Sedare la bufera degli affanni e riprendersi la propria vita

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La preparazione al Natale non può non consegnare al mondo un cristiano pieno di gioia. San Paolo sp...

La preparazione al Natale non può non consegnare al mondo un cristiano pieno di gioia. San Paolo sprona l’uomo a capire che il Signore è presente in mezzo a noi e che attende le nostre richieste o suppliche per aiutarci a superare affanni e momenti di delusione, nonché di affaticamenti fisici e spirituali. È questa unità di sostanza che può stravolgere la vita quotidiana, sottraendola alla tristezza personale e sociale e facendo concretizzare, nella testa e nel cuore di ognuno, ciò che già per Volontà eterna faccia parte dell’universalità umana. Eppure si fa fatica ad entrare in questo percorso del tutto agevole e da tutti percorribile, nel momento in cui si decida di partire osservando quel minimo di moralità che predisponga ognuno alla vera rettitudine del cuore.

Un avvio che apre le porte alla moralità dettata da Cristo non più da guardare come fosse un obbligo difficile da seguire, ma un mezzo che domina su ogni tempesta burrascosa. Scrive tra l’altro il teologo: “Né si dica che chiedere quanto Cristo chiede è rigidità. La morale secondo Gesù è rigida perché non la si osserva, perché si è separati dal suo mistero e dallo Spirito Santo”. Chi vive la gioia cristiana ha tutte le carte in regola per rendersi conto quanto la stessa morale di Cristo sembri “dolce, soave, leggera”. Cosa diversa se i parametri in campo siano quelli della società dei consumi, in cui ogni rinuncia viene additata come un motivo centrale di depressione quotidiana. Il terreno così fragile è più esposto alle intemperie del giorno e meglio propenso ad indirizzare i pensieri di ognuno verso direzioni contraddittorie dove è facile impantanarsi.

È in questi momenti che necessita trovare la strada maestra per uscire indenni da un mondo che nasconde gli affanni, ma non li sana. Come agire? Cosa predisporsi? Quale insegnamento incamerare dentro di sé? La risposta è nell’armonia delle cose che Dio ha donato agli uomini. Basta aspettare e guardare.  Quando infatti il vento agita le acque del mare e poi arriva la bonaccia tutto ritorna nella pace infinita. L’acqua però è sempre lì, liscia come l’olio, pronta se provocata ad agitarsi ancora; il vento però non c’è più, non rimane traccia attiva di esso; è bonaccia. La bufera è sparita. Così la nostra vita! Essa ritornerà sempre a scorrere leggera quando la distensione interiore ed esteriore di una persona sia stata capace di intercettare ed abbattere qualunque crescendo turbinio di pensieri, scagliatosi spesso anche con durezza sulla quiete esistenziale naturale.

La vita, dopo l’intervento riparatore, rimane al suo posto nel suo mistero e nella sua imprevedibilità. Spariscono perciò i pensieri, sedati dalla forza della nostra preghiera diretta al cielo. Con la pace nel cuore e i pensieri rientrati dentro l’alveo del fiume naturale del proprio vivere quotidiano, tutto ricomincia con il sapore vero di sé stessi. Oggi si vuole spostare l’acqua del mare senza spegnere la forza della bufera. Come può l’uomo in affanno, lontano da Dio, trasformare la sua esistenza e quella della sua comunità? Rientrando nella morale di Cristo tutto cambia prospettiva; si rinnova, si rafforza; riconosce il proprio posto. Se si placano i pensieri negativi ogni cosa perduta rientrerà e si aprirà alla sua straordinaria oggettività, così come Dio l’ha concessa ad ognuno. Non c’è una strada diversa! Bisogna sedare la bufera degli affanni e riprendersi con il cuor sereno la propria vita.

Egidio Chiarella

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