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Vaccino: algoritmo individua per nome chi ha priorità

Lazio > Roma

Vaccino: algoritmo individua per nome chi ha priorità. Bicocca, risultato a Ministero Salute. Già recepito da Lombardia.
ROMA, 03 MAR - Un algoritmo sviluppato dagli statistici dell'Università Milano Bicocca individua per nome e cognome le persone dai 18 ai 79 anni che hanno la priorità al vaccino in base al loro profilo clinico. L'indice di fragilità è stato calcolato incrociando le informazioni della Banca dati assistiti delle regioni con i flussi di sorveglianza dei tamponi, dei ricoveri e dei decessi per Covid nella prima ondata e nella seconda.

L'applicazione di questo sistema - spiegano i ricercatori - consente di evitare centinaia di intubazioni e decessi. L'algoritmo, adottato dalla Lombardia, verrà comunicato al Ministero della Salute. Se l'algoritmo verrà recepito dalle Regioni o a livello nazionale, sottolineano i ricercatori, potrebbe essere una rivoluzione nell'individuazione dei cittadini che hanno la priorità assoluta al vaccino, a prescindere dalla loro età. Per lo studio sono stati usati i dati di cinque regioni, Lombardia, Valle d'Aosta, Marche, Puglia e Sicilia, per un totale di circa 16 milioni di persone, un quarto della popolazione italiana.

L'algoritmo, proposto e sviluppato da Gianni Corrao, professore di Statistica medica di Milano Bicocca, ha identificato le 23 condizioni patologiche che, oltre all'età e al genere, sono risultate indicative del rischio clinico. Tra le malattie che, stando all'indagine, hanno causato ricoveri e decessi, anche alcune che non fanno parte della lista del ministero che individua i fragili: disturbi mentali (per ragioni comportamentali e trattamenti farmaceutici), gotta, malattie che prevedono l'uso di farmaci per il dolore cronico (oppioidi), malattie neurologiche come epilessia e Parkinson, patologie che richiedono trattamenti prolungati con corticosteroidi come l'artrite reumatoide e il lupus, le anemie.

Delle 23 malattie che pesano sull'evoluzione dell'infezione da Covid fanno ovviamente parte il diabete, le patologie vascolari, respiratorie, la cirrosi epatica, le cronicità del rene. "L'utilità di questo algoritmo - ha spiegato - Corrao - certamente dipende anche dalla velocità con cui si procede con i vaccini, e consente di evitare ricoveri, intubazioni e morti. In ogni caso, già evitare la ventilazione assistita, e sa bene di cosa si parla chi l'ha subita, sarebbe già un grosso risultato".

"Questo algoritmo - ha aggiunto - attribuisce a ogni cittadino il grado di vulnerabilità al Covid". Allo studio hanno preso parte anche professori e medici internisti, tra cui Giuseppe Mancia dell'Università Milano Bicocca, il diabetologo Agostino Console, e Flavia Carle, docente di Statistica medica.