Vangelo del Giorno: Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro
Parola e Fede Lazio Roma

Vangelo del Giorno: Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro

domenica 22 settembre, 2019

San Paolo, nella Seconda Lettera a Timoteo, così scrive al suo fedele discepolo: “Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona “(2Tm 3,14-17). La Scrittura è tutto questo, se viene letta e compresa nello Spirito Santo. Quando la Scrittura viene letta dalla carne, allora si donano interpretazioni a servizio della carne, che sono di gravissimo danno alla verità della salvezza.

Lo Spirito Santo ha in mano due potenti strumenti di evangelizzazione e di salvezza: sono Paolo e Barnaba. Finora hanno lavorato insieme. Sono stati l’uno l’ombra dell’altro. A nulla serve ora conservare queste due forze in unità. Si possono trasformare due potenti forze, ognuna con un suo preciso campo di apostolato. Il mondo è vastissimo e le forze vanno sempre moltiplicate, sempre aumentate. Come far sì che Paolo e Bàrnaba si dividano? Qui entra in scena Marco. Bàrnaba vuole che vada con loro in missione anche Marco. Paolo si oppone. Non lo ritiene affidabile. Non si può contare su un uomo che è prima partito e poi si è distaccato, tornando indietro. Bàrnaba invece vuole che si dia una possibilità di redenzione, di riscatto. Il dissenso fu tale che i due si divisero. Da una sola forza divennero due forze. Ora il vasto campo di Dio ha due operai che possono lavorare molta più terra affinché essa produca molti frutti.

Noi invece ne facciamo un evento della terra per la terra, un frutto della carne per la carne, quando per ogni dissenso che succede tra gli uomini ci appelliamo a questo evento. Poiché Paolo e Bàrnaba si divisero, anche noi possiamo dividerci. Ma noi non siamo stati mai una sola forza. Abbiamo sempre lavorato separatamente, indipendentemente, isolatamente. Siamo stati sempre forza autonoma. Non vi sono ragioni contingenti per separarci. Ci separiamo per motivi di essenza, verità, Parola, Vangelo. Queste divisioni sono frutto del peccato che abita nella nostra carne. Infatti è il peccato che divide, mentre la carità unisce. Per questo è sempre necessario trovare la causa che porta alla separazione. Se essa è per moltiplicare le forze, la divisione è sempre frutto dello Spirito Santo. Se invece essa è per separare gli uni dagli altri in ragione di principi di essenza e di verità evangelica, essa è sempre frutto del peccato. Mai ci si potrà appellare a Paolo e Bàrnaba per giustificare una tale divisione. Neanche ci si può appellare alla separazione tra Abramo e Lot, perché anche questa divisione avvenne per motivi contingenti, per ragioni di pascoli, quindi ragioni umane, terrene e non soprannaturali. Sempre allora ci si deve interrogare: la mia separazione è per motivi contingenti o per ragioni soprannaturali, di fede, di verità, di Vangelo? È di natura terrena o è fortemente di natura teologica, morale, obbedienziale? La risposta ci giustifica, ma anche ci condanna.

Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva. Giuda e Sila, essendo anch’essi profeti, con un lungo discorso incoraggiarono i fratelli e li fortificarono. Dopo un certo tempo i fratelli li congedarono con il saluto di pace, perché tornassero da quelli che li avevano inviati. [34] Paolo e Bàrnaba invece rimasero ad Antiòchia, insegnando e annunciando, insieme a molti altri, la parola del Signore. Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore. E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese (At 15,30-41).

Ogni divisione per motivi contingenti, di terra, di convenienza, di opportunità, ogni divisione voluta dallo Spirito Santo può rimanere divisione fisica, mai divisione spirituale. Siamo tutti un solo corpo di Cristo Gesù. Si può lavorare in zone diverse del campo di Dio, ma siamo tutti operai dell’unico campo che è il corpo di Cristo. Se invece la divisione è spirituale, morale, dottrinale, di comprensione ereticale della Parola del Signore o della missione a noi affidata dallo Spirito Santo, allora è necessario che la divisione venga ricomposta. Tutti dobbiamo entrare nell’unica e sola volontà di Dio, unica e sola fede, unico e solo corpo di Cristo, unica e sola missione di salvezza. Questa divisione mai potrà essere ricomposta se non viene tolto il peccato che alberga nel cuore. Il peccato è sempre uno: la superbia, lo spirito di Satana che anima il nostro spirito e ci fa pensare che il nostro “spirito” sia purissimamente vero. Da cosa ci accorgiamo che siamo nel peccato della superbia? Dai frutti che raccogliamo. Seminiamo poco, raccogliamo pochissimo. Anzi facciamo morire quanto altri hanno seminato con grandi sacrifici. Quando la superbia si impossessa del cuore di un cristiano, tutto il Vangelo viene triturato dai suoi denti satanici e ridotto a menzogna. La superbia è il peccato che sempre divide.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che indossiamo la virtù dell’umiltà per tutti i nostri giorni.
Notizia segnalata da (Homilyvoice)


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