L'uomo è oltre un fascio di muscoli!

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25 GENNAIO 2016 - Non deve illuderci la sicurezza telematica nel pensare che l’uomo...

25 GENNAIO  2016 - Non deve illuderci la sicurezza telematica nel pensare che l’uomo abbia tutto il suo mondo a portata di un clic; né tantomeno si può puntare sulla perfezione fisica, quale strada maestra per la propria felicità. Che ben vengano le scoperte più impensabili in questo momento, così come è stato anche in passato. Siano sempre in prima pagina le imprese spettacolari dell’abilità fisica di atleti o di artisti vari, ma non si dimentichi mai che l’essere umano è prima di tutto spirito. È quest’ultimo che deve prendere in mano il corpo dell’uomo e condurlo verso la sua meta eterna. Per noi cristiani, ma direi per tutti gli uomini di buona volontà, il punto di arrivo è il rinnovarsi nella Parola di Gesù. Non bisogna mai dimenticarlo, pur se oggi gli indirizzi esistenziali vanno da tutt’altra parte e di riflesso aumentano le afflizioni, gli affanni, le delusioni, le sofferenze. 

Ma torniamo per un attimo allo spirito dell’uomo. “Esso” - dice il mio maestro spirituale - “necessità di un’anima forte, robusta, piena della grazia di Dio. Se l’anima è debole oppure morta a Dio e alla sua grazia, lo spirito dell’uomo manca di ogni forza, luce, sapienza, intelligenza saggezza. Un’anima senza vita rende lo spirito senza vita. Uno spirito senza vita abbandona il corpo ai vizi, al peccato, alla depravazione, ad ogni immoralità”. Se si osserva la vita odierna è facile purtroppo osservare che la società è spesso governata da bramosia, concupiscenza, lussuria, orgoglio, superbia, presunzione, arroganza, prepotenza. L’immoralità per molti è il nuovo totem sociale più ambito, ma anche, senza esagerare, il nuovo padrone assoluto.

In alcuni Stati la legge non esita a rendere morale ciò che non lo è, specie nel campo dei temi sensibili ed etici che regolano la vita naturale delle persone. L’uomo poi si lamenta dei disastri naturali; si indigna dinnanzi alle tante vittime del mare, ma dovrebbe sapere che la natura non è certo autolesionista e neanche il mare di per sé fa vittime, se non rispondere alle sue leggi. C’è invece chi non rispetta l’equilibrio delle cose e per non perdere il guadagno illecito, come nel caso dei rifugiati, manda allo sbaraglio un numero incontrollato di sventurati, ignari nella disperazione di quanto sia alto il rischio di transito da un continente all’altro. La nostra società è molto simile a quell’uomo che incendia la sua abitazione e per spegnerla non fa altro che soffiarci sopra.

L’uomo è a rischio perché cura solo il suo “fascio di muscoli” e si vergogna a prendere esempio dal Figlio dell’Uomo, per diventare un eccellente professionista, prete, politico, insegnante, genitore, fratello, amico, ecc. Leggo tra gli scritti di Mons. Di Bruno: “L’armonia di Gesù è perfetta. Lui cresce in età, sapienza e grazia. Con l’età sviluppa il suo corpo e lo rende idoneo per la Croce. Con la sapienza alimenta il suo spirito e lo prepara alla missione di salvezza. Con la grazia rende viva e forte l’anima, in modo che essa possa governare sempre lo spirito nella volontà del suo Dio e Signore. Crescendo in grazia dona all’anima il governo sullo spirito. Crescendo in sapienza dona allo spirito il governo sul suo corpo. Avendo un corpo sempre temprato da ogni virtù, Gesù è l’uomo così come il Signore lo ha pensato fin dall’eternità: un’armonia, una sinfonia di luci tutte orientate al raggiungimento del suo sommo ed eterno bene”. Riflettiamo!

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Egidio Chiarella
 

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