Tutelare con la preghiera gli interessi veri di ognuno

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La preghiera è necessaria, bisogna perciò pregare e farlo bene. Non si può pregare il Padre se no...

La preghiera è necessaria, bisogna perciò pregare e farlo bene. Non si può pregare il Padre se non si abita il vangelo, si rischierebbe di dire parole al vento e non essere mai intesi. Dice il teologo: “La casa abitata dalla preghiera non è una casa fatta di mura o di altro. La casa della preghiera è il vangelo. Voi entrate nel vangelo, lo vivete e quello diventa la vostra casa. Entrate allora nel vangelo. Pregate secondo il vangelo, affinché gli “interessi” del Padre vadano bene. Chiedete secondo il vangelo e sarete esauditi ed ascoltati”.

La preghiera, nonostante internet, perciò si accompagna allo stile di vita degli uomini. Essa si avvicina alla fonte invocata, tanto più il proprio modo di essere si accosta al vangelo. Chi prega non può stare al di là dei comandamenti, delle beatitudini o delle “raccomandazioni” fatte in tre anni di missione in mezzo alla gente dal Messia che ha cambiato la storia.

Pregando bene si fa la propria parte affinché il regno di Dio venga edificato sulla terra. È questo l’interesse maggiore che abita nel cielo e che ognuno deve far proprio perché si crei quell’unità d’intendi tra chi prega e il Padre, capace di far realizzare le cose chieste dal cuore dell’uomo. Intorno spesso emerge una realtà diversa perché si è lontani dal regno di Dio. L’interesse del Padre è debole sulla terra se il credente non si cura di testimoniarlo aprendosi al vangelo.

Anche la preghiera di riflesso finisce tra le cose senza senso che accompagnano l’esistenza umana, specie se manca di una giusta e sana connessione con la Parola. Leggo in proposito: “La nostra preghiera è falsa, perché noi preghiamo con le labbra e non con il cuore. Non preghiamo con la nostra natura. Si prega con la propria natura non con le parole. Pregare perché il corpo di Cristo si realizzi in ogni uomo e Cristo venga a regnare in mezzo a noi. Ma come si fa se gli “interessi” di Cristo non interessano più ad alcuno?”.

L’uomo d’altronde lotta per altri interessi intorno a lui, allontanandosi da quelli veri. L’interesse dell’eternità attrae forse oggi qualcuno? Imitare Cristo è per caso argomento frequente o tuttavia sollecitato? C’è qualcuno che si preoccupa affinché i giovani non ignorino queste cose? Le scadenze e le priorità vengono dettate dalla tv mossa dal potere di turno; si rincorrono sui social; si patteggiano con il denaro; si compongono tra le pagine di nuove teorie filosofiche; si registrano alla luce di diritti che sporcano la Parola; si confondono tra preghiere senza anima, recitate da sempre con lo stesso ritmo e con la stessa debole intensità interiore.

Nessuno pensa più alla sua anima. Eppure Gesù avverte che non serve conquistare il mondo intero se poi si rischia di perdere la propria anima. Parlare di questi tempi dell’anima in un qualsiasi ambiente vissuto è motivo di derisione, se non di esclusione sociale. Il pensiero di una qualsiasi cosa per essere condiviso tra più persone deve essere sempre attestato dalla materialità che guida la misura e i giudizi altrui.

Ed ecco allora spuntare nelle conversazioni di ogni giorno il mutuo, principe dei pagamenti umani; le vacanze e i loro costi; i gusti personali nel vestire e nel curare il proprio corpo; le ultime ricette di cucina apprese in tv; il rapporto conflittuale con i parenti; le analisi economiche private e pubbliche; gli errori della propria squadra di calcio; la tournée del cantante preferito; le liti in famiglia del vicino di casa, ecc.

L’anima può aspettare, magari fino all’omelia della prima messa domenicale seguita. È assurdo, ma è così. A parole l’uomo è fatto di anima e di corpo, nella realtà rientra solo esclusivamente la sua parte fisica, acclamata e amata fino all’inverosimile anche se poi i vizi umani la espongono a sofferenze ed a sconfitte atroci. Il vero interesse dell’uomo, poter essere sulla terra vero corpo di Cristo, viene così travolto da una impalcatura della vita solo legata ai privilegi terreni.  

Satana in tutto questo lavora alacremente con risultati eccellenti, anche se con Gesù non è riuscito a fargli barattare nel deserto la sua anima con tutti i regni della terra; ha comunque saputo convincere l’uomo a scambiare la sua salvezza eterna, vero interesse dell’umanità, con un “piatto di lenticchie” ben aromatizzato e servito con tutti gli accorgimenti in voga.

Oggi è palese un mondo spesso in affanno nel voler giungere traguardi sempre di più ambiti. Non si accorge che la sua anima è stata riposta in soffitta tra la polvere dell’ingratitudine umana verso il Figlio dell’uomo. Essere il personaggio più potente della terra ed avere un’anima macchiata dai propri errori ed orrori non serve a nulla.

Un peccato quotidiano questo che dovrebbe essere eliminato per sempre, non per fermare l’uomo nelle sue imprese personali e collettive, ma per consentirgli di ridurre le sue tensioni e tendere a conquiste che non siano mai in conflitto con le leggi del Signore. È un sogno? Sarà quello che sarà, ma non esiste altra strada per liberare e redimere il pianeta, se non abitare il vangelo.

Le teorie alternative che vengono sfornate per l’uso personale o comunitario sono cure palliative che lasciano l’anima permanentemente in coma. Ecco allora a cosa serve la preghiera: realizzare e tutelare gli interessi veri di ognuno. Lo Spirito Santo chiesto con la propria natura, non con mille parole di routine, entra nel cuore dell’uomo e permette che ciò accada.

Egidio Chiarella

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