VICENZA, 03 MAGGIO 2013 - A partire dalle scorse settimane un'inchiesta condotta da L'Espresso in collaborazione con La Repubblica rende noto, con particolare riferimento all'Italia, il contenuto dei cosiddetti 'Kissinger Cables', cablogrammi sinora tenuti segreti dal governo statunitense e a cui le due testate sono le uniche italiane ad avervi avuto accesso. Nella fattispecie si tratta di più di 1,7 milioni di documenti - pubblicati da WikiLeaks dopo esser stati desecretati dagli Usa - in cui si fa riferimento a rapporti di intelligence e corrispondenza varia tra Henry Kissinger, uomo chiave della politica statunitense ai tempi di Nixon e Ford, e le ambasciate di tutto il mondo: una fitta rete di intrighi internazionali cui erano dovuti gli equilibri del globo negli anni della Guerra Fredda.
L'arco temporale dei 'Kissinger Cables' è tuttavia più limitato: si va dal 1 gennaio 1973 al 31 dicembre 1976. Quello che emerge con chiarezza dai lunghi faldoni in esame, come era ovviamente prevedibile, è il ruolo di subordinazione che l'Italia ha sempre ricoperto rispetto al Grande Padrone d'oltreoceano, alle cui decisioni il nostro Paese ha sempre dovuto rimettersi, genuflettendo il suo orgoglio e sacrificando il proprio popolo sino a rasentare il più becero complottismo. È quanto testimoniato in particolare dalla vicenda della base NATO di Vicenza, sul cui insediamento riferisce oggi L'Espresso. [MORE]
All'alba del 1973 tra l'ambasciata di via Veneto e i vertici Usa ha luogo una fitta corrispondenza, siglata sotto il misterioso nome di 'Project Fender': in pratica gli Stati Uniti chiedono al servo- debitore di schierare presso la base di Vicenza un grande battaglione aviotrasportato della task force per il Sud Europa (SETAF). L'Italia vorrebbe, come al solito, dire subito sì, annettendovi doverosa riverenza, ma l'orgoglio di facciata glielo impedisce: non si pensi che Washington abbia imposto una seconda Maddalena al Paese. E allora succede che nel cablogramma di risposta - risposta chiaramente affermativa - l'Italia, in un piglio di inconsueta ribellione, ponga una condizione, blandissima e subdola, a dirla tutta: che l'insediamento, cioè, avvenga sotto "un profilo di bassa visibilità". Come a dire "che non si sappia in giro"
Lo schieramento ha luogo, con tutti i crismi e la segretezza d'uopo. Tant'è che col tempo la base NATO di Vicenza svolgerà un ruolo centrale negli affari militari statunitensi. I cablogrammi pubblicati a forza dall'organizzazione Julian Assange, riferiti agli anni 2002- 2010- documenti, questi, molto più numerosi e rivelatori dei 'Kissinger Cables', tant'è che per la loro pubblicazione la Casa Bianca non ha dato il suo benestare- testimoniano come la base italiana sia stata cruciale nella guerra in Iraq, permettendo "il più grande spostamento di truppe da combattimento per via aerea dalla Seconda guerra mondiale". Con una nota di merito riconosciuta dal Padre Padrone al governo italiano di Silvio Berlusconi "che ha lavorato a stretto contatto" con gli Usa.
Emmanuela Tubelli
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