La pagina scritta da Dio nel cuore di ognuno

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È da sempre necessario che il credo in Dio non venga da fatti umani, ma da una verità divina. Come...

È da sempre necessario che il credo in Dio non venga da fatti umani, ma da una verità divina. Come si può intercettare il mistero personale, se non si riesce ad andare oltre sé stessi? L’uomo vorrebbe carpire le vicende soprannaturali, per poi piegarle alla sua logica, ai suoi patti, alla sua distorta visione del domani. Un tentativo goffo, perdente, fragile, bugiardo, fuori della Parola e quindi preparatore di vicende storiche inadeguate alla salvezza, che tutto riporta alla magnificenza dell’identità umana. Chi oggi è capace, dinnanzi alle tante frivolezze proposte dalla quotidianità; ai tanti illeciti guadagni; alle corruzioni strutturate in luoghi pubblici e privati ed ecc., rifiutare con un no deciso e sicuro? Le cronache odierne rispondono a questo interrogativo con una serie illimitata di episodi, dove l’uomo sembra di essere impotente dinnanzi all’annullamento di quei valori che hanno reso grande la storia dell’uomo.

Non si può a questo punto non ritornare alla straordinaria forza della preghiera. È la sua forza che sollecita il cielo e rende possibile di avere conoscenza del proprio mistero. La vita di un uomo cambia quando il Signore gli rivela il suo mistero. La vita di san Paolo è il quadro d’autore d’eccellenza dinnanzi a questa eterna verità. Succede la stessa cosa quando una qualsiasi esistenza umana passa dalla dipendenza materiale alla strada illuminata della conversione, che tutti meraviglia e attrae. È la volontà di Dio che appare chiara agli occhi di chi si è convertito. Il vangelo è “carne viva” della risolutezza divina che tutto previene e può curare le crepe piccole e grandi che si aprono nella vita esposta alle intemperie di un tempo drogato.

Ma lo stesso libro del Signore, se manca la capacità di tenere costante la lettura della pagina che Dio ha scritto sul cuore di una qualsiasi persona, non basta a ribaltare una vita giunta ai limiti della perdizione. Urge una vocazione personale capace di intercettare con costanza i profili del male e renderli inoffensivi nella rete dell’amore delle genti di Dio. Quando gli apostoli, dopo la resurrezione di Cristo, ebbero la possibilità di entrare nella profondità del mistero che accompagnava il loro cuore, si trasformarono in pilastri di fede per chiunque avrebbe manifestato la volontà di redimersi e salvarsi. Questo è il compito del cristiano che si è connesso con il Padre del mondo. Viene perciò da domandarsi! Ma oggi c’è una ricerca matura per individuare la pagina che Dio ha scritto dentro l’animo umano di ognuno? Si è pronti a capire quanto sia indispensabile diventare titolari del proprio mistero, custode della chiave di lettura calibrata ad intercettare ogni impulso celeste?

Input quest’ultimi di natura spirituale in grado di schiarire la ruggine terrena e piantare i semi di speranza che possono far rigermogliare il mondo. Vocazione e conversione si rendono perciò indispensabili in ogni singolo individuo, ma appaiano irrinunciabili in tutti coloro che oltre a rispondere alla propria dimensione interiore ed esteriore si candidano a ricoprire ruoli di alta responsabilità in posti “privilegiati!. Penso alla Chiesa, alla politica, all’economia, alla formazione, alla ricostruzione di una relazione sociale di giustizia più ampia possibile. Il vuoto, il marcio, la corruzione, l’ingiustizia, la prepotenza, i nuovi stermini che accompagno l’uomo non sono altro che la plastica evidenza di un rifiuto della lettura del mistero che è stato scritto nel cuore degli uomini. Il futuro del mondo merita ben altro!

Egidio Chiarella

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