Twitter, account monitorati dai "ninja da biblioteca"

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CAGLIARI, 15 NOVEMBRE 2011 - Si definiscono “ninja da biblioteca”, si dicono “capa...

CAGLIARI, 15 NOVEMBRE 2011 - Si definiscono “ninja da biblioteca”, si dicono “capaci di trovare cose che gli altri neppure sanno che esistano”, loro sono i centinaia di analisti esperti nelle lingue più disparate (arabo, pashtun, cinese nelle sue varie versioni) che la CIA l'intelligence statunitense, ha radunato in uno dei suoi numerosi edifici di mattoni a McLean (Virginia), oltre che nelle ambasciate statunitensi in molte nazioni del mondo.

Il loro compito è quello di monitorare quotidianamente le espressioni digitali delle persone, dal semplice cittadino all'attivista, al fine di prevenire eventuali rivolte e proteste armate. L’agenzia federale che esamina le varie informazioni è l’Open Source Center, il cui direttore, Doug Naquin, tramite l’Associated Press, ha reso noto che ogni giorno vengono controllati oltre 5milioni messaggi lanciati tramite Twitter, oltre ai commenti su Facebook, ai servizi delle tv, i giornali e tutto ciò che circola sul web. Un lavoro scrupoloso quello svolto dagli analisti della Cia che archiviano i messaggi e li confrontano con gli altri segnali provenienti da altre fonti, che ha avuto inizio in seguito alla cosiddetta “primavera araba”, o Rivoluzione Verde avvenuta nel 2009 in Iran, in occasione della quale le proteste studentesche e lo spirito della contestazione, hanno potuto sopravvivere grazie ai messaggi e ai video diffusi sulla rete Internet.

La squadra di analisti della Cia è stata fondata in risposta alla raccomandazione delle Commissioni che hanno indagato sui fatti dell’11 settembre di concentrarsi sul contro-terrorismo, da allora i “ninja da biblioteca” sono stati indirizzati verso il monitoraggio dei social-media. Sulla base della consapevolezza che un piccolo episodio possa avere ripercussioni globali, la Cia cerca di stroncare sul nascere ogni potenziale rivolta o protesta armata, facendo si che si producano dei rapporti che uniti a quanto scoperto degli 007 arrivano sino alla Casa Bianca. Altro importante compito dell'Open Source è quello di riassumere i pensieri degli stranieri della politica statunitense, un caso citato è quello dell'uccisione di Osama Bin Laden con gli analisti hanno colto, nell'immediatezza, le reazioni negative delle persone comuni, i cui commenti sono poi emersi sui giornali dopo qualche giorno.

Ma certo esistono dei limiti alle possibilità di prevedere, in seguito alla cacciata Ben Ali, presidente tunisino, e dell'egiziano Hosni Mubarak, l'allora capo della Cia Leon Panetta, ha reso noto che il crollo è avvenuto ad una tale velocità da cogliere tutti di sorpresa. Il quadro sociale e politico in Nord Africa è stato osservato per un anno intero dalle spie, ma i rapporti non sono riusciti a prevedere con precisione le conclusioni, perché “Da una parte ci si è fidati troppo della tenuta dei dittatori, così come dei sistemi repressivi che dovevano vegliare sui raìs. Dall'altra c'erano troppi dati da monitorare”. Le milioni di pagine Facebook, così come gli altrettanti messaggi su Twitter e i video su Youtube sono stati troppi anche per gli 007.
 

Sara Marci

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