Cerca

Lavoravano regolarmente ed erano pressoche-incensurati i quattro romeni omicidi a Ventimiglia

Sergio Bagnoli
Condividi:
Lavoravano regolarmente ed erano pressoche-incensurati i quattro romeni omicidi a Ventimiglia
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~4 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Ventimiglia (SP) 11 aprile 2011 - Saranno portati nelle prossime ore di fronte al giudice Marco Zocco, Sostituto Procuratore di Sanremo titolare dell’inchiesta, Mereut Marius Ciprian di 31 anni, Mihut Andrei Bogdani di 21, Mihai Aredelean di 18 e Mereut Aurelian Sebastian di 34, i quattro muratori romeni, tutti regolarmente residenti in Italia e pressoché incensurati, accusati di omicidio preterintenzionale per aver causato nella notte tra sabato e domenica scorsi la morte di un operaio di 53 anni, Walter Allavena, uscito di casa per strappare il figlio da una rissa che gli assassini, spalleggiati da altri connazionali, avevano imbastito con un gruppo di giovani del posto. [MORE]

E’difficile descrivere il giorno dopo il sentimento che si respira a Ventimiglia e nelle sue frazioni, anche perché in queste contrade italiani e romeni spesso e volentieri vivono gli uni accanto agli altri, intessono amicizie o rapporti sentimentali, lavorano alle dipendenze dello stesso padrone. Ad accudire gli anziani della famiglia Allavena, tanto per fare un esempio, è Florica, una badante romena arrivata alcuni anni fa da un paese vicino a Bucarest. A denunciare i quattro alla Polizia, immediatamente intervenuta sul posto, è stato, tanto per fare un altro esempio, Mihai un manovale romeni di Torri, da annoverarsi pure come tra i primi soccorritori. Oggi Mihai e Florica si vergognano tremendamente delle proprie origini e sperano che “ gli italiani capiscano, che continuino ad accoglierci come fratelli”. Mihai poi parla dei quattro indiziati di omicidio preterintenzionale che conosce personalmente e dice:” non sono dei cattivi ragazzi: li conosco, lavorano duro tutta la settimana e mandano i soldi in patria.

Però sono soli, lontano da casa. Soffrono dentro. Senza una famiglia, isolati quassù. E il sabato sera bevono”. Le parole del manovale romeno sono tra l’altro sostenute pure da quanto afferma il Sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino, del Popolo delle Libertà, che afferma ai microfoni delle televisioni precipitatesi in questo sperduto borgo della Val Bevera che s’inoltra, lateralmente alla ben più nota Val Roia nel bel mezzo delle Alpi Marittime verso il francese Col de Turinì teatro del Ralle di Montecarlo: “Come sindaco lo posso dire ad alta voce: non esistono problemi di integrazione con i romeni. Si è trattato di un caso isolato, terribile e sconvolgente, ma isolato. Molti di essi spesso la domenica si riuniscono in un’area sportiva a Calvo, paese a pochi chilometri da Torri, il borgo dove sabato notte si è consumata l’aggressione mortale. Sono inseriti e lavorano, ma spesso bevono e questo è un problema, perché diventano violenti”. Sinora si era trattato di scazzottate di poco conto, quelle tra romeni da una parte ed altre nazionalità dall’altra, ma oggi si è arrivati ad uccidere seppur in maniera preterintenzionale cioè al di là della volontà degli aggressori. Quando i quattro romeni sono stati fermati non sapevano ancora della morte di Walter Allavena. “Pensavamo di averlo picchiato e basta. Avevamo bevuto, ma sono stati gli italiani a cercare la lite: ce l'hanno con noi, sono razzisti”.

Poi una volta tradotti in commissariato a Ventimiglia ed arrestati, si sono messi a piangere: “Non siamo degli assassini, volevamo solo dargli una lezione” hanno detto, inchiodati alle loro responsabilità. L’autopsia rivelerà come è morto Walter Allavena, persona molto benvoluta in paese perchè impegnato nelle squadre di protezione civile della valle. Potrebbe essere morto per aver sbattuto il capo per terra oppure colpito da infarto per lo spavento. Un testimone, infatti, giura di averlo visto prima cadere a terra, poi rialzarsi insanguinato, infine portarsi le mani al petto e ricadere a terra esanime. Inutili i soccorsi. Quando l’equipaggio del 118 è giunto in paese Walter Allavena era già morto. La rissa era nata un’ora prima per motivi veramente banali. A Torri, nell’unico ritrovo pubblico del paese, si svolgeva una festa. Molti i giovani del luogo presenti. Poi ad un certo punto sono arrivati, a bordo di due autovetture, dieci romeni già piuttosto alticci. Volevano attaccare briga con il figlio della vittima, Claudio Allavena. Ruggini esistenti tra di loro e risalenti al sabato precedente, pare, quando, sempre nello stesso bar, c’era stata una violenta discussione tra le stesse persone.

Nella periferia di Ventimiglia vivono molti romeni integrati, come giustamente ha sottolineato il Sindaco Scullino, ma anche se lavorano e pagano onestamente le tasse in realtà si sentono, a torto od a ragione, poco integrati, quasi odiati dagli italiani che spesso e volentieri li equiparano ai Rom, cioè agli zingari. In silenzio si macerano nell’acrimonia contro gli italiani, lamentano di essere sbeffeggiati anche dagli altri stranieri, come albanesi, marocchini o tunisini, loro colleghi nei cantieri. Lamentano di essere considerati all’ultimo posto della scala sociale anche dai clandestini. Si ritrovano sempre tra di loro non avendo modo, al di la del lavoro, di interagire con gli autoctoni e sfogano la loro frustrazione nell’alcool arrivando poi, come analizzato sempre dal Sindaco di Ventimiglia, ad essere violenti . In questo stato possono uccidere o causare la morte di altre persone a causa dei loro sconvenienti comportamenti. In tali distorsioni sociali va ricercata la causa del tragico fatto di sabato notte a Torri, sperduto paese dell’ultima valle italiana quasi già territorio francese.
Sergio Bagnoli



 


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Sergio Bagnoli

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.