Migranti: l'esigenza di un dialogo razionale con l'Ue

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Messina, 12 Aprile 2011 - Il nostro Paese appare isolato in ambito europeo sulla questione dei migra...

Messina, 12 Aprile 2011 - Il nostro Paese appare isolato in ambito europeo sulla questione dei migranti. Davanti alla riluttanza dell'Ue, Silvio Berlusconi accarezza l'ipotesi di abbandonare l'Unione. Probabilmente si tratta di una provocazione, che tuttavia ottiene come unico risultato quello di inasprire i rapporti con gli altri Stati membri. Mentre il Presidente Napolitano invita alla prudenza, il ministro degli interni Maroni, in perfetta sintonia con il Cavaliere, rilancia l'ipotesi di uscire dall'Ue come forma di ultimatum. Non credo proprio che i nostri ricatti di borgata impensieriscano l'Unione; sarebbe invece opportuno individuare provvedimenti efficaci e ammissibili nel contesto europeo, in grado di fronteggiare l'emergenza.

Come è giusto rilevare una manifesta incapacità del nostro esecutivo a relazionarsi con le altre nazioni dell’Ue, è altrettanto evidente che alcuni Stati europei hanno mostrato un certo ostruzionismo nei confronti dei migranti. La Francia, ovvero il paese della libertà, della fratellanza e dell’uguaglianza, ha intenzione di creare una sorta di muro al confine con l’Italia, attraverso l’uso di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Sempre a proposito di libertà e di tolleranza, in Francia scatta il divieto di indossare il burqa in luoghi pubblici.

Certamente il nostro governo non ha le carte in regola per dare lezioni di accoglienza ad altri paesi dell’Unione, infatti la presenza della Lega nell’esecutivo, con i suoi continui rilanci razziali, non ci pone nella condizione di indignarci davanti all’intolleranza di altre Nazioni. Una mano tesa, arriva comunque dal Presidente della Commissione europea Manuel Barroso, che ha sottolineato l’esigenza di una politica comune davanti all’emergenza migranti, auspicando che si giunga presto a soluzioni condivisibili da più parti. Sarebbe quindi opportuno che il governo italiano smetta immediatamente con i rilanci populisti, e si dedichi allo studio di soluzioni praticabili e al dialogo razionale con gli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Fabrizio Vinci

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