• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Cassazione: Berlusconi condannato a 4 anni ma non interdetto

Lazio

ROMA, 01 AGOSTO 2013 - I giudici della sezione feriale della Cassazione presieduti da Antonio Esposito - entrati in camera di consiglio alle 12.30 - in merito al processo Mediaset hanno deciso di confermare la condanna a 4 anni di reclusione con rinvio alla Corte d’Appello di Milano per rideterminare l’interdizione dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi. Inoltre, la Corte di Cassazione ha deciso di rigettare i ricorsi di Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama, coimputati di Berlusconi nel processo Mediaset. Nei loro confronti, dunque, la sentenza di condanna d'appello diventa definitiva.

L'ex premier ha atteso la sentenza definitiva della Cassazione a palazzo Grazioli con i più stretti collaboratori, sua figlia Marina, Piersilvio Berlusconi, Gianni Letta, l'avvocato Franco Coppi e Niccolò Ghedini, il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano. Così, con la decisione del "Palazzaccio", la condanna di 4 anni per frode fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi diventa definitiva. Tuttavia, tre anni della pena sono coperti da indulto. L’anno residuo dovrà essere scontato ai domiciliari o con l’affidamento ai servizi sociali.

Vedremo se, davvero, il verdetto della Cassazioni non avrà ripercussioni politiche.

REAZIONI A CALDO - «È una sentenza ingiusta e ingiustificabile in un paese di diritto», ha affermato il legale di Frank Agrama, l'avvocato Pisano, subito dopo la lettura della sentenza del processo Mediaset in Cassazione. Luca d'Alessandro, segretario della commissione Giustizia alla Camera, in una nota dichiara: «Questo Paese era famoso per essere la culla del diritto. Oggi ne è diventato la tomba, gestita da una corporazione di becchini in toga che hanno consumato il delitto perfetto di eliminare dal panorama politico per via giudiziaria il leader di un intero popolo eletto democraticamente. Onore e solidarietà a Silvio Berlusconi, di certo più innocente e pulito di chi l'ha condannato ingiustamente». Per il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: «La sentenza va rispettata, eseguita e applicata». Senza mezzi termini Beppe Grillo che sul suo blog scrive: «Berlusconi e' morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989». Giuliano Ferrara, affida a Twitter il suo commento sulla decisione della Cassazione sul processo Mediaset, definendo la «Sentenza vile e cazzona». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poche decine di minuti dopo la lettura della sentenza a diramato una notain cui ha chiesto «rispetto per la magistratura» e invitando il Paese «a ritrovare serenità e coesione».
 

TAPPE SALIENTI DELLA VICENDALe indagini iniziano 10 anni fa. Un'udienza preliminare convocata e continuamente aggiornata di mese in mese fino ad arrivare ai rinvii a giudizio nel 2006.

  • 13 Giugno 2003 - I rumors pubblicati da alcuni giornali accennano ad un'inchiesta aperta dalla procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi nata da un'altra indagine, quella sul comparto estero di Fininvest. A tal riguardo, i Pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, a cui fa capo l’indagine: «Non confermano nè smentiscono». Nei giorni successivi, le indiscrezioni verranno confermate, aggiungendo che già nel maggio era stata richiesta una rogatoria urgente negli Usa. La rogatoria sarà poi bloccata dal ministro della giustizia Roberto Castelli.
  • 7 luglio 2004 - Oltre all’ex premier, sono indagati anche Marina e Piersilvio Berlusconi, Fedele Confalonieri presidente di Mediaset, Giorgio Vanoni ex-responsabile settore estero, Candia Camaggi ex responsabile di Fininvest Service, Paolo del Bue, presidente di Arner Bank.
  • 28 ottobre 2005 - Viene fissata la data per l’udienza preliminare. Tuttavia, quest’ultima viene rinviata perché i pm depositano la documentazione oltre i termini previsti dalla legge.
  • 7 novembre 2005 - Prende il via l’udienza preliminare.
  • 12 maggio 2006 - Il pm De Pasquale chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e altre 11 persone.
  • 7 luglio 2006 - Il Gup decide di rinviare a giudizio Silvio Berlusconi e altre 11 persone chiamate in causa.
  • 21 novembre 2006 - Ha inizio il processo.
  • 15 gennaio 2007 - Vengono dichiarati prescritti i reati fino al 1999.
  • 19 novembre 2007 - Cade in prescrizione il reato di falso in bilancio per Silvio Berlusconi, non quello per evasione fiscale.
  • 26 settembre 2008 - Il processo si arresta. Il pm De Pasquale del tribunale di Milano ha sollevato un’eccezione di costituzionalità del Lodo Alfano che stabilisce l’immunità dell’ex premier.
  • 16 novembre 2009 - Il processo riparta, ma viene subito rinviato per legittimo impedimento di Silvio Berlusconi.
  • 19 aprile 2010 - Il processo subisce un nuovo arresto. Secondo i giudici, la legge del 7 aprile 2010 sul legittimo impedimento continuativo per il premier doveva essere varata con iter costituzionale.
  • 28 febbraio 2011 - Riparte il processo, ma subito viene rinviato ad aprile. Silvio Berlusconi - altresì - è dichiarato «contumace» per non essersi mai presentato in aula.
  • 18 giugno 2012 - Il pm chiede la condanna di Silvio Berlusconi a 3 anni e 8 mesi.
  • 18 gennaio 2013 - Parte il processo di appello. I giudici respingono la richiesta del collegio difensivo dell’ex premier di rinviare il processo a dopo le elezioni.
  • 26 ottobre 2012 - I giudici di Milano decidono di condannare Silvio Berlusconi a quattro anni per frode fiscale, disponendo una pena accessoria: l’interdizione dai pubblici uffici per tre anni. Per quanto concerne gli altri imputati del processo, tre anni al produttore cinematografico Frank Agrama, mentre il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato assolto. In particolare, agl’undici imputati veniva contestata la frode fiscale. Infatti, per l'accusa il sistema di compravendita dei diritti tv avrebbe consentito a Mediaset, a cui i diritti sono poi stati ceduti, di ‘gonfiare’ i costi, che sarebbero confluiti in fondi neri, consentendo così di aggirare il fisco italiano.
  • 8 maggio 2013 - I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno deciso di confermare in toto la pena che in primo grado - nell’abito del processo sui diritti tv - era stata inflitta a Silvio Berlusconi: quattro anni di reclusione per frode fiscale (tre condonati per l'indulto) e l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

 A Piazza Affari, in attesa della sentenza della Cassazione, il titolo Mediaset ha chiuso in forte rialzo (+2,5%).


(fotogramma: news.panorama.it)
 

Rosy Merola [MORE]