L'Alleanza stracciata dall'inutile predominio dell'uomo

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Noi viviamo in un mondo dove tutto si misura considerando esclusivamente solo i fatti contingenti, senza alcun riferimento alla verità di fondo che precede ogni cosa. Sullo sfondo in questo momento crescono e si autoalimentano ad esempio i dibattiti in tv; le schermaglie politiche su migranti disperati; le prese di posizione, finte o vere, sull’economia; le ricette miracolose di destra, di sinistra o di nuove formazioni partitiche; le lezioni morali di neo filosofi; gli indirizzi a tutto campo di personaggi in cerca di posizionamento internazionale nel campo della governance nazionale ed europea; le violenze verbali sui social per chiunque non sia disponibile a sostenere un modello sociale ai più oggi gradito. Ci troviamo dinnanzi ad una vera torre di Babele, in cui le speculazioni monetarie, ma anche le lobby che controllano di fatto gli andamenti di un territorio, non si muovono di certo a favore delle fasce più deboli. 

La volubilità di tutto ciò che ci circonda è sempre di più legata al distacco dell’uomo da quella Alleanza con Dio, profetizzata da Geremia, cap. 31, circa seicento anni prima della nascita di Cristo. “Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo”. La venuta del Messia ha materializzato le parole di Geremia, aprendo ad un “contratto” senza ipocrisie e interamente “coperto” dalla volontà del Padre. L’intesa è nella più piena libertà. Nessun angelo del cielo sarà mai inviato per indurre l’uomo ad onorare le “norme” sottoscritte da cristiano nell’incamminarsi per i sentieri tracciati dal vangelo. Bisognerà sempre scegliere: Partire come spesso accade da sé stessi o dalla Legge che la nuova Alleanza ha scritto nel cuore dell’uomo?

Un interrogativo che non riguarda solo la vecchietta che va ogni giorno in chiesa, ma qualsiasi uomo al mondo, sia esso ricco o povero; governante o amministrato; padrone o servo; insegnante o alunno; padre, madre o figlio; commerciante o cliente; clericale o fedele; artista o sportivo, ecc. È così! Nonostante i tentativi di fare delle profezie delle sacre scritture semplici brani di letteratura da interpretare a beneficio o meno di quel passato, negando qualunque legame con la recente quotidianità. In un contesto così falsato non c’è da meravigliarsi se persino il vangelo venga minimizzato o persino interpretato secondo le esigenze immediate della comunità. Non a caso prende piede con facilità un relativismo che tutto aggiusta e copre.

Solenni in proposito, ma senza alcuno sconto, le parole della nota teologica di seguito riportata: “Chi si mette sopra il Vangelo è un idolatra di sé stesso. Poiché la salvezza dell’umanità viene dalla predicazione del Vangelo, così come esso è gelosamente custodito nel cuore del Padre, ogni intromissione umana in esso, allontana l’umanità dalla sua salvezza. Il Vangelo è medicina di vita eterna. Si toglie la verità da esso e si mette la falsità, diviene veleno di morte eterna”. Eppure, le verità umane, spesso dettate dalla pancia di una maggioranza qualsiasi, trapassano i filtri della coscienza di chiunque, ponendosi in cima al lecito e al consentito. Sfigurano in tal modo il senso eterno della vita e inneggiano ad ogni frenesia collettiva di turno. L’alleanza tra Dio e l’uomo rischia così di essere stracciata dall’inutile predominio dell’uomo.
 

 



Egidio Chiarella

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