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Liberate Francesco! Nuovo appello di Emergency

Serena Casu
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Liberate Francesco! Nuovo appello di Emergency
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ROMA, 15 DICEMBRE 2011 - A quattro mesi dal sequestro, Emergency lancia un nuovo appello a favore della liberazione di Francesco Azzarà. Francesco lavorava come logista nel Centro Pediatrico di Emergency a Nyala, capitale del Sud Darfur nella quale è stato rapito lo scorso 14 agosto mentre si dirigeva in automobile presso l'aeroporto della città.[MORE]

Nonostante le notizie rassicuranti in merito alle sue condizioni di salute arrivate negli scorsi mesi, il giovane operatore non è ancora stato liberato. Dopo quattro mesi dal rapimento, è la stessa Emergency a riaccendere l'attenzione sulle condizioni di Francesco attraverso un comunicato diffuso nella giornata di ieri. «Insieme con le autorità sudanesi – scrive l'organizzazione - continuiamo a lavorare per la sua liberazione, che ci auguriamo sempre più vicina. Con la sua famiglia, gli amici, i colleghi e i volontari di Emergency continuiamo a chiedere, ogni giorno, che Francesco torni a essere un uomo libero».

A mobilitarsi a favore della liberazione di Francesco è anche la sua cittadina d'origine, Motta San Giovanni (Reggio Calabria), nella quale il comitato “Francesco libero” ha indetto una manifestazione che si terrà nell'ultima settimana di dicembre. «Abbiamo trascorso questi mesi nella speranza di poter riabbracciare il nostro amico – si legge nel comunicato stampa del comitato - più volte abbiamo sentito di rilascio imminente, di problema risolto, di questione di giorni per poi dover ricominciare a contare le ore, i giorni e i mesi. In questa iniziativa è nostra intenzione coinvolgere quanti, in questo interminabile periodo, hanno manifestato interesse per Francesco attraverso i social network, il web, le lettere, con la partecipazione alle nostre manifestazioni, la solidarietà espressa alla famiglia in qualsiasi forma, dalla più eclatante a quella più semplice e intima».

Un manifestazione alla quale sono espressamente invitati non solo i cittadini, ma anche i soggetti istituzionali, ai quali il comitato chiede «un impegno ancora maggiore, una partecipazione attiva» a favore della liberazione del giovane. «Dal Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, passando per il Ministro degli Esteri, l’Ambasciatore del Sudan in Italia, Emergency e tutte le istituzioni che adesso, oltre alla simbolica esposizione della gigantografia, vogliamo ancora più presenti, tutti saranno interpellati. Ognuno di loro sarà chiamato e sollecitato».

Serena Casu


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Scritto da Serena Casu

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