Tratta di esseri umani, Greta boccia l'Italia: «giustizia troppo lenta»
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Tratta di esseri umani, Greta boccia l'Italia: «giustizia troppo lenta»

lunedì 22 settembre, 2014

 ROMA, 22 SETTEMBRE 2014 – Una sonora bocciatura per l'Italia arriva da Greta, l'organismo anti-tratta del Consiglio d'Europa, che nel suo primo rapporto sull'Italia punta il dito soprattutto sulla lentezza della giustizia del nostro paese. Sin dal 1999, l'Italia ha assistito ben 29mila vittime della tratta di esseri umani, e tra il 2009 e il 2012 vi sono stati migliaia di mercanti di schiavi sotto processo. La preoccupazione di Greta è l'esiguo numero di condanne definitive, ossia soltanto 14 nel 2010 e 9 nel 2011.

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Scarsa attenzione alle tratte di esseri umani

Il rapporto di Greta accende in particolare i riflettori sull'insufficienza italiana di prestare la giusta attenzione a tutte le tratte di esseri umani che coinvolgono prostituzione, il caporalato per lo sfruttamento del lavoro agricolo, i minori costretti all'accattonaggio, colf e badanti. In particolare vi è un richiamo alle autorità italiane non in grado di dimostrare che le leggi italiane siano capaci di affidare alla giustizia i mercanti di schiavi. Vengono inoltre sottolineati i problemi di cooperazione giudiziaria con tutti quei paesi extraeuropei da cui giungono la maggior parte delle vittime e dei loro sfruttatori.

Il monito di Greta

Il rapporto chiede infine all'Italia di attrezzarsi, al pari degli altri paesi europei, di un piano d'azione nazionale che proceda con priorità, obiettivi e responsabilità chiare e definite, al fine di garantire che tutte le tipologie di crimine effettuati in questo senso siano puniti e processati in maniera efficace e rapida, e che siano previste sanzioni proporzionate e dissuasive.

Foto: notizienazionali.net

Dino Buonaiuto


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