Sequestrano imprenditore a scopo estorsione, 4 arresti a Roma

1167
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ROMA, 7 AGOSTO -Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo u...

ROMA, 7 AGOSTO -Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale capitolino nei confronti di quattro persone coinvolte nel sequestro di persona a scopo di estorsione di un imprenditore romano. Ai quattro viene contestato anche l'utilizzo del "metodo mafioso".Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e originate dalla denuncia della vittima, hanno permesso di ricostruire il grave episodio di violenza subito dall'uomo, che aveva preso in gestione da uno degli arrestati un bar nel rione "Borgo" della Capitale. Invitato presso l'esercizio commerciale dopo che era stato estromesso dall'attività, l'imprenditore è stato portato nei locali adibiti a magazzino, privato del telefono e minacciato perchè firmasse documenti per il riconoscimento di un debito non dovuto e un contratto preliminare di vendita relativo a una tabaccheria, ubicata nella stessa zona, amministrata insieme ai propri familiari

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti dei fratelli Niko e Danilo Coglitore, rispettivamente di 30 e 32 anni , di Damiano Pontoni di 32, e di Riccardo Lucantoni di 31, tutti originari di Cerveteri (Roma). Nel corso delle investigazioni è stato poi documentato un ulteriore episodio estorsivo per ottenere la firma di alcune cambiali relative al pagamento di un fornitore del bar, avvenuto in un locale pubblico e interrotto dall'intervento di altre persone presenti. In entrambi gli episodi per intimidire la vittima, gli indagati "hanno evidenziato la propria 'esperienza' nell'esecuzione di azioni violente, anche mediante l'uso di armi nella loro disponibilità, nonché contatti con figure di spicco della criminalità romana", spiega la Gdf in una nota.

InfoOggi.it Il diritto di sapere