Polemiche nel Pd per i matrimoni gay. Grillo favorevole attacca la Bindi
ROMA, 16 LUGLIO 2012 - Il Partito democratico sembra non conoscere pace. Dopo le nuove polemiche riguardo le nozze gay, che qualche giorno fa hanno creato dei veri e propri scontri durante l’assemblea del partito, ora il segretario Bersani deve difendersi dagli attacchi di Beppe Grillo e dalle bacchettate dell’Italia dei valori.
I diritti degli omosessuali sono da sempre un tema scottante che vede, all’interno del Pd, la contrapposizione netta tra cattolici e laici. Sabato scorso, durante l’Assemblea nazionale del partito, Paola Concia, Ivan Scalfarotto e molti altri delegati hanno chiesto che si votasse l’ordine del giorno con un impegno concreto, da parte del partito, per inserire nel programma l’estensione delle unioni civili anche agli omosessuali. Il presidente del Pd, Rosy Bindi, ha però respinto la richiesta non mettendo la questione ai voti e scatenando delle forti reazioni. “Ci sono procedure in tutte le assemblee direttive che devono essere rispettate. – ha dichiarato Bindi ai microfoni di Sky, per giustificare il proprio comportamento - Sui diritti civili c'è stata una proposta, frutto di un grande lavoro, e rappresenta un passo in avanti sul tema dei diritti. E sulle primarie, dopo il voto sulla relazione di Bersani, non si poteva mettere in votazione degli ordini del giorno sullo stesso argomento essendosi la presidenza assunta già la responsabilità sullo svolgimento delle primarie”.[MORE]
Di tutta risposta i delegati Benedino, Fusco e Mancuso hanno restituito la tessera al segretario Bersani in attesa di una presa si posizione netta e chiara riguardo ai diritti degli omosessuali. Paola Concia, accusata di aver minacciato di strappare la tessera del partito, smentisce le voci e spiega la reazione indignata. ''Siccome il documento sui diritti che è stato approvato dalla maggioranza non parla di matrimoni gay, io ho presentato un ordine del giorno su questo punto. Questo ordine del giorno firmato da 40 membri non è stato messo ai voti per scelta della presidenza di assemblea” - ha dichiarato Concia, la quale ha aggiunto – “è stato surreale che non si sia voluto far votare, molte persone hanno detto che avrebbero votato contro, ma l'errore è non permettere il voto. Io avrei accettato qualsiasi voto dell'assemblea”.
Il giorno dopo questi avvenimenti arrivano le reazioni di Beppe Grillo e i commenti di Di Pietro e Nichi Vendola. Ma se l’Italia dei valori e Sinistra ecologia e libertà chiedono finalmente un impegno concreto al Pd, Beppe Grillo si scaglia contro il segretario e critica sul piano personale Rosy Bindi. Grillo, nel suo blog, ieri ha pubblicato un post in cui ha commentato l’assemblea e ha finalmente spiegato la posizione, fin ad ora non chiarissima, del Movimento riguardo le unioni gay. “All'assemblea del pdmenoelle, il partito che vorrebbe governare l'Italia (non ridete per favore)” – si legge nel blog del comico genovese – “si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge”. Grillo ricorda il fallimento dei PACS del governo Prodi, sottolineando che “la coppia di fatto, etero o omo, anche se convive per decenni, anche se ha dei figli, non è riconosciuta giuridicamente. L'Italia non ha una legislazione per le unioni di fatto. E' una vergogna che va attribuita in ugual misura al pdmenoelle, al pdl e a Santa Madre Chiesa, la convitata di pietra”. I rappresentanti del Pd vengono definiti “farisei” e, nello specifico Grillo chiede a Bindi, Bersani e Rutelli di fare outing perché “Non c'è nulla di male a essere gay. Fa invece schifo negare diritti sacrosanti – conclude Grillo - per un pugno di voti”.
Il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, commenta la questione nella sua pagina Facebook. Di Pietro sostiene che “quella sui diritti della persona è una battaglia che dovrebbe essere trasversale e condivisa da tutti: laici e cattolici”. A tal proposito si augura che il Pd si unisca per votare la proposta dell’Idv, già depositata in Parlamento, per i matrimoni gay perché “i diritti della persona sono l'elemento qualificante per ogni democrazia e dovrebbero essere condivisi da tutto il centrosinistra, senza tentennamenti". Il commento di Nichi Vendola arriva invece tramite Twitter. "Crolla il muro dell'ipocrisia. E la politica è costretta a fare i conti con la richiesta sacrosanta del matrimonio gay” - scrive Vendola, che più avanti conclude – “Basta con frammenti di diritti, vogliamo diritti interi, eguali per tutti”.
Il presidente dell’Arcigay, Paolo Patanè, prima di commentare la vicenda fa una carrellate di tutti i leader mondiali che hanno assunto una posizione in favore delle unioni omosessuali, poi si chiede quale sia davvero la posizioni del Pd, del segretario Bersani. “Il Pd continua a pensare che saranno i piccoli passi a cambiare il Paese e non si accorge che è proprio quello il metro mediocre che ci schianta e ci isola mentre il mondo corre – dice Patanè - I diritti caro Bersani non si concedono a 'scaglie', o per elemosina, ma nella loro interezza per autentico rispetto delle persone e delle loro vite. Bravo Grillo. E il cilicio lo tengano altri. Noi vogliamo sposarci”.
Oggi Paola Concia ha ribadito che la battaglia per i diritti non è finita e proseguirà, come è giusto che sia. La deputata del Pd non si esprime in merito alla posizione del partito, anche perché sabato è stata persa l’occasione per capire veramente quale essa sia, ma il Pd si annuncia come un partito progressista e deve affrontare questi temi, non deve evitarli. In conclusione però Concia difende il partito e aggiunge: “è vero che l'Italia e' indietro, il Pd ha tutti i suoi limiti, fa fatica, ma siamo gli unici a non fare annunci roboanti. Ora tutti stanno coi gay, vedo Grillo. Di Pietro, alè, l'ho detto a tutti e due, attenti a strumentalizzare sulla pelle delle persone".
Dalle pagine del Corriere della sera invece Rosy Bindi minimizza il problema e dice che il Pd non è affatto spaccato. “Con una maggioranza del 95% il partito ha trovato la sua unità intorno al riconoscimento delle unioni civili anche omosessuali, in linea con la Germania, Francia, Inghilterra” ha dichiarato Bindi. Peccato però che, come dichiarato da Fioroni, il matrimonio gay non venga equiparato a quello eterosessuale.
(foto da frontierenews.it)
Laura Lussu
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