L'Obamacare è il primo fallimento politico di Donald Trump

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WASHINGTON, 25 MARZO - A poco più di due mesi dal suo insediamento alla Casa Bianca, il ...

WASHINGTON, 25 MARZO - A poco più di due mesi dal suo insediamento alla Casa Bianca, il presidente Donald J.Trump incassa la prima vera sconfitta in politica interna. La vicenda dell’Obamacare porta così ad un primo scollamento tra la visione del presidente americano e una vera e propria fronda all’interno del Partito Repubblicano.

Considerato già personaggio discusso anche prima della sua nomina a candidato presidente, Trump dovrà fare i conti con le visioni del Partito Repubblicano (o almeno di una parte di esso). L’impossibilità di tagliare l’Obamacare è uno schiaffo serio, poiché tra le principali ambizioni del programma politico presentato nella sfida di novembre vinta con la democratica Hillary Clinton.

Salta di fatto ciò che avrebbe dovuto sostituire la riforma sanitaria dell’era Obama. Il Ryancare (dal nome dello speaker della Camera americana, ndr) non avrebbe infatti avuto i numeri per poter essere approvato. La comunicazione è arrivata dallo stesso Paul Ryan: lo speaker è giunto alla Casa Bianca per comunicare la situazione direttamente al presidente Trump. Che ha dovuto incassare, mollando la presa (momentaneamente?) sul cambio di rotta nel settore sanitario americano.

La prima sconfitta si rende ancora più rumorosa alla luce del breve periodo riferibile al proprio mandato, ed inoltre perché rappresentava di fatto la prima vera e propria ‘prova parlamentare’. Trump ha preferito così spostare il baricentro sulla riforma fiscale, lasciando intatto l’Obamacare quanto meno sino all’estate. Una estate che qualora dovesse prevedere il ritorno al tema potrebbe già preannunciarsi bollente per la 45° presidenza degli Stati Uniti d’America.

E’ lo stesso speaker Paul Ryan ad ammettere la cocente delusione: «Abbiamo deluso le aspettative» - ha ammesso in conferenza stampa. A Trump non resterà ora che recuperare il pensiero del Congresso, passando anche da un compromesso con gli avversari Democratici. Il tutto nonostante l’abolizione dell’Obamacare fosse uno dei pochi punti realmente convergenti durante la campagna elettorale tra il tycoon e il Partito Repubblicano. Ora ripartire sarà più difficile, ma non impossibile, considerata l’indubbia tenacia già dimostrata dai primi provvedimenti presidenziali.

Ed il tycoon ha commentato a caldo: «Ora avanti sulle tasse. E quando l’Obamacare esploderà allora forse i democratici apriranno su un accordo». Le sue parole, rilasciate a Washington Post e New York Times, non possono tuttavia nascondere i timori di un futuro mancato accordo. Perché bisognerà recuperare un po’ tutti, dagli ultramoderati che hanno visto la Ryancare troppo simile alla riforma di Obama, sino a quell’ala moderata preoccupata di non poter più garantire assistenza sanitaria ad una fetta troppo ampia della popolazione americana.

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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