Infanticidio: accolta la messa alla prova per un anno e due mesi
Cronaca Puglia

Infanticidio: accolta la messa alla prova per un anno e due mesi

giovedì 19 luglio, 2018

LECCE, 19 luglio - E’ stata accolta questa mattina, in maniera definitiva presso il Tribunale di Lecce, dal GUP Aristodemo Ingusci, con parere favorevole del PM Anna Carbonara, la richiesta di messa alla prova afferente una giovane di Squinzano (LE), oggi 18enne, ma all’epoca dei fatti minore, imputata di infanticidio e occultamento di cadavere in concorso con la sorella e il cognato. [MORE]

La giovane (17enne all’epoca dei fatti) ha avanzato, attraverso l’avvocato Fabrizio Tommasi e d’intesa con i servizi sociali, un programma di “riabilitazione”.
Per un anno e due mesi dovrà lavorare e contemporaneamente svolgere attività di volontariato presso un’associazione. Se il percorso si chiuderà in modo soddisfacente, arriverà una sentenza di non luogo a procedere.

Il 9 febbraio del 2017 la giovane a seguito dell’emorragia in corso, si vide costretta a recarsi presso il pronto soccorso dell’ospedale ‘S. Giuseppe di Copertino’, dovei medici riscontrarono subito che era reduce di un parto avvenuto da qualche giorno.
Furono avvertiti i carabinieri della stazione di Squinzano, i quali guidati dal maresciallo Giovanni Dellisanti, nell’abitazione in cui la minore conviveva con la sorella e il cognato, trovarono chiuso in una busta di plastica e nascosto in un armadio un feto privo di vita di sesso maschile.
Secondo quanto emerso dopo l’autopsia, il neonato sarebbe venuto al mondo già privo di vita, poiché soffocato dal cordone ombelicale, di lunghezza anomala.

Luigi Palumbo


Autore
https://www.infooggi.it - Il Diritto Di Sapere

Entra nel nostro Canale Telegram!

Ricevi tutte le notizie in tempo reale direttamente sul tuo smartphone!

Esplora la categoria
Cronaca.