Risvegli: quando una carezza fa più di un farmaco

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BARI, 22 maggio 2011 - “Energia sprigionata da un bacio, una carezza, un sorriso, ecco il camm...

BARI, 22 maggio 2011 - “Energia sprigionata da un bacio, una carezza, un sorriso, ecco il cammino verso un luminoso Risveglio”.
C'è scritto così accanto ad una foto di due vecchi amanti che si tengono per mano mentre l'acqua del porto li osserva in silenzio, quasi ferma.
I Risvegli dominano – nelle loro mille sfaccettature – la mostra allestita ieri a Bari tra le mura colorate del Centro Diurno “L'altra casa” che accoglie quanti soffrono di patologie dementigene, al fine di valorizzare l'efficacia dei trattamenti riabilitativi sul piano cognitivo, funzionale e comportamentale: laddove non può arrivare l'azione dei farmaci, c'è sempre una carezza, un sorriso, un bacio, un tramonto a dar luce.


La mostra è un modo per dirci quanto serva l'affetto dei familiari e l'amore dei medici, dei volontari per accompagnare i pazienti in un cammino di rinascita mentale, pur nella inevitabile progressione della malattia degenerativa.
Un tripudio di immagini dipingono i corridoi della residenza “San Gabriele”: alcune sono state create dagli stessi ospiti del Centro, supportati dal prezioso sostegno dei volontari che ogni giorno li seguono con passione e affetto.
Salta agli occhi un particolare: l'oggetto più rappresentato è il fiore, forse perchè è il simbolo di una vita che cresce anche se per sbaglio gli tagli lo stelo e devi riprendere a germogliare, con il risveglio dei petali persino in luoghi dove mai penseresti possa nascere una nuova vita, come tra le pieghe di un vecchio mocio da pavimento abbandonato in giardino.


C'è poi l'esaltazione del sorriso, mai cercato e sempre naturale: due donne si incontrano e per dirsi ciao guardano oltre i loro occhi, verso un abbraccio intenso dove ancora una volta sono le mani ad unirsi.
Le età non contano se nonno e nipote sembrano sussurrarsi qualcosa all'orecchio: generazioni al contrario, dove è il piccolo a raccontare le storie al grande, che ascolta, risvegliando in lui la curiosità.
E poi lui, il Mare: i pescatori raccolgono le reti “hanno barche che salpano presto/battezzate con nomi di donna/fede in Dio e timore del Mare/mentre all’alba salutano Terra” scrive Zima.
Versi di Franco Battiato spiegano un fermo immagine di chiaroscuri sulla linea del porto: “Perchè, le gioie del più profondo affetto/o dei più lievi aneliti del cuore/sono solo l'ombra della luce…”.
E, su tutte, in una corsa al fotofinish, al primo posto c'è il simbolo del Risveglio: senza farlo apposta, la poesia che leggiamo accanto si intitola “Oro”, il metallo di chi vince.
“Oro che aleggi nell’aria/risplendi nel placido mare/popolato da galleggianti amiche/che si rincorrono leggiadre/finchè il Re la vista regala/e lo zefiro non turberà l’equilibrio/del vortice ondoso”.


Tutte le fotografie potete trovarle nella fotogallery allegata all'articolo: non sarà difficile capire quali istantanee hanno generato i versi citati, nonché la fantasia di autori famosi (Battiato, appunto o Kalhil Gibran) assieme ad altri che vivono la realtà del Centro Diurno come Patrizia Aresta e Viviana Perilli.


Francesco Corallo


 

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