Le quattro verita' sulla famiglia che devi sapere
Chiesa e Società Calabria

Le quattro verita' sulla famiglia che devi sapere

sabato 24 gennaio, 2015

24 GENNAIO 2015 - Partiamo da una consapevolezza: l’uomo non è da se stesso. È da Dio. Ogni giorno Dio dona vita all’uomo attraverso la Parola. Chi ascolta e mette in pratica la Parola, vive. Chi esce da essa è nella morte. Questo principio vale anche per la famiglia. Oggi molti sono nella morte spirituale perché sono usciti dallo sguardo della Parola di Dio e hanno preteso di costruirsi la propria vita prendendo a modello ed esempio altre regole, altre leggi, altre parole. Analizzeremo insieme quattro verità. Le si possono prendere in considerazione per un buon inizio di vita familiare, ma anche per raddrizzare un sentiero che ha potuto prendere una piega non buona. Essere fuori di queste verità, significa essere fuori dal progetto di famiglia disegnato dal cuore di Dio. [MORE]


Nell’Antico Testamento ci viene detto innanzitutto, chi sposare secondo la volontà di Dio?
Nel Capitolo Ventiquattro della Genesi ci viene detto che l’unità tra un uomo e una donna non sia solamente del corpo, ma anche dello spirito e dell’anima (Cfr. Gen 24,1-67). Si sposa l’uomo, non il suo corpo. Il corpo non può esistere senza l’anima e lo spirito.
Qual è il male delle relazioni matrimoniali e familiari oggi? Spesso si sposa il corpo, non l’uomo. Lo spirito non si sposa e neanche l’anima perché manca in essi Dio, la sua grazia. Questo matrimonio non può durare. Fondare un matrimonio sul solo corpo è follia. Il solo corpo stanca. Del solo corpo ci si stanca. Si va alla ricerca di altri corpi. Non di uno solo, ma di molti. Il matrimonio fallisce.
Non ci si sposa con un corpo, ma con la persona che è anima, spirito, corpo. Questa regola oggi è disattesa. Quale garanzia si può avere per la stabilità di una matrimonio? Essa è fondata sul nulla, sulla fragilità di un corpo, che si scioglie come neve al sole. Dinanzi ad un corpo più attraente, il corpo meno attraente viene abbandonato.


Nella seconda verità da analizzare, ci dobbiamo chiedere ma quali barriere Dio ha posto per la salvaguardia della vita del matrimonio una volta celebrato? Le barriere poste da Dio sono essenzialmente tre e vengono dai Comandamenti. Esse sono costituite, dal Nono, dal Sesto, dal Quarto Comandamento. Questi tre Comandamenti se li poniamo nel loro vero contesto, essi sono a fondamento di un patto tra Dio e il popolo. Sono il principio basilare su cui si costruisce l’Alleanza (Cfr. Es 20,1-17).
I tre Comandamenti sono a custodia del matrimonio, gli altri sette a custodia dell’uomo. Se l’uomo esce dall’Alleanza, anche il suo matrimonio si rovina. La donna dell’altro va rispettata perché è popolo del Signore. Perché è proprietà di Dio attraverso il patto dell’Alleanza. Quanti matrimoni e famiglie si rovinano per la non osservanza di questi tre comandamenti. Tantissimi. Dal trasgredire una volta si passa a trasgredire sempre e a “normalizzare” ogni cosa.


Terza verità contenuta nell’Antico Testamento: quali sono i limiti imposti da Dio alla concupiscenza della natura umana che dopo il peccato è divenuta ossessiva e incontrollabile? C’è la concupiscenza, c’è il peccato. Vi sono però dei limiti che non possono essere oltrepassati. Per la durezza del proprio cuore Mosè ha concesso il divorzio. Dio però non ha mai permesso che certi limiti venissero superati. Alla fedeltà coniugale non vi sono deroghe. È consentito il divorzio. Ma non l’infedeltà. Tutta questa tematica è trattata nel Libro del Levitico (Cfr. Lev 18,1-30; 19,1-37; 20.1-27). Nell’Antico Testamento sempre il Signore ha chiuso un occhio sulla poligamia. Mai però lo ha chiuso sull’adulterio. Davide può avere anche diecimila mogli. Mai però dovrà essere adultero. Lui lo è stato. Si è fatto anche omicida per nascondere il suo adulterio e non di un solo uomo.


Quarta verità offertaci da Gesù nel Nuovo Testamento: ogni separazione con successivo matrimonio è adulterio, è limite invalicabile. È un male nel quale mai si dovrà giungere (Mt 5,20-32; 19.3-12). Si può anche non mettere in pratica verità. Ognuno può fare ciò che vuole. Ma deve scegliere. O Cristo o il proprio pensiero. Però, non diciamo che queste sono cose inventate dalla Chiesa o interpretate male, perché questo poi diventa un vangelo di comodo. Ognuno deve essere responsabile delle sue scelte e azioni.
Ora chiediamoci: Quali aiuti di grazia il Signore ha messo a disposizione dell’uomo perché il suo corpo fosse santo?


Il primo dono di grazia viene dalla correzione di colui che infrange le regole poste da Dio. La correzione va fatta. Quando si va ben oltre il limite del male bisogna andare anche ben oltre le semplici ammonizioni o esortazioni (1Cor 5,1-3). Il secondo dono è l’annunzio della verità del cristiano. Lui è corpo di Cristo. Ora il corpo di Cristo è santo e santo deve essere il corpo del cristiano. Fare di Cristo un prostituto, una prostituta, un adultero, un’adultera è cosa gravissima. Non è più solo l’uomo che pecca. È Cristo che si fa strumento di peccato. Il terzo dono di grazia è l’esemplarità di Cristo, cui il cristiano in Cristo, è obbligato a tendere. Gesù per la sua Chiesa diede la sua vita, versò il suo sangue. L’uomo per la sua sposa deve anche lui versare il suo sangue e la sposa per il suo uomo. Non si può affrontare questo cammino da soli senza la grazia di Dio e un autentico cammino di conversione quotidiana.

Don Francesco Cristofaro
www.donfrancescocristofaro.it


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