Sequestro da 111mila euro a Barletta per un sorvegliato speciale
La mattina odierna, la Questura di Barletta-Andria-Trani ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa 111 mila euro nei confronti di un sorvegliato speciale di Barletta. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di una complessa attività investigativa che affonda le radici nel caso di Michele Cilli, il ventiquattrenne scomparso nel gennaio 2022 e mai ritrovato.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, ha permesso di individuare i responsabili dell'omicidio, maturato nell'ambito del controllo delle piazze di spaccio di stupefacenti a Barletta. Da qui sono emersi i primi indizi su una rete di riciclaggio dei profitti illeciti e di fittizia intestazione di beni. Nel novembre 2025, il Tribunale di Trani aveva già adottato 16 misure cautelari custodiali nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Tra gli indagati figurava proprio il sorvegliato speciale destinatario del sequestro odierno.
Nel corso dell'operazione di novembre 2025 era stato disposto il sequestro preventivo di 6 compendi aziendali – cinque bar e una ditta di rivendita all'ingrosso di prodotti surgelati – nel comune di Barletta. Le indagini successive hanno rivelato un sofisticato sistema di reimpiego di capitali illeciti, con gli indagati che riuscivano a reinvestire il denaro sporco attraverso l'acquisto di aziende operanti nel tessuto economico sano.
La Procura di Trani ha quindi co-delegato la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, sfruttando la sinergia tra la Squadra Mobile della Questura BAT, la Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Bari e il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Barletta. L'indagine patrimoniale delle Fiamme Gialle ha accertato che l'indagato, nonostante fosse sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, ha omesso di comunicare tutte le variazioni patrimoniali. Una parte considerevole del suo patrimonio era costituita da quasi 111 mila euro ricevuti come risarcimento per ingiusta detenzione.
Per queste ragioni, il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca di somme di denaro, beni e altre utilità nella disponibilità dell'indagato fino alla concorrenza di circa 111 mila euro. È importante precisare che la posizione degli indagati è al vaglio dell'Autorità Giudiziaria e che gli stessi non possono essere considerati colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna. Il contraddittorio con la difesa sarà fondamentale per accertare i fatti.
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