ROMA, 1 FEBBRAIO - Berlusconi attacca dopo il no dell'opposizione alla proposta da lui lanciata al segretario del Pd Pierluigi Bersani di un grande piano bipartisan per la crescita dell' economia italiana. ''Berlusconi faccia un passo indietro e tolga dall'imbarazzo se' stesso e il Paese'', aveva risposto il leader del Pd Bersani respingendo la proposta del premier. "L'onorevole Berlusconi mi sembra un giocatore di calcio che vorrebbe continuare la partita anche quando il tempo scaduto", aveva detto il coordinatore della segreteria Pd Maurizio Migliavacca.[MORE]
"Prendo atto delle risposte propagandistiche e degli atteggiamenti irresponsabili e insolenti di una parte delle opposizioni di fronte all'unica proposta seria in campo per rilanciare l'economia e la società italiana e per curare nel solo modo possibile, e cioè con un grande piano nazionale per la crescita, il debito pubblico", ha in serata attaccato il presidente del Consiglio rilanciando anche le prossime attività del governo: "Venerdì prossimo iscriverò all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri la proposta di riforma costituzionale in senso liberalizzatore dell'articolo 41, già definita dal Ministro dell'Economia: in sei mesi dobbiamo arrivare a stabilire che è lecito intraprendere e fare tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge".
In Cdm anche un piano di immediata defiscalizzazione e deregolamentazione per la rinascita del Mezzogiorno, per il quale si stanno approntando da mesi gli strumenti operativi. Il premier boccia ancora l'imposta patrimoniale: "il partito dell'imposta patrimoniale e dell'ipoteca pubblica sul patrimonio immobiliare, che si organizza con ogni evidenza per un nuovo esproprio di ricchezza a vantaggio della casta statalista e centralizzatrice, non deve prevalere. Questo partito riceverà un primo, decisivo colpo con il varo dei decreti sul federalismo fiscale", ha detto il premier.
"Il Governo ha sbarcato l'ultimo nucleo organizzato di politicanti incapaci di vedere oltre la frontiera della Prima repubblica - ha detto ancora -, e ora ha la forza per realizzare il suo programma proponendo un confronto parlamentare serio sulle questioni di vero interesse nazionale che riguardano i cittadini, le imprese, i giovani e i lavoratori. Chi si assumesse la responsabilità di sabotare con atteggiamenti ostruzionistici questo che è il programma votato dalla maggioranza degli italiani ne renderà conto agli elettori, giudici sovrani esclusivi della politica nazionale".
CASINI, LE COSE LE FACCIA E NON LE DICA - "Chi sta al governo queste cose le deve fare e non le deve scrivere in un articolo sul giornale; tanto meno deve inventarsi nemici che non esistono come la patrimoniale, una proposta che nessuno ha avanzato in parlamento". Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha commentato la proposta fatta oggi da Berlusconi sul Corriere della Sera al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Innanzitutto - ha detto Casini a margine della presentazione di un libro di Massimo Franco - nessuno vuole la patrimoniale, e Berlusconi è inutile che si inventi che lui è garante contro la patrimoniale, perché nessuno la vuole". "E poi - ha proseguito il leader dell'Udc - lui è al governo, aveva tre anni di tempo per fare le cose che oggi riscopre, come le liberalizzazioni che ha bloccato o che ha fatto in modo del tutto insufficiente. Se vuole cominciare a lavorare, lavori, perché sarebbe utile. Chi sta al governo queste cose deve farle e non scriverle sui giornali".
MARCEGAGLIA, GIUSTO PARLARE DI CRESCITA - La presidente di Confindustia, Emma Marcegaglia, giudica ''positivo che si parli di crescita e si facciano cose per la crescita''. Commenta cosi' la proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per un impegno bipartisan per la crescita economica del Paese. ''Diciamo da tempo che la crescita e' l'aspetto piu' importante. per noi parlare di crescita e' la cosa piu' importante'' dice la leader degli industriali, che ribadisce anche il no ad una patrimoniale ed indica nella vendita di beni pubblici, in particolare gli immobili, una possibile soluzione per rafforzare i conti pubblici. Ad una domanda sulla azione dell'opposizione, Emma Marcegaglia ha quindi ribadito la posizione degli industriali senza entrare nel merito del dibattito politico: ''Quello che ci interessa e' che il dibattito e le scelte concrete vadano nella direzione della crescita, l'unica cosa che puo' risolvere il problema dell'occupazione e della tenuta delle nostre imprese, quindi di una uscita dalla crisi migliore di quella che gia' vediamo''.
(Ansa)
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