il centro di Malmo ha accolto 1.000 persone, una chiara dimostrazione di come l'emorragia migranti è stata arginata. In tanti riescono comunque a passare, da una parte perché in possesso dei documenti giusti, dall'altra introducendosi illegalmente all'interno dei bagagliai delle auto. Si è inoltre aperta una nuova strada, un modo impensabile e azzardato di raggiungere il paese: quello via mare. La scorsa domenica, la polizia svedese ha confermato di aver effettuato degli arresti dopo che un gommone, di quelli simili utilizzati tra Turchia e Grecia, ha raggiunto la riva svedese dello stretto di Oresund. Se si fosse rovesciato avrebbe significato morte certa per le persone a bordo, nelle acque gelide del nord.

Di conseguenza la guardia costiera svedese, che ha avuto delle navi di pattuglia nel Mediterraneo, ha dovuto decretare il livello di massima allerta nelle proprie acque territoriali. Una situazione decisamente nuova, dove gli svedesi potrebbero incrociare le stesse persone che hanno attraversato il mare a migliaia di chilometri più a sud.

Criminali

Allo stesso modo, gli attivisti danesi in possesso di yacht che ritengono sia enormemente ingiusto che i rifugiati non abbiano la possibilità di ricongiungersi con i propri familiari in Svezia, hanno cominciato ad introdurli illegalmente nel paese scandinavo. Per certi aspetti, non è più sicuro di attraversare lo stretto in gommone, ma in compenso la tratta è gratuita, dal momento che gli attivisti danesi considerano il loro lavoro lontano da un discorso di illegalità, risulta piuttosto essere una missione di misericordia. Ma in Danimarca la destra li considera dei criminali. Il Partito Popolare Danese li vorrebbe tutti in prigione. Non sembrano esserci paragoni con alcuni episodi della storia danese, quando i pescatori trasportavano illegalmente gli ebrei in Svezia da una Copenaghen occupata dai nazisti, e la situazione attuale in cui persone che scappano da gruppi come l'ISIS stanno tentando di ricongiungersi con i propri familiari che vivono a Malmo o altrove.

Sia la Danimarca che la Svezia hanno esteso i controlli ai loro confini, e c'è il rischio che la situazione resti così ancora a lungo. Se gli attivisti saranno costretti a fermare le loro operazioni per il timore di essere arrestati, non è da escludere che al loro posto potrebbero cominciare tratte di immigrati a pagamento. La guardia costiera svedese spera di no, che sanno bene quanto disperato potrebbe diventare un viaggio simile.

Foto: ibtimes.co.uk

Fonte: aljazeera.com

Dino Buonaiuto

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