Riscoprire la vera identità cristiana

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Riscoprire la vera identità cristiana Il mondo cambia in meglio quando si rimane coerenti con i ...

Riscoprire la vera identità cristiana

Il mondo cambia in meglio quando si rimane coerenti con i pensieri di pace, di fratellanza e di amore che si vogliono rappresentare. Se tutti nel nostro Paese diciamo di essere cristiani, perché allora si è sempre in difficoltà nel lavorare per il trionfo del benessere comune? Qualcosa non va. Qualcuno bara alla grande! Essere cristiani significa condurre uno stile di vita coerente con il vangelo, non farlo significa semplicemente che non si è veri discepoli del Signore. L’appartenenza ha valore quando si è in grado di testimoniarla, di cederla, di suggerirla, di condividerla, senza mai imporla. Il vuoto che regna sovrano in molti cuori, riflettendo sulla società un velo di inquietudine sociale, è tra i motivi principali del sentimento di paura e di sfiducia nel futuro che oggi si tocca con mano in qualsiasi settore delle comunità.

L’uomo credente che potrebbe rivoluzionare il mondo con la sua fede matura, rischia spesso di essere di intralcio a qualunque operazione volta a sbaragliare le forme di prepotenza. Molti purtroppo sono gli uomini e le donne che falsificano il presente con le loro egoistiche imposizioni nella politica, sui mercati, nelle relazioni pubbliche e private. Bisogna perciò, come ci ha più volte ribadito Papa Francesco nell’anno santo trascorso, vivere la misericordia e non solo proclamarla. In cambio non si avrà altro che una protezione celeste potente e visibile agli occhi del mondo. Cosa ancora più particolare e grande agli occhi del Signore è essere disponibili, rispettosi e generosi con chi è stato scelto da Dio a piantare il seme della conversione sulla terra. Sostenere una donna o un uomo che hanno ricevuto il compito di vivere una specifica missione terrena, rende l’interessato partecipe di una benedizione più grande.   

Scrive il mio parroco nei suoi appunti di catechesi: “La misericordia vissuta in modo del tutto speciale verso gli uomini di Dio, attira su di noi una potentissima benedizione che può venire solo dal Signore”. Nella Bibbia ricorre la storia di una donna che ospitò il profeta Eliseo in viaggio per onorare la parola di Dio che gli era stata affidata. Costei viveva nel territorio di Sunem, quando pensò di costruire una piccola dimora che potesse servire a quel mandato dal Padre per il suo naturale ristoro. Un dono grande che un uomo dovrebbe offrire, se ne avesse la possibilità, a chi viaggia verso dimensioni divine. La donna ascolta lo Spirito Santo e si muove in quella direzione. Eliseo a sua volta palesa di essere vero uomo di Dio, garantendo alla donna ciò che solo l’Altissimo può dare. Leggo in proposito:

“Questa donna è senza figli. Il marito è vecchio. Cosa le promette Eliseo? L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia. Nessun uomo può promettere un figlio ad una donna. Non è un fatto della terra. Può promettere un figlio solo chi è profeta del Dio vivente e parla in nome e con l’autorità di Dio”. Emergono in questa storia l’identità e le responsabilità della donna e del profeta. Seguono da parte loro azioni e promesse poi realizzati, rapportati alla propria identità. È sempre il frutto che qualifica l’albero. Di tutto questo oggi c’è un forte bisogno: Testimoniare con i carismi personali la propria identità cristiana, senza cadere nelle trappole di una società asservita al consumismo esasperato; al relativismo che tutto aggiusta; al pensiero che l’uomo sia una specie di animale speciale che nel tempo si è evoluta.

“Questa donna è senza figli. Il marito è vecchio. Cosa le promette Eliseo? L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia. Nessun uomo può promettere un figlio ad una donna. Non è un fatto della terra. Può promettere un figlio solo chi è profeta del Dio vivente e parla in nome e con l’autorità di Dio”. Emergono in questa storia l’identità e le responsabilità della donna e del profeta. Seguono da parte loro azioni e promesse poi realizzati, rapportati alla propria identità. È sempre il frutto che qualifica l’albero. Di tutto questo oggi c’è un forte bisogno: Testimoniare con i carismi personali la propria identità cristiana, senza cadere nelle trappole di una società asservita al consumismo esasperato; al relativismo che tutto aggiusta; al pensiero che l’uomo sia una specie di animale speciale che nel tempo si è evoluta.

Qualcuno predica che l’essere umano discende da una scimmia mondata dalle sue imperfezioni. Cristo non è venuto in terra a domare le scimmie, ma a fare l’uomo nuovo, eliminando la “fanghiglia animale” dal suo cuore e dalla sua mente. Urge tra la gente la presenza di uomini credenti efficaci e credibili. Persone coscienti di essere pronti a rispettare gli obblighi da eseguire, pena il fallimento delle azioni messe in campo. Leggo sempre sull’argomento: “L’uomo deve allontanarsi dalle opere della carne - impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza - e produrre ogni frutto dello Spirito Santo - amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. Questa è la strada! Oltre c’è solo l’ipocrisia che frena il mondo.

Egidio Chiarella

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