La figura illuminata di un sacerdote nel libro di don Giuseppe Ferraro su monsignor Maiolo

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LAMEZIA TERME (CZ) 18 FEBBRAIO - «A distanza di cinquanta anni dalla sua morte, monsignor Francesco...

LAMEZIA TERME (CZ) 18 FEBBRAIO - «A distanza di cinquanta anni dalla sua morte, monsignor Francesco Maiolo continua a vivere attraverso quelli che sono i segni  concreti del suo passaggio su questa terra». A sostenerlo don  Pino Angotti , parroco di Santa Maria Goretti e giudice del Tribunale ecclesiastico calabro di Reggio Calabria, nel corso della presentazione del libro  Monsignor Francesco Maiolo, il prete che vedeva con gli occhi di Dio” di don Giuseppe Ferraro, organizzata da  Centro culturale “Politeia” Monsignor Francesco Maiolo di Lamezia. Prima che don Angotti relazionasse sul volume, lo stesso autore don Ferraro ha introdotto monsignor Maiolo con alcune considerazioni sulla sua figura e le sue qualità.  «Monsignor Maiolo aveva ricevuto molti doni da Dio e non ha mai pensato di impiegarli per sé. Tutte le sue non comuni capacità, la sua vasta e profonda cultura umana e teologica, le sue energie, le sue scarse possibilità finanziarie, furono da lui interamente spese a beneficio degli altri. Tra la gioia di dare e quella di ricevere, -ha proseguito - scelse sempre la prima.

La nota dominante della sua vita fu, senza dubbio, la carità come dedizione a Dio ed al prossimo, soprattutto verso i piccoli» ha riferito don  Ferraro  paragonando monsignor Maiolo  «al mare di Galilea che, a differenza del mar Rosso, che ristagna pesantemente tra sponde senza vita, presenta sulle sue rive un paesaggio ridente, ricco di vegetazione, popolato di case e di bambini. Il mare di Galilea, per ogni goccia d’acqua che riceve dal fiume Giordano ne dona un’altra, generando così la vita. Il mar Rosso, al contrario, ritiene tutta l’acqua per sè generando la morte». Sulla stessa linea don Angotti il quale , tra l’altro, ha evidenziato le indelebili  tracce,  lasciate da don Maiolo, sulle quali altri possono camminare imitandone le virtù alla guisa degli santi che «entrati definitivamente nella Gloria di Dio, continuano ad insegnare ad altri uomini a volare nella vita terrena ad alta quota». Monsignor Maiolo ha operato nella Casa della Carità,  con amore totalmente disinteressato e gratuito a favore dei  poveri, dei bambini poveri dei quali egli, a volte anche con fatica, si è preso amorevolmente cura per non permettere alla fame di quel tempo difficile del dopoguerra e alla povertà anche culturale del tempo di  mortificare i legittimi sogni di quei ragazzi e la loro speranza nel futuro.  «Penso – ha continuato  don Pino Angotti - alla sua intensa vita interiore tutta protesa a farlo crescere nella sua unione con Dio  sempre più intima al punto da farlo somigliare sempre più  Cristo.  Grazie Signore,  – ha concluso don  Angotti - per averlo donato alla Chiesa locale, alla città, alla Calabria, al mondo intero».

Foto: Monsignor Maiolo

Foto: don Pino Angoti e don Giuseppe Ferraro

Lina Latelli Nucifero

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