Protesi di ultima generazione all'Ospedale Palermo Civico

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PALERMO, 16 OTTOBRE 2013 - Una targa prestigiosa -che verrà conferita il 18 ottobre 2013 - ri...

PALERMO, 16 OTTOBRE 2013 - Una targa prestigiosa -che verrà conferita il 18 ottobre 2013 - riconosce l’eccellenza dell’unità di Urologia e Andrologia chirurgica dell’ospedale Civico di Palermo diretta dal professor Gianfranco Savoca che utilizza innovative protesi AMS con il Sistema Sanitario Nazionale, per salvare la sessualità e l’amore dopo tumore alla prostata.

L’Urologia e l’Andrologia chirurgica del Civico sono tra i centri di eccellenza e di riferimento in Sicilia per il trattamento dell’impotenza e anche dell’incontinenza urinaria conseguente a interventi alla prostata che affligge 3 milioni di italiani

La prestigiosa targa di riconoscimento “L’arco di Apollo” verrà conferita il 18 ottobre - durante un workshop di alta formazione chirurgica che riunisce un pool tra i più esperti specialisti italiani - al dottor Gianfranco Savoca urologo e andrologo, e all’unità di urologia e andrologia chirurgica da lui diretta presso il Civico di Palermo .

Una giusta gratificazione per un centro che rende disponibili con il Sistema Sanitario Nazionale, (e quindi gratis per il paziente) a livelli di eccellenza, tecniche di chirurgia pelvica protesica d’avanguardia basate sull’impianto di protesi AMS ideate negli States, e alla cui diffusione contribuisce attraverso l’insegnamento, come centro Master, ad altri chirurghi della Penisola. La targa L’arco di Apollo è il riconoscimento per una doppia competenza: l’eccellenza del centro e la diffusione delle abilità chirurgiche.

Oggi per farsi curare a livelli di eccellenza e con tecniche avanguardistiche , le stesse praticate negli Usa, non è più necessario spostarsi all’estero o anche solo nel nord Italia, ma è possibile restare nella propria regione, o città grazie alla presenza di reparti di eccellenza di molti ospedali del Mezzogiorno. Tra questi l’unità di urologia e andrologia chirurgica dell’ospedale Civico di Palermo diretta dal professor Gianfranco Savoca all’avanguardia nel trattamento dell’impotenza, grazie all’impianto di protesi di nuova generazione AMS 700 che consentono all’uomo il ritorno a una normale sessualità dopo l’intervento alla prostata per tumore e nel trattamento dell-incontinenza urinaria conseguenza indesiderata post prostatectomia. Secondo recenti dati il problema riguarda 3 milioni di italiani che vivono una crisi di coppia a seguito dell’asportazione radicale della prostata.
 
La prostatectomia radicale può determinare problemi di impotenza e di incontinenza con ovvie ripercussioni sull’attività e sull’intesa di coppia. Per tornare ad amare, se i farmaci stimolatori dell’erezione sono inefficaci, una valido aiuto arriva dall’impianto di protesi peniene tricomponenti di nuova generazione AMS 700 . “L’intervento chirurgico per eliminare il tumore alla prostata è risolutivo”, spiega il professor Savoca , “ma nonostante le tecniche laparoscopiche e robotiche, poiché la chirurgia nerve sparing non si può eseguire in tutti i pazienti, può causare impotenza in circa il 70% del totale dei casi.
 
Le protesi peniene idrauliche di ultima generazione consentono un’erezione simile a quella fisiologica con un meccanismo di funzionamento molto semplice basato sull’inserimento, all’interno dei corpi cavernosi, di due cilindri artificiali collegati ad una pompa di controllo, a livello dello scroto, e ad un serbatoio contenente del liquido. L’uomo può così ottenere un’ erezione quando vuole con la stessa sensibilità e capacità di orgasmo che aveva prima dell’intervento premendo un attivatore a pressione posto sotto la cute dello scroto tra i due testicoli. In questo modo il liquido contenuto nel serbatoio si trasferisce ai cilindri e il pene si indurisce. Premendo di nuovo il liquido passa dai cilindri al serbatoio facendo ritornare il pene in condizione di riposo.

Rispetto a quelle del passato, le protesi tricomponenti consentono una perfetta erezione con un ingrossamento e allungamento del pene risolvendo così anche la riduzione delle dimensioni del pene (un ulteriore effetto collaterale della prostatectomia) che si accorcia di 1,5 cm nei 15 giorni successivi all’ intervento e a più di 2 cm entro l’anno successivo. Sebbene la protesi risolva definitivamente l’impotenza post prostatectomia molti uomini non ne conoscono l’esistenza perché spesso non vengono informati dai medici.

Stessa mancanza di informazione anche per i 400.000 italiani affetti da grave impotenza non legata a interventi alla prostata e che non risponde ai farmaci .Gli interventi di chirurgia protesica lo scorso anno sono stati 1.200: solo lo 0.4% degli italiani con gravi problemi erettili ha ricevuto un trattamento risolutivo, nonostante molti studi scientifici dimostrano l’efficacia delle protesi con un elevato grado di soddisfazione per il paziente e per la partner.

Le soluzioni per l’incontinenza. “L’incontinenza urinaria , dice il professor Savoca , “che si manifesta subito dopo la prostatectomia è molto frequente nell’immediato posto-operatorio - fino al 60% dei casi - e nella maggior parte si risolve o si riduce. La prima misura terapeutica è la riabilitazione del pavimento pelvico che accelera e favorisce la ripresa della continenza .

Tuttavia percentuali variabili dal 3 al 10 % di pazienti operati rimangono incontinenti. In questi casi il trattamento più efficace è l’applicazione dello sfintere artificiale (il più collaudato è l’AMS 800) che va riservato alle forme più gravi. In pazienti con incontinenza lieve - moderata e non trattati con radioterapia si possono ottenere ottimi risultati con le più recenti tecniche di chirurgia mininvasiva basate sull’applicazioni di sling (benderelle) sottouretrali.

Tra queste Advance consente di recuperare la normale continenza con l’inserimento di una retina di polipropilene che riposiziona l'uretra, dislocata dall'intervento sulla prostata, nella sua sede anatomica naturale”. L’intervento si effettua in anestesia loco-regionale e con pochi giorni di ricovero. Questa tecnica già impiegata con successo su circa 50 mila pazienti è disponibile in vari centri ospedalieri italiani a totale carico del SSN e cioè gratis per il paziente. “In particolare l'impianto dello sfintere artificiale” precisa l'urologo, “che richiede un accurato studio diagnostico ed elevata esperienza, è riservato solo a centri altamente specializzati”.
 

Notizia segnalata da Antonella Marchitto

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