Inchiesta(3): perché la benzina è così cara in Italia
COSENZA, 29 FEBBRAIO 2012 - (TERZA PARTE) Per riuscire a fronteggiare il caro benzina sono apparse sul territorio nazionale le cosiddette “pompe bianche”: stazioni di servizio senza logo che applicano prezzi inferiori rispetto a quelli applicati dai grandi gruppi di distribuzione. Questa riduzione dei prezzi si deve al fatto che i gestori di tali stazioni di servizio acquistano il carburante all’ingrosso, e grazie alla gestione diretta dell’impianto riescono a garantire uno sconto tra il 5 ed il 7 centesimi al litro. Alcuni gestori sono legati a grandi catene di supermercati, altri invece si organizzano in piena dipendenza. Il sito www.pompebianche.net, offre la possibilità di individuare queste “stazioni discount” tramite una cartina dell’Italia, selezionando regione e provincia di interesse, ed è attiva la funzionalità di rilevamento della posizione dell’utente che permette di trovare, in tempo reale, il più vicino distributore indipendente.[MORE]
Nelle regioni di confine con altri Paesi europei, si è diffusa una pratica abituale: quella dei “pendolari del pieno”, gli automobilisti che scelgono di valicare il confine nazionale per fare il pieno. In Friuli Venezia Giulia si preferisce fare una capatina in Slovenia, dove si trovano minori accise, per risparmiare così sul rifornimento di carburante. Stessa pratica si è consolidata anche in Lombardia, che ha fatto della vicina Svizzera la meta di un innovativo turismo, per usufruire di un prezzo per il quale vale la pena affrontare un viaggio fuori porta. L’Austria, a sua volta, ospita spesso i cittadini del Trentino Alto Adige perché benzina e petrolio costano solo 1 euro e 30 centesimo, o poco più. Anche nella Città del Vaticano è conveniente andare a fare il pieno, dal momento che i prezzi qui non sono soggetti all’Iva né alle accise, ma di tale convenienza possono usufruire, esclusivamente, i residenti nello Stato Pontificio.
Attendiamo tutti, con immensa speranza ed apprensione, di poter godere dei benefici derivanti dalle liberalizzazioni presenti nel decreto “Cresci-Italia” varato ad inizio anno dal governo Monti. In base a questa norma, infatti, è previsto che i distributori possano acquistare liberamente, al prezzo più conveniente all’ingrosso, non rimanendo, così, rigidamente dipendenti dal marchio al quale sono legati da un vincolo di esclusiva.
Caterina Stabile
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