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Locri, scritte contro Don Ciotti sui muri del Vescovado dopo la visita del Presidente Mattarella

Locri, scritte contro Don Ciotti sui muri del Vescovado dopo la visita del Presidente Mattarella
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LOCRI, 20 MARZO - Dopo la visita di ieri del presidente Mattarella in occasione delle celebrazioni che anticipano la Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia, due scritte a favore della 'ndrangheta compaiono sulle mura della città calabrese.

I muri sono quelli della residenza del vescovo che oggi ospita il fondatore di Libera, Don Ciotti. "Più lavoro meno sbirri", riporta la prima frase, "Don Ciotti sbirro" la seconda. Entrambe sono state subito cancellate dagli operai del Comune.

Il messaggio è lanciato proprio nella settimana in cui si ricordano le vittime delle associazioni criminali, e proprio a Locri domani arriveranno il presidente del Senato, Pietro Grasso e il guardasigilli, Andrea Orlando per partecipare alla marcia dove saranno letti i nomi delle 950 vittime delle mafie.

Il vescovo ha commentato l'accaduto dicendo: “Nelle scritte si chiede lavoro, e questo è un problema fondamentale in queste terre. Ma qui serve lavoro onesto, che non tolga la dignità e non nasca dalla sottomissione. Qui non vogliamo il lavoro portato dalla mafia”. Su Don Ciotti e la su associazione ha aggiunto: “Sta facendo un lavoro eccezionale di educazione, un lavoro molto importante. Non dobbiamo abbassare l’attenzione sulla ‘ndrangheta, continuiamo a denunciare il fatto che la criminalità crea solo lavoro nero e disonesto. I caporali tolgono la dignità e calpestano i diritti degli operai. Il lavoro della mafia non ci serve”.

Maria Minichino

(fonte immagine corriere.it)

Maria Minichino

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