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Valanga emendamenti a dl rilancio, spuntano incentivi auto. Anche il superbonus per seconde case

Lazio > Roma

ROMA, 5 GIU - Valanga di emendamenti al decreto Rilancio. Per la maxi-manovra da 55 miliardi le proposte di modifica presentate alla Camera sono circa 10mila. Maggioranza divisa: Pd, Italia Viva e Movimento 5 Stelle, ma non tutta Leu, condividono l'idea di estendere alle seconde case il superbonus al 110%, mentre la composizione cambia in materia di incentivi per l'auto, firmata da Pd, Italia Viva e Leu e non dal Movimento 5 Stelle che, anzi, si dice totalmente contrario. Leu insiste sul limitare il taglio dell'Irap a imprese che abbiano subito perdite nell'emergenza.

Ecco Il dettaglio

Boom di emendamenti al decreto Rilancio: per la maxi-manovra da 55 miliardi si attendeva un assalto dei partiti che puntualmente è arrivato, con le proposte di modifica presentate alla Camera che si aggirano attorno alla quota record di 10 mila.

Tra le migliaia di pagine di emendamenti spuntano alcune proposte siglate da più partiti di una maggioranza che si presenta però già divisa: Pd, Italia Viva e Movimento 5 Stelle, ma non tutta Leu, condividono l'idea di estendere alle seconde case il superbonus al 110%, mentre la composizione cambia in materia di incentivi per l'auto, firmata da Pd, Italia Viva e Leu e non dal Movimento 5 Stelle che, anzi, si dice totalmente contrario. Leu in solitaria poi insiste sulla necessità di limitare il taglio dell'Irap alle imprese che abbiano effettivamente subito perdite nell'emergenza.

Eppure un tentativo di individuare fin da ora delle proposte condivise è stato fatto in questi giorni, con l'idea, sposata dai relatori del provvedimento, di mandare un messaggio di unità di intenti al paese, sempre più provato dalla crisi innescata dal coronavirus. Ci sarà comunque un’intera settimana per tentare di comporre le distanze su alcuni temi chiave, visto che al voto vero e proprio si passerà a partire dal 15 giugno. Intanto una prima operazione di scrematura toccherà a Fabio Melilli (Pd), Luigi Marattin (Iv) e Massimo Misiti (M5S): i tre relatori in commissione Bilancio vedranno nei prossimi due giorni i capigruppo di maggioranza delle altre commissioni per fare sintesi delle richieste e ridurre il numero di emendamenti da votare.

Data la mole e l'ampiezza dei temi affrontati dal decreto, anche gli emendamenti puntano sulle questioni più disparate: forte la richiesta di aumentare i fondi per le scuole paritarie (lo chiedono Pd e Iv), ma anche di intervenire sui professionisti, esclusi dai ristori a fondo perduto (tema caro a Lega e Fratelli d'Italia ma anche ai renziani) o di cancellare del tutto l'Irap, come propone Forza Italia. Mara Carfagna presenta un pacchetto di emendamenti per le donne che lavorano, dall'Irpef differenziata all'aumento dei congedi parentali. Mentre spunta, firmato da Marianna Madia, l'idea di tagliare le tasse per le imprese che rientrano in Italia.

Cambiamo! chiede attenzione per i frontalieri, +Europa più trasparenza sui dati del Covid, l'Intergruppo per i diritti degli animali guidato da Michela Brambilla che tra i tanti bonus si aggiunga un assegno 'una tantum' per chi ha animali da compagnia. Come annunciato la maggioranza si concentra intanto sui ritocchi a ecobonus e sismabonus portati dal decreto al 110%: Dem, renziani e 5S (con la firma aggiunta del deputato di Leu Pastorino) concordano su un emendamento che estende il superbonus fino al 2022 e consente di usufruire dello sconto anche a chi ha seconde case unifamiliari, a patto che non si tratti di ville, castelli o dimore di lusso. L'incentivo si potrà utilizzare però al massimo per due abitazioni e si potrà applicare a chi vuole sostituire la vecchia caldaia con le più ecologiche pompe di calore anche se nel condominio non c'è il sistema centralizzato o dove non sia possibile intervenire nella parte comune dell'edificio (ad esempio nei palazzi vincolati).

Leu punta invece a estendere il bonus a privati che ristrutturano le scuole. Sul fronte auto invece gli schieramenti cambiano: Pd, Leu e Italia Viva (ma una proposta simile è avanzata anche da Forza Italia) chiedono di estendere l'ecobonus fino a 4 mila euro per ibride ed elettriche a tutti gli euro 6, per aiutare a smaltire lo stock di mezzi invenduti nei piazzali degli autosaloni, aumentando di altri 100 milioni l'apposito fondo. Arriva però un secco «no» ad incentivi «anacronistici» per le «auto alimentate con carburanti fossili». (Fonte GDB)