Sanità: ministro Giulia Grillo ai calabresi, "Estirpiamo la malapianta"

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CATANZARO, 30 MARZO - "Se un pezzo di Paese resta indietro, tutto il Paese va indietro. Non mi ...

CATANZARO, 30 MARZO - "Se un pezzo di Paese resta indietro, tutto il Paese va indietro. Non mi rassegno a chi vuole, per suo tornaconto, una Calabria cristallizzata nel suo malessere. Come se lo scandalo fosse un pezzo di paesaggio che non si puo' cambiare". Lo ha scritto il ministro della Salute, Giulia Grillo, in una lettera aperta rivolta ai calabresi e pubblicata oggi dalla "Gazzetta del Sud".
Nella sua missiva, il ministro ha ribadito che "non mi arrendo all'idea di un pezzo d'Italia con una sanita' che e' cronicamente disastrata. Non mi arrendo all'idea di una zona franca per chi non vuole la dignita', prima che la salute, per i propri concittadini. Chi fa finta di niente, e' complice". Nell'invitare la gente a visitare la regione, Grillo evidenzia pero' che bisogna "girare negli ospedali, parlare con chi lavora tra mille, croniche difficolta'. Guardate negli occhi i pazienti che ti dicono di aspettare mesi e mesi per una visita o un esame e che dal loro letto di dolore ti dicono, "Sono ricoverato qui per non dare fastidio ai figli che stanno al Nord, ma non va bene niente". Chiedete al personale nei pronto soccorso che fanno come possono, contate le ambulanze a disposizione - ha proseguito - andate a guardare gli armadietti dei medicinali. Chiedete conto ai responsabili. Ecco, io l'ho fatto e ho chiesto di farlo agli ispettori del mio ministero e ai Carabinieri del Nas. I risultati sono impietosi". (

Secondo il Ministro, che e' andata oltre i servizi televisivi degli ultimi tempi, "tutto il Governo e' con me in questa azione straordinaria per la Calabria. Non possiamo piu' tacere il bisogno di legalita', di regole, di diritti. Il decreto che in queste settimane ho preparato con i miei esperti al ministero e' una misura straordinaria per una situazione straordinaria. Se i commissari per la sanita', nominati dal Governo, chiamati a riaddrizzare storture decennali continuano ad avere com'e' stato finora le armi spuntate, nulla potra' mai migliorare". Il provvedimento straordinario servirebbe, dunque, per sostenere anche il lavoro dei commissari nominati dallo stesso Governo: "I commissari - ha affermato Grillo - devono poter fare le nomine nelle aziende sanitarie e negli ospedali, devono poter monitorare e cosi' eventualmente intervenire tempestivamente. Devono avere l'affiancamento delle forze dell'ordine.

La mia proposta e' per aiutare i calabresi, che sono miei fratelli. Sono contro la corruttela, i disservizi, le inefficienze, l'assenza di trasparenza. Il testo del decreto - ha proseguito - e' ancora in lavorazione, ma cerchero' di farlo approvare presto, in un Cdm che il presidente Conte vuole che si svolga in Calabria". Un lavoro avviato da qualche tempo, dunque, per il quale il Ministro ha spiegato: "Voglio che si sappia che il ministro sta lavorando per portare cambiamento reale, affondando il bisturi dove serve. Sono un medico e questo parallelo posso farlo a buon diritto. Non posso essere indulgente con quella parte di sanita' calabrese, affetta da malagestione cronica, che toglie diritti ai suoi cittadini. Tanti calabresi mi scrivono ogni giorno chiedendomi di fare qualcosa. Certamente, all'indomani della mia visita a Locri qualche settimana fa dopo l'annuncio di provvedimenti forti - ha sottolineato - qualcuno mi ha esplicitamente detto: "Chi te lo fa fare? E' una guerra persa. Pensa a situazioni positive che possono darti visibilita'". Ma ognuno risponde alla propria coscienza. E io, in coscienza, credo che e' tempo di prenderci la responsabilita' di estirpare la malapianta che ha messo in ginocchio la sanita' di questa terra meravigliosa". Il Ministro, sottolineando la sua vicinanza alla Calabria da siciliana, ha concluso: "Se un pezzo di Paese resta indietro, tutto il Paese va indietro. Non mi rassegno a chi vuole, per suo tornaconto, una Calabria cristallizzata nel suo malessere. Come se lo scandalo fosse un pezzo di paesaggio che non si puo' cambiare".

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